Un gioco di finestre

17 maggio 2013

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Un gioco di finestre


quasi un gioco di finestre, quando dentro il vetro cieco
sul muro se ne riflette un’altra e dentro a quella il cielo,

un gioco astratto, un rettangolo azzurrino tra i rettangoli
di vetro e di muro, quasi che un segreto imbarazzante

vi ci stia nascosto, quasi avessimo dentro a una stanza
l’altra e dentro a quella il cielo, e l’infinito che si affaccia,

con il suo intero spavento, nell’altro dentro di noi

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(2013)

Replay: Due barche

14 maggio 2013

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Due barche

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non si capisce, non si distingue, due barche
stanno appese nella luce, questo barbaglio
impossibile, mobile, bianco
una roccia lo incide, e lontana
lo chiude un’isola, o una collina

la luce oscilla, freme, scintilla, è fatta di mille
scintille di cielo, lontane e vicine

fa fresco, profuma

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(2008)

(aggiungo da oggi, alle normali proposte del venerdì, questi Replay del martedì:
una seconda occasione per poesie già postate qualche anno fa)

Come al cinema

10 maggio 2013

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Come al cinema


è un trucco
è un saluto
è un’avventura
è tanta gente che blatera
del silenzio del mondo
è un trucco
un’avventura
immaginata

come al cinema

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(2007)

Di sangue

3 maggio 2013

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Di sangue


le rose esplodono, rosse, cremose come di sangue,
nel sole che fa più verde il verde denso del cespuglio,

le rose cremisi, gonfie di un eccesso di calore,
di un traboccare d’amore, di un furore incandescente

di maggio, di giugno, d’ansia d’effimera e risonante
emozione che trabocca, rossa, carne di velluto,

le rose cremisi esplodono, gridano come di sangue,
tacciono, stanno, si lasciano toccare, si abbandonano

allo sguardo di chi passa, sono vive, esangui, splendide,
non hanno mai più pudore

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(2012)

strano, strano

26 aprile 2013

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strano, strano
che tu capisca e continui a non capire
dopo tutto quello
che è successo
che tu persista a vivere
quell’angoscia
penetrata a schegge vive nella carne
vite e vite vissute
trascorse davanti a me
ancora il mito del sonno
mi avviluppa e consola

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(1983)

Signora dei Poeti Felici

19 aprile 2013

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Signora dei Poeti Felici


Signora dei Poeti Felici, quelli che incontri
alle feste letterarie, ai convegni, agli incontri
col pubblico, impegnati lettori di se stessi, impegnati
scambiatori di doni (che sia davvero il dono
l’essenza della poesia?), Signora dei Poeti che si vedono
proiettati finalmente nel tuo nome, in un minimo
ma decisivo attraversamento dei secoli

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(2012)

sta forse nel loro nome

12 aprile 2013

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sta forse nel loro nome
più che nelle cose stesse
(è questo strano senso
della vita generata tante volte)
sta nell’attesa irrealizzata
più che nell’atto compiuto
(è forse questo sentire
questa vita materiale
questo animale di carne e di parole)
è stato nel momento di silenzio
allora
è stato il nostro attimo di gioia
(meglio forse non capire
allora)
(meglio forse viverci)

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(1982)

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Signora dell’Indifferenza


Signora dell’Indifferenza, io ti conosco bene, io ti conosco
a fondo, passo le mie giornate sotto il tuo ottuso ombrello,
sono tuo figlio, tuo marito, il tuo riottoso amante, sono colui
che non per scelta non capisce, ma come potrei, se capissi
quello che è nitido fuori dal tuo cerchio, resistere un giorno solo
alla vergogna, convivere con ciò che è giusto quando quasi tutto
mi sarebbe sbagliato, Signora dell’Indifferenza, dalla tua ombra
mi serve però vedere, non troppo, ma vedere, per non essere,
in fin dei conti, indifferente anche a Te

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(2012)

Regole

29 marzo 2013

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Regole


quasi al principio esistessero
criteri diversi per
valutare il nostro amore
quando era solo una rete
di sguardi e di accenni timidi
dentro il mare della nostra
diffidenza naturale
di estranei sollecitati
casualmente da un sospetto
di affinità – quasi forse
ci vincolassero regole
per decidere se il nostro
sentimento fosse vivo
e destinato a durare
quando era solo un embrione
esaltante e delicato
di turbamenti reciproci
quando sancire quel nostro
destino era necessario
quasi al principio esistessero
regole nuove e specifiche
soltanto valide allora
per prepararci alla lotta
delle stagioni seguenti
dei patti per il futuro
di un sentire quotidiano
da ricontrattare giorno
dopo giorno integralmente
da stabilire ogni volta
ed ogni notte per sempre

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(2009)

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Signora della Fine dell’Estate


Signora della Fine dell’Estate, tu che imponi alla nostra attenzione
di restare nel luogo della luce, di evitare tutto quello che altrimenti
sarebbe normale memoria di cose indispensabili, e di colpo
insensibilmente ci rendi perduti, in balia delle imprecazioni
per questi errori noiosi, per questo rassegnarci impossibile
ad abbandonare ciò che per noi ha senso, ciò che continuamente è stato insieme
irreale e reale, tangibile e immaginario, quando il caffè della macchinetta,
ora, resta in memoria solo come errore, quando il collega dentro l’ufficio
ora, non sa nemmeno farsi testimone di tanta immaginata felicità,
quando la Fine dell’Estate, ora, è come un’onda di marea che sale
travolgendo i castelli già costruiti con ardore sulla sabbia

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(2012)

Scorrono

15 marzo 2013

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Scorrono


scorrono lenti gli sguardi, la luce
riveste l’acqua di un velo compatto
di sole e intesse la vista e le cose,
qualcuno si volta, indaga nel gruppo
dei volti che circondano il suo gesto,
lo investe da dietro la luce, scuro
contro il corso del sole, gli occhi attenti
lo incidono, spezzano l’unità
della figura contro il mito liquido,
la luce insiste invano, non ha scampo

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(2009)

Signora del Silenzio

8 marzo 2013

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Signora del Silenzio


Signora del Silenzio, non ti appoggiare a me quando senti
che è troppo grande quello che brucia nelle parole
che non sai pronunciare, che è troppo vuoto il mondo
che ti sei fatta attorno, quando tutte le parole che ti avvolgono
sono solo zanzare impazzite, scintille di inutilità, rumore
sottile come la pelle del male, schegge di gente che muore nel lamento
delle happy hour, inconsci gemiti dell’amore cercato, trovato
troppo in là, troppo diverso da quanto si può accettare,
gridato come impossibile, nel tintinnio dei bicchieri, dei cucchiaini,
nel crac delle patatine fritte e dei tostati
stuzzichini al formaggio, ora dopo ora, volta dopo volta, anno
dopo altro anno inutile, dove le frasi troppo e troppe volte ripetute
sono una litania del senso vuoto, dell’anima che non c’è, della tua vita
caricata d’amaro, della tua vita che non c’è, Signora del Silenzio, come
preferisci incantucciarti nel bruciore dello star soli, del pensare
che solo possa essere io, soltanto per un attimo, a redimerti con il solo sguardo

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(2012)

Il dio roccia

1 marzo 2013

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Il dio roccia


appoggiato sulla roccia di lei
il dio insiste, persiste, perdura
pesante di roccia anche lui, glorioso
in alto, nell’alto, nel sole
sagoma oscura contro
il cielo, il dio che viene e
che feconda, che inonda
quella roccia che è lei, che
è noi, è terra, è mondo, il dio
che è egli stesso roccia, è cuore,
è vita, è ritornare al lento
avvilupparsi della pietra
intorno alla pietra che è se stessa,
è noi, è dio, è lei ora diversa
ora che in sé contiene
il soffio di un altro vivere
ora che darà luce a una pietra
che non sarà mai più pietra
né cielo, né sole, né roccia,
ma carne, ma sensi, ma tenero
giustapporsi di passioni
dove ora il dio, tenace,
gli si nasconde dentro,
lentamente assiduamente eternamente
vibrante

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(2009)

Signora delle Parole

22 febbraio 2013

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Signora delle Parole


non so, Signora delle Parole, se posso davvero
amarti come si converrebbe a un dio, i tuoi attrezzi
rimasti troppo secchi, aguzzi, fragili, sono
come esatte scaglie di vetro, acuti al punto
che li useremo per ferire, dichiarare
come le cose non possono non stare, ma per questi versi
per queste rime disastrate sono inutili, non parlano,
non sorridono più

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(2012)

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Si trovano qui, con una bella nota introduttiva di Narda Fattori.

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