Replay: Essere stanchi

16 settembre 2014

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Essere stanchi

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essere stanchi è come stare
sul confine frastagliato della notte
senza l’obbligo fatale di varcarlo
e guardare di là, verso il destino
muto e cieco del riposo
che non si desidera e pure
non possiamo che andarvi
non possiamo che in ultimo
accettarne la via

 

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(2008)

Il mare è pieno di dei

12 settembre 2014

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Il mare è pieno di dei

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il mare è pieno di dei, eccessivi come elefanti
o fragili come spore, la sera piangono insieme

quando l’acqua resta immobile e traspare le montagne
dell’isola fatte rosse dal sole e al porto i semafori
porgono il verde alla vita di quegli umani che siamo
noi, ed estenuati loro ci guardano non avendo
mai dubbi, non comprendendo come quando appare il giallo
non sappiamo se fermare oppure no la nostra corsa
verso quel buio di cui noi non saremo mai sicuri,

così dolce appare loro l’incertezza, e la domanda
di relazione, che tutti e solo gli uomini conoscono

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(2014)

Replay: Mangiare la foglia

9 settembre 2014

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Mangiare la foglia

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sono dentro la foglia, ora, in questo
microcosmo di peluzzi appetitosi,
in questo verde grande, dappertutto,
smeraldino, colmo così di luce,
mi muovo con prudenza, sorseggiando
gocce micrometriche d’umore,
preparandomi al primo grande morso,
il primo affondo
della mia fame all’universo, il primo
bacio al mondo, il primo essere
quello che sono, e, da adesso in poi,
che mangio

 

 

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(2008)

Canzone del possesso

5 settembre 2014

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Canzone del possesso

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se mi guardi negli occhi mentre in basso
dentro di te il mio pistone lavora
a spingere l’intricato meccanismo
della nostra euforia
e i tuoi gesti lo accompagnano incalzandomi
su tutta la mia pelle resa elettrica
mentre le labbra ghermiscono le labbra
e tutto è intenso e forte denso d’onde
di avventura di reciproca
selvaggia ostinazione

se ti guardo negli occhi mentre sotto
senti il mio cazzo che ti ama
con ferocia e senza scampo
e la mia pelle è la tua e altri sensi
non ci sono nel mondo oltre ai nostri

è perché tu vuoi quello che voglio io
e attraverso gli occhi penetrare voglio
nella tua anima come dentro te
per conficcarmi dentro la tua vita

affinché il tuo desiderio non sia
solo di toccarmi, ma di essere me
le mie paure il mio volere
il mio sguardo la tua vista
il tuo ricordo il tuo piacere

io voglio tutto

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(2005)

Replay: La morte di Eros

2 settembre 2014

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La morte di Eros

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flaccido, ma ancora e sempre glabro,
le ali appesantite, rese oscure
dall’alito del tempo, il viso tremulo
da bambino avvizzito, la faretra
vuota, quasi, di frecce senza punta,
l’ultimo sguardo alla madre,
ingolfato d’affanno, sussurrando:
“succhiamelo…”

 

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(2007)

Medea

29 agosto 2014

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Medea

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adesso facciamo finta che il racconto ci presenti
un eroe mandato avanti per sfida, che raccoglie altri
uomini per navigare verso il mitico Ellesponto

e alcuni hanno nomi più fantastici del suo (ce n’è
uno che era un semidio, e scelse di essere mortale)

procedendo lungo i giorni le settimane le lune
che ritornano a schiarire acque sempre più perdute

sino alla grotta del drago addormentato dentro il sogno
(così odoroso di origano e cisto, di timo e salvia)
di Medea, Medea, Medea che lascia il palazzo del re

per fuggire con i ladri di cui già si è fatta complice
e con lui felice e ignaro che Medea sarà un domani

la sua tragedia, che gli offrirà da mangiare la carne
dei loro figli ma questa certo è una storia diversa

in cui l’eroe da leggenda si lascerà catturare
dalle arcaiche velleità del quotidiano, e non ha scampo

perché un uomo dentro al mito non riuscirà mai a capire
che il vero orrore sta qui, e non oltre il mare laggiù

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(2014)

Replay: Macchie

26 agosto 2014

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Macchie

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il tuo viso è una macchia di colore
confuso tra le macchie, sei senza volto,
inquieto sogno, scena di un incubo leggero,
ti muovi sulle foglie accartocciate
come un automa silvano, e io nascosto
mi pizzico con forza e mi ripeto
che la realtà non è così confusa
come questo profilo cancellato
dalla scelta del caso, che tu ci sei, che sei
capace ancora di uno sguardo definito,
di un moto del pensiero, in cui mi vedi

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(2008)

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la prima volta molte volte
sei stata con me
sono poi occorsi giorni mesi
e ancora anni a definire molte volte
a ribadire con cura
a ripetere con affezione
quella prima (questa prima)
identica esperienza

……perché una volta molte volte ancora
……le mie ali le mie branchie
……nel mio principio
……hanno dovuto esplorare e sapere
……quale animale tu sia
……di quale muschio impossibile le tue ghiandole
……mi spargano

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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la prima volta che ho visto
la notte attraverso i tuoi occhi
……la mia vita attraverso i tuoi sensi
un brulicare di forme familiari
e differenti
…………..e altre
………………….e identiche
ha riempito di un senso familiare
la differenza della mia vita
……non solo tu c’eri
……ed eri altra e mia

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

in concreto il mare

8 agosto 2014

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in concreto il mare
usciva dall’ombra della terra
come un velo di azzurro ancora cupo
……insensatamente il tuo corpo
……mi annunciava
……mi prevedeva
……mi salutava

mi stupì il tuo gesto
……uscivi tu
……non fui io a trascinarti
……dalla caligine
……del mondo incerto
……dei pensieri

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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la prima forma non la tua
……la luce emergeva da sola
……dall’acqua del mare
c’eri e non c’eri in quelle ore
incerte
c’era il silenzio una grande
silenziosa paura
……attorno il nulla

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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in principio il desiderio
strisciava
opponeva
la mia vita alla tua
……dove tu stavi non ero
……io a respirare
……io a conoscere
……da quell’angolo le cose

non ero
io a condurre il desiderio
……sospeso come nel nulla
……archetipale
……come vuoto

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Le cicale e gli eroi

18 luglio 2014

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Le cicale e gli eroi
(Egeo)

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dentro la cupola d’oro delle cicale che ribattono
la propria adorazione per il sole grandioso,
il medesimo mio grido di sesso e di vita
resta un dettaglio di un disegno più totale


non siamo mai stati eroi, e solamente
nel furore antico e simbolico del mito
abbiamo consumato una volta la pienezza
di questa ansia di immutabile passione


stiamo perciò sospesi tra due mondi, entrambi alieni
e pure familiari, tra la cicala e il dio,
tra il vivere immediato nel presente
e il desiderio eterno, irrimediabile

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(2008)

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In decoro assoluto

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in decoro assoluto, tra i muri lisci e bianchi e gli archi gotici
tra cespugli ossessivi ed educati, in piccole
architetture di città, tra gli stradelli dritti e piastrellati,
sotto le croci e gli angeli, le cupole e le guglie, in assoluto
decoro, così vivono i morti

questi bei morti di quaggiù, che mi pare
come d’averli conosciuti uno per uno, giorno dopo giorno
nella mia vita, quasi che fossero
zii, nonni, cugini anche lontani e ritrovati
come succede talvolta ai funerali, io
uno di loro, e non c’è dubbio in questo, io rapito
dai muschi e dalle muffe dispettose
che crescono sui lati dei gradini, o dall’erba
impavida che ha scelto, per vivere con pena,
la piega delle ali sulle spalle
dell’angelo più grande, io colpito
da questo degradare con orgoglio
nell’ultima avventura, nel diventare brusio
comune, formicolare di vite alternative,
…………..con la densa insistenza della pietra, tuttavia,
…………..che grida e tace, grida e tace
…………..in decoro assoluto

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(2008)

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Cabaletta della amante tradita

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ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
la mia testa sbatte
il giorno e la notte
costantemente
incessantemente
dolorosamente
perdutamente
contro questo muro
impenetrabile
inesorabile
irregolare


assoluto
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato fuori
dal cerchio dei miei sensi
e mi pare ora
di aver scacciato anche loro

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(2008)

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