Insalata (5)
27 gennaio 2012
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Insalata (5)
a un’indivia dal sapore deciso
tagliata sottile aggiungo
un battuto di scorza di limone
radice fresca di zenzero e scagliette
di cioccolato nero molto amaro
l’eccesso di freschezza può sfumare
nel calore, come ben sanno
gli amanti del mentolo
si condirà solo per ribadire
che di insalata si tratta,
in modo da non scordare
la natura vegetale
dei profumi che si chiamano nell’ombra
di un ardore che qui si accenna appena
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(2006)
poema della cavalletta
20 gennaio 2012
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poema della cavalletta
mezza luna e mezza cioccolato
la notte si aggira tra i letti
ubriachi di malinconia
la cavalletta non ama la notte
lei crede che sia un enorme buco
in cui qualche volta saltando
si va a finire
per questo è indecisa tra noia e paura
la cavalletta sbadiglia
con le sue lunghe zampe accarezza
un filo d’erba
mezzo addormentato e mezzo candito
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(1980)
Insalata (4)
13 gennaio 2012
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Insalata (4)
diverse combinazioni d’insalate
può condire questa bagna cauda,
per ottenere la quale si soffrigga
l’aglio tritato, ben badando
che non pigli colore, né il sapore
del bruciato, e aggiungendo
l’odore dell’acciuga, appena a sciogliersi
nell’olio caldo
questa breve
avvisaglia invernale, o novembrina,
avvolgerà di malinconia
la morbidezza della misticanza,
le foglie tenere della valeriana nuova,
e pure ancora
le fragilità amare del tarassaco,
della cicoria, dello spinacio
c’è tutto il senso
del vivere in questo connubio
di rinascita e decadimento
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(2006)
Il cerotto
6 gennaio 2012
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Il cerotto
ecco, ho tolto il cerotto,
sono passati tre giorni,
la pelle vecchia si appoggia,
separata, a quella nuova,
c’è un punto rosso nel mezzo,
un cuoricino di sangue,
un messaggio dall’interno
di me alle mie razionali
civilizzate emozioni,
un piccolo volto vivo
del mio corpo forestiero
a me stesso, quasi fosse
anche lui in possesso d’una
parola legittimata
a trasmettere il senso
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(2011)
Insalata (3)
30 dicembre 2011
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Insalata (3)
serve un radicchio rosso acre
di Chioggia o trevigiano
su cui si faccia base
le arance andran tagliate
a lamine sottili, e poi a spicchi
(che ciascuno conservi e polpa e buccia)
e poi condite
con abbondante pepe
dolce su amaro, dunque,
col cuore caldo, rosso
su rosso, con sale
e olio a ammorbidire
l’improbabile unione
di due imperi lontani
qualche sparuto pistacchio,
come per caso caduto nel fuoco,
procurerà qua e là
effimere illusioni di freschezza
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(2006)
Sangue
23 dicembre 2011
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Sangue
e quando il gambo ha ceduto
di colpo è scattato avanti
il coltello, liberato
dai vincoli verso il dito
di carne, più in basso, vero,
gonfio di un sangue scarlatto
che si rivela alla vista
pian piano, in un fiume piccolo
di morbosa meraviglia,
da guardare, inquieto, splendido,
una minuscola vita
disciolta e morente, scura,
lucida, pulsante, strana
contro il verde acceso della
verdura
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(2011)
Insalata (2)
16 dicembre 2011
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Insalata (2)
la polpa oleosa dell’avocado
va maciullata con cipolla tropea
e un suggerimento di peperoncino
insieme a aceto e sale e qualche noce
si aggiunga il tutto a un’insalata
verde e non amara, tagliata fine,
mescolando e condendo con olio a piacere,
sino a raggiungere un amalgama
quasi burroso, verde su verde,
fragranza su freschezza
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(2006)
correlativo oggettivo
9 dicembre 2011
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correlativo oggettivo
questa mina deflagrante
segnata da quella rima
prima inquietante e motivo
poi di rapida incertezza
sul senso della bellezza
spiegata dalle parole
legate in un verso privo
di rilevanze sonore
correlativo oggettivo
aculeo del mio dolore
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(2010)
Insalata (1)
2 dicembre 2011
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Insalata (1)
lascio perle di uva passa dolce
ad imbibersi d’aceto, peperoncino acceso,
e lune esili di cipolla, varie ore
in un bicchiere, che ben si gonfi
lo zucchero di calore
pesto nel mortaio qualche noce
taglio una scarola croccante e amara,
esaltandone l’asprezza con le scure
fogliette di rucola, cui aggiungo
rosse, pallide e traslucide
pellicole di rapanelli, a stuzzicare
il naso
il tutto, mescolato al momento di condire,
sarà un percorso nel labirinto
fresco e agro del vegetale crudo
cosparso di minute
emozioni di fuoco
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(2006)
Leggono il giornale
25 novembre 2011
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Leggono il giornale
leggono il giornale, qui, si raccontano le storie del mattino, qui
si lamentano del freddo, si siedono davanti a me, mi
guardano una frazione di secondo, qui, e hanno
le unghie laccate, le dita inanellate, il doppio mento, i bottoni
che definiscono i confini dell’intimo, quelli di questo io
che è proprio nostro e guai, guai a dimenticarselo
aperto, col cappotto sbottonato, la pelle che lusinga
l’impudenza dell’aria, degli sguardi stupiti, compiaciuti,
delle mani che la incontrano, cercano, coinvolgono
in un ritmo che non è del mattino, non è da fruscio
discreto di fogli di giornale
divaricati da dita asciutte di lettori, alla ricerca del giorno,
all’alba fredda, al lavoro
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(2011)
Bava di ragno
18 novembre 2011
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Bava di ragno
estraggo le parole dal nulla
simulacri vuoti, bava di ragno
prodotta da me
eppure filata con tanta arte
produce un disegno
un ponte argentato nel nulla
che fa parte del mondo, ora
è una cosa, un arabesco
che scintilla nel sole
ed è una trappola, certo,
un gioco feroce che invischia
altri corpi, e le loro parole
per me
che io le possa spendere
poi
per davvero
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(2005)
A Milano
11 novembre 2011
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A Milano
quante le linee che salgono e che scendono,
i profili del cielo, le sagome sulla terra,
le andature del canone d’asfalto, i blocchi
sovrani di materia, nel grigio sopra il grigio,
nel ritmo martellato delle case, di finestre
con finestre su finestre, nel mare squallido
delle periferie, dove non una vela tormenta
l’apatica ossessione del ricordo, dove
non c’è più mai nessuna ora
che irrequieti ci volga al disio
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(2008)
A fianco, a vuoto
4 novembre 2011
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A fianco, a vuoto
(Recitativo dell’assenza)
dove siamo noi, che cosa
siamo noi quelle mattine quelle notti
in cui giacciamo fianco a fianco
inerti, senza uno spasimo
di vita comune, così incapaci
di risvegliare nell’altro l’impazienza
di un nuovo agire insieme
solo uno spettro
di un sesso che non c’è
agita le coscienze
a vuoto
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(2005)
Là fuori
28 ottobre 2011
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Là fuori
là fuori
la notte
lamenta
l’abbandono
del tempo
lunghe linee
d’inerzia
senza vita
un lentissimo
liquefarsi
del dolore
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(2006)
Sincronicità
21 ottobre 2011
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Sincronicità
un dettaglio di canale,
di fosso, di breve darsena
fluviale, uno sguardo lungo
che attraversa la pianura
pullulante d’incertezze
liquide, di faglie del
tessuto ininterrotto vegetale
che è rete viva e drammatica
di questo sentirmi vivo,
acqua tra l’erba, acquitrino
pulsante, palude dei
sogni sognati in profonda
sincronica densità
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(2011)