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Canzonetta del corteggiamento vorace

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sono solo una preda qualsiasi, o il maschio
da divorare dopo il coito, quando mi incontri
per strada e mi conduci nella tua tana
dove campeggia enorme, didattico, terribile,
appeso al muro, il manifesto scolastico del ragno,
nella sua viscerale anatomia, peloso, immobile
nella sua vasta tela, proprio sopra di me
pronto a ghermirmi, così che io non posso proprio
immaginare di eccitarmi con te, e tu mi consoli
falsamente, e non importa, non importa proprio,
perché mi ritieni comunque catturato,
fatto tuo, invischiato in mille filamenti appiccicosi
di seduzione, mentre io, o quanto ne resta,
mi sforzo di pensare a come uscirne
con sufficiente onore, o almeno
non privato del sangue, vivo
o non troppo esanime

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(2004)

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Scrivere

23 marzo 2010

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Scrivere

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nell’ansimo dei secoli annidato
dentro una bolla di coccio, su una stele
di pietra oscura, tra le fibre
intrecciate del papiro, sulla sabbia,
a reincontrarmi oggi, vivo, nella voce
che animata corre tra le voci,
nella curva del pennello che attraversa
l’atmosfera frusciante del sapere

e per sempre perduto senza tempo
nella tua corsa buia, poesia

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(2009)

Bancarelle

18 marzo 2010

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Bancarelle

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come amanti di cui mai avrei avuto il tempo
di godere, erano migliaia, allineati
secondo i criteri più vari, o ancora impilati,
o gettati alla rinfusa dentro cesti,
con l’etichetta collettiva del prezzo,
basso, davvero,
ed erano arrivati a quella spiaggia
tramite i più diversi fiumi, e l’andare e venire
delle maree, questi piccoli
coacervati di memoria, ora indifesi,
sulla soglia dell’inutilità, dell’abbandono per sempre,
eppure ciascuno di loro a suo tempo
concepito, scritto e stampato
per trasmettere vita, consapevolezza, coscienza,
e ora eccolo lì, nel mucchio grande
del riciclato, del quasi buttato via,
implorante tra i tanti, ciascuno
di loro, di essere scelto, e ancora una volta
sfogliato, letto, goduto

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(2004)

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Ballata dell’amore goloso

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nel fondo delle cose, nel gusto incantato
con cui ci assaporiamo insieme,
nel senso
dell’olfatto, del tatto, nel sapore
dei nostri sensi scambiati,
nella discussione visionaria e densa
delle nostre giornate, nell’alcova
che ci accoglie con eccessivo desiderio
di raccontarci desideri immaginati,
nel giorno in cui ci tocchiamo quasi per sbaglio,
e poi per impossibilità incapacità inutilità
non desistiamo più, nella bocca nelle mani
nei seni nei sessi
voraci come bestie affamate, come belve
colte dalla bramosia della carne, dall’odore
della preda, dalla baldanza
della caccia riuscita,
……………………………….come nel gusto educato
del cucinare insieme, e del mangiare, poi, resistendo
di quando in quando almeno un poco alla voglia
di ritornare a godere
quella stessa monotonia di estasi
………ora dopo ora
………giorno dopo giorno
………minuto sopra un altro minuto
………settimana per settimana
………ogni secondo ogni battito
………per mesi e mesi
………del nostro cuore
………dei nostri occhi
………perduti noi nei sensi
………nel gusto di annegare insieme
………nel fondo più profondo della vita

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(2004)

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Aria della notte sulla nave

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cerco il tuo profilo tra la gente
addormentata sul quinto ponte
lo so che non ci sei
e questo è solo un esercizio
di ansia

osservo braccia e gambe
abbandonate nel respiro
indifeso della notte

tutti sono come
non si debbono mai far vedere
fragili e persi
nel profondo di sé

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(2005)

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uscì: nel suo strepitato
cieco dichiararsi al mondo
era nel volto mio padre
reso violaceo dall’urto
sanguinoso con la vita
che gli esplodeva di dentro,
nelle mie labbra tremando
come fossi io a scoprirmi
all’origine di me
e non lui, spietatamente
bello, urlante, inconsapevole
di tutto se non di essere,


giusto ora nato, imminente
protagonista dei sogni

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(2010)

Disidentità

6 marzo 2010

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Disidentità

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se fossi un altro che cerca di esser io
mi prenderei dolcemente alle spalle
cercando di lasciarmi inconsapevole
di questa presa segreta di possesso
di desideri e pene che appartengono
al terzo che mi abita, all’estraneo
che vinse la tornata precedente

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(2008)

Senza parole

5 marzo 2010

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Senza parole

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tre cani guardano due donne
stanno immobili e sono neri
le donne camminano e portano
sopra la testa un cesto l’una
l’altra una tanica in mano
il mare è grigio come la
pozza perlacea che divide
in due lembi la spiaggia dove
sono state issate le barche
e piove un’acqua lenta e fitta
sopra le onde alla battigia
sopra le reti acciambellate
e sopra donne cani barche
e sabbia, mentre io al coperto
squadro questo mondo da rebus
e me ne sfugge silenziosa
la successione numerata
di lettere e il suo arcano senso
d’impossibilità

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(2009)

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Dopo la musica di Tuva

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ora è silenzio, disciolta l’attenzione
dal gesto di un capitolo lontano, così pieno
in sé di neve, di fiumi, di ritmi e di silenzi,
dove il disgelo insegna ai sassi
a cantare, a volare alle nuvole
leggere verso quel mare da qui tanto perduto
come mai da nessun altro posto al mondo

quando stregati restammo ad ascoltare
questo sciamano astruso, questo espandere
nel limine dell’aria che ci avvolge
un sibilo di tundre senza fine

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(2008)

La ragnatela di luce

1 marzo 2010

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la ragnatela di luce
che imbastisce la presenza
dei capelli e delle spalle
di te che guardi e sorridi
sembra il lascito di un mondo
impossibile o perduto
che si confronta con quello
delle mani e dei tuoi occhi
divertiti dalle cose
della vita che circonda
noi, concreti e indifferenti
alla luce che ci illumina

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(2010)

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