Sempre caro

17 giugno 2010

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Sempre caro

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sempre caro mi sarebbe il destino
di perdermi nel mare delle Marche
se non fuggisse il tempo nel groviglio
dell’estate di dentro – tutto il tempo
che s’inalvea costante nel respiro
del quotidiano premere – nell’attimo
che improvviso smarrisce – nella siepe
che mi conforta e contiene la vita
di tutto l’anno – grave e attorcigliata
in questo filo di giorni – e il contemplare
è l’avventura in cui si schiude il senso
del futuro e dell’attimo che brucia

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(2009)

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3 Risposte to “Sempre caro”

  1. mukele said

    Bel divertissement, gran padronanza di verso.
    Sottile ironia nel verso iniziale che ricorda passate glorie. Tutto molto alessandrino. Kavafis avrebbe plaudito certamente più convinto di me.
    Bravo.

    • Grazie.
      Non pensavo davvero a Kavafis (soprattutto perché l’altro poeta era ovviamente imperversante nello scrivere questi versi); però Kavakis è sepolto molto in profondità dentro di me, e attraverso la tua nota ora mi accorgo che qui è un po’ saltato fuori.
      Grazie ancora
      db

  2. un gran bene traspare per le cose della natura per le cose di casa vicine
    la siepe che magari nessuno guarda eppure tu la senti conforto e affetto
    bella db
    grazie a te

    e poi ci si perde nel groviglio delle cose nulle
    che non ci permettono di assaporare il sale della vita, il sale delle Marche
    🙂

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