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Sui gradini
(Ballata sentimentale)

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sui gradini nell’angolo oscuro della piazza
ti baciavo una volta
laggiù lontano nel tempo

a guardarli, oggi, sei ancora lì, tu
amata allora come non amavo nessuna
e sui gradini con te tutta la memoria
della mia vita si protende,
e di tutta la pluralità
delle vite non vissute
……………………………………vive, poi,
come di tutto quanto non è stato, poi,
e tuttavia, caparbio, amaro, insiste ancora
a suggerire un senso
a quel che siamo nel tempo diventati

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(2004)

Sesso

17 luglio 2010

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Sesso

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lì, proprio lì
dove il mio sguardo si ferma
in quel misterioso quartiere, appena velato
da una seta, da un pizzo
nel cartellone della strada,
proprio lì, al centro
della rete delle stringhe
dei laccetti delle
giarrettiere, al centro
dello sguardo, dell’attenzione,
tanto sottolineato, ostentato,
davvero lì, non ci sei pure tu
ragazza al di là della carta
figura che sei rimasta altrove
altra
altrimenti

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(2005)

lo sento bene, ancora

12 luglio 2010

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lo sento bene, ancora
questo odore immaginato tra le vie
di una città
………………………………un irreale lontano
labirinto d’oriente (pepe e cardamomo,
cannella, zenzero, cumino,
noce moscata e garofano,
curcuma, sesamo, zafferano…)
voce d’un altro mondo, altre vite
comparate d’improvviso dall’olfatto
(ma anche cuoio, argento, incenso,
sandalo, pergamena, bergamotto
e muffa e chiuso a tratti)
(e ancora sudore, capelli, tessuti bagnati,
urina…)
annusando parole, racconti prodigiosi
disciolti nell’aria

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Le parole e le mani

7 luglio 2010

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Le parole e le mani

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attraverso le mani le parole
arrivano agli occhi, per affondarsi poi
nelle viscere oscure del senso,
a trarre sensazioni, decisioni,
storie collettive e personali
di felicità e di dolore
destinate a ispirare ad altre mani
altre ancora parole efficaci
oltre la curva degli anni

(attraverso le parole le mani una volta
toccarono corpi di donne lontane
e colori e profumi
e melodie
che il tempo, o lo spazio, o chi per loro,
hanno estinto)

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(2004)

Nel tempo

2 luglio 2010

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Nel tempo

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ho le tarme nel cuore, mi dicevi
e non capivo, io
io pensavo al tarlo, al suo insinuarsi
devastante nel legno solido
del tavolo, della credenza, del comò

fu solo riaprendo un vecchio cassettone
di maglioni dimenticati, che compresi,
in quello svolazzare polveroso
di un’unica farfallina dorata
sullo sfacelo degli anni

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(2004)

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