dall’autobus mi racconta

22 febbraio 2011

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dall’autobus mi racconta
il mondo mentre trascorre
la sua luce sulle case
sugli alberi e sull’asfalto
che non basta la presenza
della tua immagine a rendere
densa la vita, l’inverno
ribadisce la distanza
tra il mio corpo e tutto quello
che con insistenza vive,
siamo lontani, ho bisogno
di inserire il mio presente
nel tuo cuore, nel tuo ventre
di donna mia, di concreta
carne e mani e labbra e voce
e occhi che parlano o tacciono
e sono segni di noi

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(2010)

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L’aiuto

12 febbraio 2011

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L’aiuto

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il differente, il nuovo, le parole
ordite lungo i fili di ogni giorno,
l’indifferente, il vecchio, le parole
che corrono e corrono nel vuoto,
l’altro, il medesimo, tu, io stesso
perduto in questo mare di segnali
controversi, incomprensibili
nel fondo loro tragico
di grida di soccorso, emesse
come da chi parli in una lingua
che non conosci, che ti straziano
perché proprio non sai come capire
quale sarà l’aiuto che si chiede, e quanta vita
si stia ora giocando qui il destino

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(2008)

Le cose vive

2 febbraio 2011

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Le cose vive

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le scale, i mattoni, le foglie ci raccontano
gli entusiasmi oscuri del verde, cose vive
e cose rimaste senza vita, gli oggetti
che rivelano il mondo com’è, così denso
d’incontenuta affabulazione indiretta,
pietre e cemento, i muri che insieme dividono
e affiancano, il vetro e il legno, le foglie annunciano
un senso diverso, avvolgente, cose vive
di altrove vicini e vegetali, il metallo
a marcare il nostro campo, sanzionando
nostra l’originalità orgogliosa, nostra
la vanteria di moderni, civili e carichi
di inadeguate certezze, le cose vive
ci accerchiano, ridono talvolta di noi

 

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(2009)

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