regolarissimamente

24 marzo 2011

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regolarissimamente
il nostro scambio s’incaglia
nelle virgole spostate
della nostra relazione
e inciampano le tue frasi
nei miei punti, nelle pause
del respiro indispensabili
alla nostra naturale
coabitazione nel regno
dei sentimenti comuni,
nei nostri interrogativi
interallacciati, come
se credessimo davvero,
come se avessimo mai
creduto che siamo noi
a conversare, e non tu
e io come tristi monadi

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(2010)

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non saprò se questa notte
bianca di neve sin quando
nel buio penetra l’arte
d’immaginare risponde
alla domanda che non
è domanda, di che cosa
vi sia di là, se la luce
o un’altra morte più vaga,
e quanto regga il prodigio
che tiene assieme il mio io
nella quotidiana diaspora
di percezioni e pensieri
che si rincorrono dentro
questa mia arena notturna
che pure crede di credere
in sé

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(2010)

tutti scrivono parole

4 marzo 2011

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tutti scrivono parole
con i pollici e le mani
raccolte attorno al telefono
mentre gli sguardi percorrono
i sentieri dello schermo
dove si addensano sogni
di prossimità con chi
condivide questa voce
astratta, senza più suono,
solo composta di cifre
e di luci – ma ugualmente
liquida, di pancia, tua

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(2010)

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