Leggono il giornale

25 novembre 2011

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Leggono il giornale



leggono il giornale, qui, si raccontano le storie del mattino, qui
si lamentano del freddo, si siedono davanti a me, mi
guardano una frazione di secondo, qui, e hanno
le unghie laccate, le dita inanellate, il doppio mento, i bottoni
che definiscono i confini dell’intimo, quelli di questo io
che è proprio nostro e guai, guai a dimenticarselo
aperto, col cappotto sbottonato, la pelle che lusinga
l’impudenza dell’aria, degli sguardi stupiti, compiaciuti,
delle mani che la incontrano, cercano, coinvolgono
in un ritmo che non è del mattino, non è da fruscio
discreto di fogli di giornale
divaricati da dita asciutte di lettori, alla ricerca del giorno,
all’alba fredda, al lavoro

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(2011)

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Bava di ragno

18 novembre 2011

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Bava di ragno



estraggo le parole dal nulla
simulacri vuoti, bava di ragno
prodotta da me

eppure filata con tanta arte
produce un disegno
un ponte argentato nel nulla
che fa parte del mondo, ora
è una cosa, un arabesco
che scintilla nel sole

ed è una trappola, certo,
un gioco feroce che invischia
altri corpi, e le loro parole
per me

che io le possa spendere
poi
per davvero

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(2005)

A Milano

11 novembre 2011

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A Milano



quante le linee che salgono e che scendono,
i profili del cielo, le sagome sulla terra,
le andature del canone d’asfalto, i blocchi
sovrani di materia, nel grigio sopra il grigio,
nel ritmo martellato delle case, di finestre
con finestre su finestre, nel mare squallido
delle periferie, dove non una vela tormenta
l’apatica ossessione del ricordo, dove
non c’è più mai nessuna ora
che irrequieti ci volga al disio

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(2008)

A fianco, a vuoto

4 novembre 2011

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A fianco, a vuoto
(Recitativo dell’assenza)



dove siamo noi, che cosa
siamo noi quelle mattine quelle notti
in cui giacciamo fianco a fianco
inerti, senza uno spasimo
di vita comune, così incapaci
di risvegliare nell’altro l’impazienza
di un nuovo agire insieme

solo uno spettro
di un sesso che non c’è
agita le coscienze
a vuoto

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(2005)

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