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la madre del matto faceva la puttana

quando lui la uccideva, nei suoi sogni più cupi
il sangue che scorreva era il suo
vischioso e denso
e se lei gridava
non gli pareva fosse per dolore, né per paura,
________che lei, tutti quelli che la volevano
________la potevano avere, e lui no
________né lei né nessun’altra
________né nessun’altra né lei

con me il matto era gentile, innocente
come lo era con tutti
gli incidenti della notte non sembravano lasciare
nessuna traccia nei suoi occhi mansueti
nemmeno un lamento veniva a galla
attraverso la scorza dura del giorno
e del suo attaccamento alla vita

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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nel mezzo della notte, quando sentivamo
arrivare e spegnersi la moto, persino se la strada
era una lastra di ghiaccio e le montagne intorno
risplendevano di neve,
sapevamo che era lui, il matto, che veniva
a cercare illusioni nelle vite altrui

se ci fossimo alzati, nel buio
avremmo visto gli scuri aprirsi alla finestra
piano, per non svegliar nessuno,
e una forma incappucciata spiare dentro,
silenziosa, a lungo,
con la luce di un calore vagheggiato
accesa negli occhi

restavamo a letto, ovviamente, invece,
consapevoli di quello sguardo
affamato di una vita
che negli altri soltanto
gli era reale

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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eri mio zio, il matto, fratello della nonna,
quello che da bimbo fece la meningite
e poi, non fu mai più normale,
ti guardavo, scuro di pelle, magro,
pieno di rughe, perso nelle tue
incomprensibili, fascinose
elucubrazioni
profondo e inumano
vicino e remoto,
quando, al funerale del nonno,
ripetevi senza fine, piangendo poi,
“il prossimo tocca a me il prossimo
tocca a me il prossimo…”
e non eri lontano dal vero,
zio Bruno, sepolto ormai dal tempo

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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e quella vita furiosa, che agita
il corpo dimenticato da giorni
del porcospino sotto l’armadio in veranda
che ci ha costretto a infruttuose ricerche
– quell’odore, quell’odore da dove proviene? –
quella vita che fa fremere le spine
da sotto la pelle, che agita
di piccolo orrore la nostra vista, che si mostra
come una minuscola frenetica bolgia,
quella vita che non è sua e nemmeno
assomiglia alla nostra
per questo rimane
incrostata in noi

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Meltemi

3 agosto 2012

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Meltemi

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ai mirti nel basso il mistero del sole impone
una gioia ostinata, dove le cicale incoronano
di grida acute il dio che discende, nuovo,
antico a questo mondo vuoto di ambrosie

sul monte del profeta Elia un fremito rivela
l’ansia d’altri dei imminenti, dove la spada
del fuoco ha lasciato sul dorso delle rocce bianche
una lunga e diseguale striscia nera

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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