Replay: Due vedute de La Plata

28 maggio 2013

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D’oro

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un inferno fatto d’oro, di acque e terre
irte di ponti, strade e ciminiere,
e case e magazzini e alte gru lungo le rive
ed una luce d’oro tra le nubi
di un mondo tutto nero
con borchie
di fantastico metallo

sognato, visto, registrato,
bollato d’incredibile, ammirato,
sospeso nel suo limbo di visione
del pianeta dal teatro di un aereo
perduto dentro me, perduto anch’io
nel mondo che non c’era
……………………………….ma rimane

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Terra di porpora

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possibile che sia abitata, questa rete
di complessioni ellittiche, come cerchi schiacciati
dalle linee ascendenti di lesene, intrecciati
l’uno contro l’altro, in un salire
controverso, rilanciato
ogni volta che la curva si ribalta?! possibile
che davvero qualcuno la viva
questa città di balconi senza accesso, di finestre
fitte sui muri mossi di scandagli, vene, orpelli,
mentre grande, assurda come un sogno futurista
la grande torre immerge la sua ogiva
dentro il cuore drammatico del cielo?!

soltanto da sognare questo luogo
ha meritato d’essere, un mattino di foschia
perduto nel ricordo
mentre navi partono
verso il mondo che c’è

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(2008)

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