Replay: Periferie

4 giugno 2013

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Periferie

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le strade non asfaltate
di quegli anni dell’infanzia
tornano agli occhi alle volte
intossicandomi i sensi
di nostalgia, di colori
brutali, di odori aspri
di polveri sollevate
dalle auto che varcavano
i limiti di quel mondo,
dove all’intorno crescevano
le armature dei palazzi
tra equilibri di ponteggi
e alti scheletri di gru
con le tracce dei balconi
i buchi delle finestre
……..ed era estate nei prati
vicini, nelle folate
della campagna estromessa
ma intorno ancora violenta
con i suoi succhi d’intensa
voragine luminosa
a intiepidire la pelle
di frenesia incomprensibile
ma rigogliosa, feroce,
nel mondo estatico e verde
delle chimere del giorno

meraviglioso era correre
nel cuore del pomeriggio

le strade non asfaltate
di quegli anni di gloriosa
immaginificità
ci riportano alle volte
il senso di quell’infanzia,
il respiro della polvere
irrequieta dei sentieri
che intersecavano il regno
di ciò che è ignoto ed esteso,
dove stagliava l’epeira
la sua eleganza di tigre
al centro delle improvvise
grandi insidie argentate
tese nel mezzo dell’aria,
dove vegliava la mantide
pregando, verde sul verde,
che il cielo le concedesse
ogni giorno la sua vittima,
dove gli uccelli gridavano
nell’enormità che stava
al di sopra dei respiri,
e dove stavamo noi
nella ricerca entusiasta
di qualsiasi metafisico
mistero, purché del tutto
estraneo al paesaggio inutile
della vita di città

e portentoso era il sogno
nel cuore del pomeriggio

le strade non asfaltate
di quegli anni terminarono
la loro scarna epopea
nel ventre dell’abitato
con i suoi succhi d’intensa
oscura concavità
digerite nei richiami
di sporcizia e di terriccio
degli angoli, nei singhiozzi
dei cancelli e delle reti
che dividevano il mondo,
in crepe di marciapiedi
d’improvviso popolate
dall’erba, nei clamorosi
silenzi delle estensioni
inedificate, quasi
voragini di campagna
debolezze inconfessabili
nel tessuto ormai per noi
vitale delle confuse
contrattazioni di sguardi
dall’orbita di finestre
poste di fronte, poiché
così da un mattino all’altro
maturati per volontà,
impensabilmente aveva
preteso la nostra essenza
nuovi miti, nuovi amori

e spaventoso era vivere
nel cuore del pomeriggio

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(2009)

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