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in principio il desiderio
strisciava
opponeva
la mia vita alla tua
……dove tu stavi non ero
……io a respirare
……io a conoscere
……da quell’angolo le cose

non ero
io a condurre il desiderio
……sospeso come nel nulla
……archetipale
……come vuoto

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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Le cicale e gli eroi

18 luglio 2014

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Le cicale e gli eroi
(Egeo)

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dentro la cupola d’oro delle cicale che ribattono
la propria adorazione per il sole grandioso,
il medesimo mio grido di sesso e di vita
resta un dettaglio di un disegno più totale


non siamo mai stati eroi, e solamente
nel furore antico e simbolico del mito
abbiamo consumato una volta la pienezza
di questa ansia di immutabile passione


stiamo perciò sospesi tra due mondi, entrambi alieni
e pure familiari, tra la cicala e il dio,
tra il vivere immediato nel presente
e il desiderio eterno, irrimediabile

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(2008)

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In decoro assoluto

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in decoro assoluto, tra i muri lisci e bianchi e gli archi gotici
tra cespugli ossessivi ed educati, in piccole
architetture di città, tra gli stradelli dritti e piastrellati,
sotto le croci e gli angeli, le cupole e le guglie, in assoluto
decoro, così vivono i morti

questi bei morti di quaggiù, che mi pare
come d’averli conosciuti uno per uno, giorno dopo giorno
nella mia vita, quasi che fossero
zii, nonni, cugini anche lontani e ritrovati
come succede talvolta ai funerali, io
uno di loro, e non c’è dubbio in questo, io rapito
dai muschi e dalle muffe dispettose
che crescono sui lati dei gradini, o dall’erba
impavida che ha scelto, per vivere con pena,
la piega delle ali sulle spalle
dell’angelo più grande, io colpito
da questo degradare con orgoglio
nell’ultima avventura, nel diventare brusio
comune, formicolare di vite alternative,
…………..con la densa insistenza della pietra, tuttavia,
…………..che grida e tace, grida e tace
…………..in decoro assoluto

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(2008)

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Cabaletta della amante tradita

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ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
la mia testa sbatte
il giorno e la notte
costantemente
incessantemente
dolorosamente
perdutamente
contro questo muro
impenetrabile
inesorabile
irregolare


assoluto
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato fuori
dal cerchio dei miei sensi
e mi pare ora
di aver scacciato anche loro

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(2004)

Replay: Terza canzonetta

8 luglio 2014

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Terza canzonetta

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è quello che voglio dire
è quello che voglio fare
è così che voglio incidere
è così che voglio amare
come un silenzio che grida
voglio entrare nel tuo cuore
come un grido nel rumore
voglio restarci invisibile
voglio restare acquattato
nelle pieghe del tuo amore
come una mistica tenia
che si nutre di dolore

 

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(2010)

Dimenticato

4 luglio 2014

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Dimenticato

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dove sono le fate sul fosso
dall’acqua chiara
……..stasera?
l’acqua ferma
d’autunno o di altre ore
passate a navigare
ritagli
……..o anche l’acqua
del luogo escluso
……..dove gli sguardi non sono
specchi dell’acqua chiara e intorno
ancora la sera non insegue
pioppi e campanili sull’enorme
arena della pianura

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(1974/2008)

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Usciti dal recinto dell’adesso

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è quasi un’avventura, una speranza
d’essere oltre, usciti dal recinto
dell’adesso, d’esser di là
dalla linea estrema delle case,
di là dal ponte, dal canale,
di là dalla campagna desolata,
dentro una nicchia speciale
di gusto e di passione, differente
da tutto ciò che è uguale, dal ritorno
delle noie definite della vita, differente
e basta, poco importa dove e come
ed in che modo e quale, proprio come
nei sogni abbacinati verso l’alba,
là dove tutto è d’oro, e non c’è storia

 

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(2008)

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