Feroce

28 agosto 2015

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Feroce


le foreste della notte ci hanno travolti del tutto
bruciando brillando siamo quelli che vanno a sognare
senza gravi simmetrie e senza lance di lacrime

senza torcere le viscere di nessun cuore violento
di nessun cuore violato quando il tuo cuore ha iniziato
a battere quale trucida mano quale terribile
piede quale mia illusione di passione perfezione
di morte di imperscrutabile splendore quale altra

vicissitudine estrema può richiamarci al modello
arcaico astruso, feroce

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(2015)

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Non sei quasi riuscito


e non sei quasi riuscito a parlare, a dire che, nel
non aver niente da dire, c’è una voce nelle mani
che saprebbe dialogare in una lingua proibita,
la lingua del sesso scemo, quello che non si conosce
niente dell’altro, nessun indizio per pensare di
conoscersi, il sesso che è solo sesso, che non si può
dire, solo fare, solo cavare direttamente
dal gemito pervertito di ciò che si consumava
quando guardavi con occhi gentili, senza saper
quasi parlare, serrato nel dolore dello sguardo

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(2012)

Paesaggi

21 agosto 2015

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Paesaggi


se mi inventassi i paesaggi
trasalirei pensando
ai ritmi biondi e verdi,
a quell’ombra sul fondo
che rende assorta
la luce in primo piano,
ai tracciati ondivaghi
di campi chiari
dai margini marcati
di alberi più bui,
a quella sola
esterrefatta abitazione
immersa nel pensiero
vegetale, terrestre,
del mio Appennino

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(2008)

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tocco i tuoi seni mentre ancora
il tuo corpo mi avvolge bisbigliando
parole a metà
……………..o sgocciolii quasi
come se il senso non potesse più reggere
questo assalto dei sensi questa
orgogliosa gioia materiale (le tue mani
sono già insieme alle mie
premute
strette)

e le labbra si inseguono veloci in un
trepido affannato
rituale di passione
…….almeno per oggi senza fine

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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sotto la curva del tuo culo
ancora bello, a dispetto
delle estati trascorse,
la mia mano immagina carezze
un po’ ossessive, e il resto che viene
scontata conseguenza

impossibile evitare
l’indugio dell’occhio, il pensiero
che ondeggia verso
l’ossessione preferita
impossibile anche credere davvero
che una volta soddisfatto il desiderio
questo si plachi come se davvero
ciò che importa non fosse che questo

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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