Tutti rosa

29 aprile 2016

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Tutti rosa


tutti rosa i peschi antichi nel marzo della pianura

il treno attracca Cesena non piove non è nemmeno
mercoledì, il sonno scivola in mezzo a versi che scivolano
fuori da questa coscienza da sette e quarantacinque

essendo in viaggio da un’ora nel marzo della pianura
grato ai peschi roseggianti a tutti i campi verdeggianti
alle case biancheggianti alle pozze celesteggianti

tutto un mondo troppo lirico per quello che possiamo
a quest’ora trattenere

 

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(2015)

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Vivere dentro le nuvole

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vivere dentro le nuvole, come gli angeli, non
conduce spontaneamente all’estasi dell’infinito,
l’umidità rende incerte le visioni, le giunture
delle nostre ali scricchiolano, vincono le artriti
dello spirito, fa freddo, Dio si è nascosto più in là

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(2013)

Prossimità

22 aprile 2016

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Prossimità


come il festone orfano di una solennità trascorsa
la rete della pallavolo, aggrovigliata dal vento,
apre alla vista il teatro della vita di paese
verso il fondale del mare, sopra la polvere rossa
che i nostri piedi calpestano, a collegarci al senso
concreto di quell’agire materiale di persone
che camminano, o discutono, all’opera su una casa
da costruire per sé, per l’amico, il figlio, il cugino,
mentre l’aria calda avvolge me come loro e mi porta
gli odori della calce e dei corpi, i sapori dell’esserci

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(2009)

Replay: Le cose vive

19 aprile 2016

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Le cose vive

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le scale, i mattoni, le foglie ci raccontano
gli entusiasmi oscuri del verde, cose vive
e cose rimaste senza vita, gli oggetti
che rivelano il mondo com’è, così denso
d’incontenuta affabulazione indiretta,
pietre e cemento, i muri che insieme dividono
e affiancano, il vetro e il legno, le foglie annunciano
un senso diverso, avvolgente, cose vive
di altrove vicini e vegetali, il metallo
a marcare il nostro campo, sanzionando
nostra l’originalità orgogliosa, nostra
la vanteria di moderni, civili e carichi
di inadeguate certezze, le cose vive
ci accerchiano, ridono talvolta di noi

 

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(2009)

Ahi

15 aprile 2016

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Ahi


nel timido gesto pallido del vostro riconoscervi
nella gentilezza sciapa della stretta delle mani

nell’ipocrita riguardo di domande personali
che assai poco si distinguono da quelle generali

nell’allegria un poco rancida con cui viene condito
il complimento immancabile alla signora e ai bambini

nello scambio doveroso di promesse di vedervi
ahi! posso evitare? posso ancora davvero sottrarmi?

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(2015)

Replay: Ora

12 aprile 2016

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Ora


ora, nell’ora dell’ora, guardarsi di colpo attorno,
che non c’è nessuno, nella folla, che mi sia qualcuno,
eppure sono qualcuno tutti, sono io nessuno,
nell’adesso dell’adesso nessuno e qualcuno scorrono,
nessuno vede qualcuno

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(2013)

Per via

8 aprile 2016

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Per via


di qua dalle montagne un’estesa
palude di loto mi trascende
a un orizzonte di palme, un bosco
bello come un’epoca dell’oro,
un’età della luce, un selvaggio
paese che non mi può ferire,
un paesaggio dipinto affollato
solamente dal mito

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(2009)

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Ad occhi stretti


nel deserto minuto della spiaggia
raffiche di colore equinoziale
disegnano le gesta della polvere
contro il ritmo dell’acqua

è in questo travaglio scostante
che il mattino dà voce
alla sua nenia d’inverno

canzone della sabbia più lontana

note disperse in questo spazio grande
a piccoli grappoli che fremono nel freddo
racimolate per te, ora,
e per me, che mi hai smarrito altrove

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(2004)

Del resto, albeggia

1 aprile 2016

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Del resto, albeggia


del resto, albeggia, il filare interminabile dei pioppi
separa dall’orizzonte l’orizzonte introspettivo

che si radica nel dubbio, il sonno è un amico lontano
che non si può disturbare, è inevitabile che il giorno

definisca ora i pensieri, il sonno è un angolo staccato
della coscienza, si sparge sopra i fari ancora accesi
sull’asfalto il gesto umido di un ferroviere, un brivido

minuscolo e permanente agita i muscoli e la terra
che non riconosce limiti

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(2014)

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