Odore, parole

27 maggio 2016

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Odore, parole

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odore della cappella dei morti proviene da
da una donna che è passata rapidamente qui a fianco
come un’occasione persa, se non avesse lasciato

questo alito di cerini stantii che sa di ricordo
dei nonni là dove restano, resistono nel loro
resistere dentro il mio ricordarmi del loro abbraccio

che mi passarono al fianco come una donna che sa
di cera da camposanto e persisterà dentro queste
improvvisate parole

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(2016)

Replay: Come risuonano

24 maggio 2016

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Come risuonano

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come risuonano a lungo le oscillazioni del cuore,
come feriscono a lungo le ritorsioni del cuore,
piange il cuore nel mattino, la luna uccide la sera,
non c’è scampo al sentimento, quel che saremo lo siamo

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(2013)

Tiruvannamalai

20 maggio 2016

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Tiruvannamalai


dentro la pietra annerita
dal tocco di tante mani
dentro il fiore di pietra
non dischiuso, occulto
dentro la notte dell’anima
di pietra, buia e densa
come il duodeno di un dio
dentro cui siamo, démoni
incerti e umani, storditi
in questa celebrazione
estatica del tutto
nel sudore di questo
cielo di pietra, alberi
di pietra, acqua, spazio
fuoco nel granito
che canta e percuote
ossessivo ed eterno
sul profumo pesante
dei calici del fondo

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(2009)

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non conoscendo o sentendo
senza sapere o patire
quasi turbati o smarriti
quasi restando in silenzio

quasi restando una volta
sorpresi, come toccati
da un fulmine di emozioni
improvvise, deturpanti

non comprendendo o vedendo
senza potere o volere
quasi turbati o smarriti
quasi per sempre lontani

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(2010)

Possono essere spade

13 maggio 2016

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Possono essere spade

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non sono le tue parole di corde d’aria a suonare
tanto nettamente strane a fronte di questo silenzio
mio di riflessi di vetro e non è la voce di vetro

tua a riflettere il disagio di fronte a questo mio buio
risonante dove mani toccano sapori che
d’improvviso si rivelano, dove gli odori credono

di gestire il monopolio del sentimento perché
possono essere spade o anche voci di corde d’aria
e riflessi ritagliati nel vetro

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(2016)

Replay: Ahi, il sole

10 maggio 2016

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Ahi, il sole

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ahi, il sole, il sole, torna il giro del mattino, torna
la corsa, il che fare, tutto è di nuovo crudo, le storie
si sono ancora nascoste dentro le cose, bisogna
usarle adesso, le cose, ignorarne il profumo, quello
si schiude solo la notte

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(2013)

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Quando il giallo squillante


quando il giallo squillante vince sul verde amabile
in un pulviscolo armonico che invade tutto
come i giaguari di luce di un Renoir sognato
quando il mondo è concreto come l’aroma amato

dall’insistenza soffice e muta della pelle
quando il tuo sapore riempie i canali del senso
saturandoli come un rosso maturo, carico
di un volere che risuona abbastanza da vincere

il gioco delle nostre paure e del potere
quando il giallo squillante trascina nel suo campo
imponderabile tutti i colori che stanno

intorno a noi, possiamo allora urlare che un nuovo
destino celebra il suo futuro di credenze
che ci accompagnano a un altro identico domani

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(2010)

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no, meravigliosamente
nessun amore ritorna
a segnare le tue ore
e a stringerti il cuore, sono
ottocento anni ormai
che dopo le tue parole
le prime annunciate in questo
viaggio di voce e scrittura
ogni amore si è scoperto
sempre più disperso, solo,
disabitato in se stesso
e quanto più forte tanto
più ciecamente insensato,
ma non perché a noi mancasse
quella voce che tu avevi,
forse soltanto è scomparso
il fondale, quella scena
a noi oggi improponibile
dove qualsiasi passione
è l’amore di un dio

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(2010)

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