Dalle mura fredde

30 settembre 2016

.

.

.

.

Dalle mura fredde

.


dentro la stanza eravamo infreddoliti, il mondo intorno

alle nostre pareti era buio, nella stanza il mondo
non era per noi più certo di quanto si presentasse

fuori, il mondo intorno stava interrogandosi sul nostro
destino, dentro la stanza stavamo in silenzio, ciechi

d’amore, serrati i sensi nel rettangolo dei muri
mentre il mondo maturava il nostro destino, eravamo

infreddoliti, stavamo come chi rifiuta al mondo
la sua vita, al mondo buio fuori dalle mura fredde
dei nostri cuori, stavamo dentro il freddo come chi

porta l’inverno con sé, nel buco dalle mura buie

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2016)

Annunci

.

.

.

.

Stazione dopo stazione

.


stazione dopo stazione, paesaggio dopo paesaggio,
pensiero dopo pensiero, parole senza parole,

ecco riappare lo schermo delle quotidiane ansie,
di ciò che devi lasciare, quello a cui stai ritornando,

quello che ti ansima dietro, quello che stando lontano
si è sciolto per un momento, ti ha risparmiato di correre

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2013)

Battiti che si riflettono

23 settembre 2016

.

.

.

.

Battiti che si riflettono

.


battiti che si riflettono sul riflesso di battiti,
battiti vitali, cuori di membrana di tamburo,
ritmi che ritmano il cuore, battiti d’ali del cuore,
ritmi del riflesso verde, ritmi del riflesso grigio,
cuori di ritmi di ali, batte il tamburo del cuore

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2013)

.

.

.

.

.


un giorno di grande festa quello in cui
Enrico di Navarra di Borbone sposava
Margherita principessa di Valois, sorella
del re di Francia Carlo, nono di questo nome
e ugonotti e cattolici insieme
onoravano l’unione

li inseguirono uno per uno
sino agli angoli più nascosti
la gola scavata dalla lama
il petto squarciato
la schiena inarcata per la picca
che inseguiva il cuore tumultuante

il sangue dilagò rapidissimo
nel cielo di tutta la Francia
(pulizia etnica non fu
perché erano fratelli cugini zii)

“Guerre di religione”: un bel nome
dietro a cui si recitarono
le parti più sciagurate della storia
in una notte di agosto
nel giorno di san Bartolomeo

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2003)

Basso il sole

16 settembre 2016

.

.

.

.

Basso il sole

.


basso il sole, il mare sembra uno spettro che traspare
troppo fredde alienità, il mare sembra un alieno
di perla, uno smalto vivo, un riverbero di gabbiani

accidentali, e poi subito un precipizio nel nero
del cielo stellato, presto non saremo nemmeno

più qui seduti a sentire questi troppo lenti lai
dello scorrere che resta

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2015)

Replay: Ci si trova una volta

13 settembre 2016

.

.

.

.

Ci si trova una volta

.

ci si trova una volta alla fine del mondo, del mondo
vecchio, quello delle carte antiche ricopiate a mano

su pergamena robusta, stando di fronte all’oceano
di Occidente, dove il sole si comporta come deve

tramontando in una notte dove sarebbero le
stelle a indicare la rotta, se sulla spiaggia un furgone

non avesse innalzato una tenda, bianca, proiettando
nell’incostanza del vento un prodigio imprevisto di

cinema, mentre le voci dei sentimenti dilagano
nel mare e noi percepiamo la voce del nostro secolo

nel celebrare se stesso, già antico

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2013)

Bastarda

9 settembre 2016

.

.

.

.

Bastarda

.


argomentare è argomentare, siamo buoni tutti, ma
suggerire in modo che l’astante creda di poter
capire e si metta a fare quello che crede che gli
sia utile e invece è utile prima di tutto a te

questa è bastarda grandezza, memorabile slealtà

 


.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2013)

.

.

.

.

 

.


sospetteremmo nostro fratello
di averci venduto? o quel tranquillo pigro
vicino di casa, o la moglie forse
del nostro collega, lei che ci guardava
sempre come se volesse
dirci qualcosa
di segreto e inconfessabile o morboso?

sospetteremmo di noi stessi
per aver venduto nostro fratello,
o il vicino, oppure lei, che ora certo
non potremo mai più desiderare?

chi dobbiamo sospettare allora
di aver venduto chi
vista la quantità di cristalli
spezzati nelle notti
dei secoli d’Europa?

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2003)

.

.

.

.

Persi nel cerchio dell’essere

 

.


persi nel cerchio dell’essere, memori che nel centro
non ci può essere l’uno, bensì il due, la relazione
o il trascorrere da stato a stato, che mai due volte
ci immergiamo nel medesimo flusso coniugale,

è duplice l’unità, forse molteplice lo stesso
mondo, la parola illude, inganna, devia il sentimento
nell’idea, Platone ride, nascosto in fondo alle cose

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2015)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: