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la voce non parla, scrive
dentro di me, non ha suono
reale, soltanto un eco
di ritmi disincarnati
che procedono sul filo
dei caratteri sul bianco
della pagina, sul vuoto
del silenzio tipografico
che precede la parola,
in un gioco di arabeschi
incastonati per sempre
in simulacri di senso


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(2010)

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Art Tatum

24 novembre 2017

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Art Tatum


perle di note metalliche di grappoli percossi
di riverberi felici di trasparenze di vetri

colorati note verdi rosse azzurre così gialle
come sarebbe impossibile farne altre ancora così

felici che l’ansia che contengono non si rivela
resta distesa nel fondo rimane quell’orizzonte

che circondava noi senza mai arrivare a toccarci

 

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(2017)

Replay: La bustina

21 novembre 2017

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La bustina


la bustina che si immerge nel tè non è consapevole
del fato del pomeriggio, dell’epos del tavolino,

del tremito del restare ad osservare il passeggiare
di tutti gli altri, si spegne l’ardore dell’acqua calda,

l’ardore delle metafore della vita che fugge,
del sentimento che piange, dell’acqua che si fa scura

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(2015)

Io lo sapevo

17 novembre 2017

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Io lo sapevo


io lo sapevo una volta che cos’era il desiderio
di un sesso di un corpo di una esistenza che si stringesse

alle insolvenze del cuore, contro il respiro assetato
della mia immaginazione, io lo sapevo una volta

che cosa fosse volerti sino a sentire il dolore
dell’assenza della tua figura di carne nel mio

immediato intorno, erano paure non spiegate,
incomprensibili, sono, adesso, ancora incomprensibili

impossibilità quelle che fermano il nostro gesto
di piacere, come fosse evaporato il fluido oscuro

che trascorreva da te

 

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(2013)

Replay: intuitivamente siamo

14 novembre 2017

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intuitivamente siamo
pienamente consapevoli
che quello che non facciamo
ci può essere fatale
conseguentemente siamo
compiutamente manchevoli
e cautamente restiamo
a cavalcioni del male
di vivere

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(2010)

Ballatetta

10 novembre 2017

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Ballatetta

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la strada sopra le nuvole dove il tuo cuore termina
la via stretta e astratta dove il sentimento cerca il proprio

reciproco altrove locus terribilis dell’amore
casa infestata del gesto che tu pretendi gentile

sensuale intenso avvolgente la strada dentro l’inferno
dove il tuo cuore avvizzisce perché il suo altrove sta altrove

e non c’è scampo non c’è nessun gesto con cui tu possa
riportare il sentimento alla materia del gesto

non rimane alcun amore lungo la via dove termina
astratto e stretto il tuo cuore

 

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(2017)

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Questo specifico cielo


no, no, mi sembra che piova, che tutto attorno a noi il cielo
stia per esplodere come una vecchia caldaia sporca,

magari sporca di fuori, nero fumo, rugginosa,
ma l’acqua dentro sarà magari limpida, magari

fresca, disgregata in spruzzi di spavento ingentilito
dalla consapevolezza della sua natura innocua,

ma noi mi sembra fuggiamo comunque, ma noi mi sembra
comunque evitiamo questo specifico cielo

 

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(2015)

In treno

3 novembre 2017

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In treno

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addenti il panino, bocca da cavallo un poco ottuso
ma tranquillo, buono, mentre a destra ti scorre il paesaggio
tutto ingombro dei palazzi del centro, mastichi, bocca

che non ti posso sfuggire, mentre scorre tutto attorno
a noi una peristalsi di capannoni e di campi
insicuri, e poi ti fermi, bocca che appari impegnata

quasi a riflettere, mentre attorno non riesce a trionfare
nessuna vita specifica, nessun regime, né
alimentare e nemmeno di paesaggio, così che

mi diventi una metafora inutile, bocca equina
che riprendi, ora metodica, quel rito che scandisce
il tempo altrimenti vuoto

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(2013)

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