Replay: Meltemi

31 marzo 2019

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Meltemi

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ai mirti nel basso il mistero del sole impone
una gioia ostinata, dove le cicale incoronano
di grida acute il dio che discende, nuovo,
antico a questo mondo vuoto di ambrosie

sul monte del profeta Elia un fremito rivela
l’ansia d’altri dei imminenti, dove la spada
del fuoco ha lasciato sul dorso delle rocce bianche
una lunga e diseguale striscia nera

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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come decadendo insieme, come parlandosi invano
cercandosi sentendosi altrove, come deludendosi

ripetutamente, dandosi per persi, come persi
dispersi nel percorrersi del tempo, dentro lo spasimo

del momento, rivedendosi come non ripotremmo
essere, riraccontandosi così belli, così

veri interi nuovi, come ripercorrendosi invano,
come piangendo nel tempo il domani, il passato, come

decadendo mutuamente allo sguardo, come pian piano
non sopportandosi più

 

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(2015)

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se cadono i denti vuol dire che in fin dei conti
quello che doveva accadere continua ad accadere

e noi siamo in linea col tempo, né troppo avanti né

troppo indietro, cadono come per sbaglio, si separano
dal corpo, sanciscono il taglio dell’ora

 

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(2019)

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di sere con la luce del sole per traverso
e il vento che del grano fa un mare
verde, che scorre
attraverso il mio sguardo
irretito, abbagliato
dall’evento irreale, sfuggente
dall’ora nel sole che va via
che già
non è più sopra l’erba nel ronzio
che mi assorda le orecchie
del tempo
che non mi aspetta mai

 

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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e poi di che cosa parliamo? è strano vedere tutti
che cercano tutti per dire che niente c’è da dire
eccetto le cose che tutti dicono sempre a tutti

così strano rendere tutti partecipi di questo
vuoto che ci sembra vagamente pieno di qualcosa

che non si capisce bene cos’è salvo che ci è chiaro
che non dice niente e che non è niente è strano vedere

che cercano tutti di urlare che non è proprio niente
e che le parole non dicono niente perché quello
per cui ci cerchiamo è solamente voce che risuona

 

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(2019)

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(a Bronislawa Wajs, detta Papusza)

nero padre, padre che uccidi, padre che liberi, padre
che sei senza luce, padre nostro, che noi non amiamo,
che noi non possiamo che amare, nero padre, che liberi,
che uccidi, che sei quello che noi saremo, che ci uccide
e ci porta altrove, la casa è sempre altrove, mio padre

 

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(2019)

Replay: Luminescente

17 marzo 2019

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Luminescente


a scendere vasca dopo vasca verso il lago, verso
l’entità luminescente che sta in fondo, così vasta
che c’è qualcosa in eccesso, sempre, nel chiarore che
stabilmente ne traspare, sempre, verso l’entità

luminescente che è il lago, così vasta che l’eccesso
del suo chiarore traspare, che la luce grida, che

ci dimentichiamo in questa gloria che la superficie
non vive la stessa vita di quello che le sta sotto

con la sua nota blu, ferma e poi sempre e sempre più
ferma nella nota nera, quella del buio del fondo,

quella dei morti del fondo, quelli che la luce getta
dentro il compatto sparire a vasca a vasca nel lago,

nel fondo dell’entità luminescente, buio a buio,
freddo e alieno, morte a morte, nel trattenere il respiro

che ascenderebbe a gorgogli, frusciante sotto la pelle
fredda, contro il suo silenzio, contro il silenzio dell’acqua
nera, contro il nero pieno del sangue freddo del fondo

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(2012)

Ci sono

15 marzo 2019

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Ci sono

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ci sono tutti i tuoi sogni lì dentro ci sono tutte
le tue proiezioni d’altro ci sono lì dentro tutte

le nostre illuminazioni da un mattino verso l’altro
da un’uscita dalla porta di casa alla prossima

da un incontro al successivo da un risveglio all’altro, nomi
circoscrivono la nostra coscienza nomi di persone

o anche di cose intraviste nomi di nebbia e di fuoco
sogni di brace o di fango risvegli soleggiati

troppo romantiche albe tutte lì dentro tutte quante
noiosamente elencate nei repertori del giubilo

 

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(2015)

Replay: Specchi

12 marzo 2019

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Specchi



il mondo è fatto di cose
che si danno senso l’un l’altra,
proprio come la gente

come quando ci si sposa per sentire
la vita nel suo fluire, e i confetti
e i regali tra loro si guardano, in attesa
non sai bene di che, ma avidamente

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(2007)

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dovremmo pensarci, anche se talvolta non pensandoci
scorrono lo stesso le cose e si dimentica il mondo
di chiederci conto dei debiti sin qui accumulati

dovremmo davvero pensarci, anche se è così faticoso
andare a toccare i pensieri fatti cristallo dagli
anni, molte cose si sono mescolate, non scorrono

più come facevano prima, dovevamo pensarci
prima, dovevamo mantenere tutti gli occhi aperti

davanti al disfarsi delle parole che mantenevano
vivibile il mondo, dovremmo pensarci poi dovremmo

ripensarci ancora, non riprenderebbero le cose
la loro avventura consueta, ma altre parole almeno

le ricondurrebbero al gioco, e noi ci ritroveremmo

di nuovo felici, prìncipi del nostro raccontare

 

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(2018)

Replay: E poi

5 marzo 2019

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E poi



e poi ritorna il sole, e poi riprende
il carico infelice della nebbia,
e poi e poi e poi, e poi sentiamo
come un accordo dissonante, bello,
il simbolo improvviso della vita,
l’acqua che pulsa dentro a noi,
il ricordo, il ritmo, il rito
di un ridere convulso, di un mattino
ardente, e fresco, e vero, e poi noi siamo
qui, di colpo qui, dove mai così presenti
non eravamo stati


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(2008)

Chiusa nell’ombra

1 marzo 2019

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Chiusa nell’ombra

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chiusa nell’ombra, sognata dalle cose che ti attorniano,
negata dal divenire di quella che raccontiamo
come realtà, come amore delle cose che divengono,

relegata dentro al sogno della normalità
come una prigione lieve, dalle sbarre più sottili
e invisibili, racconti, ecco, la tua disillusione,

e così tutti ti ascoltano, perduti nell’illusione
di sentirti

 

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(2015)

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