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La guerra era lontana – Bombardano

 

bagliori fulvi dietro la curva della
collina in alto sconvolsero il tuo mondo,
la tua nicchia quieta di lavoro, affetti

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come fossi tu una talpa d’improvviso, braccata
da un muso ansante dentro il suo stesso nido
di colpo reso un buco, un richiamo acuto, vivido,
per lo sguardo accidentale della morte

(e fu terrore, ghiaccio, spavento buio
a travolgere il tuo sguardo,
il tuo respiro)

così corresti all’ignoto, dove quasi ti apparve amico
l’affanno,
……………….sino a quel luogo in cui,
nell’alveo tragico del batticuore,
persa la stima di te, persa ogni via,
perdesti te stessa pure, e non sentisti
quando la vita ti si fece fragile, e
quando improvviso
l’alito freddo delle stelle
ti prese

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(2007)

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Ci sono poi

28 giugno 2019

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Ci sono poi

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ci sono poi le lungaggini le incertezze della
ci sono le fantasie le lusinghe della sorte
che deve pure esser buona di quando in quando lanciandoci
crittografie meno ambigue in questo rispondersi e darsi
che mira a uno scopo insieme evidente e oscuro parole
combinate per un dialogo fàtico, faticoso
ci sono anche poi quando la seduzione è compiuta
altre parole, non meno incerte

 

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(2016)

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essere poi noi quelli che alla fine fanno la storia
o se la raccontano, almeno, rivedendoci nello
specchio condiviso di un selfie che apprezzeranno in quindici

perché pure questo è vivere, quando la storia corre
dentro la rotella del criceto, quando il desiderio

corre dentro gli argini dell’imminente, quando tutto
ciò che conosciamo si riflette nella gioia dello

specchio, e tutto corre senza mai muovere nulla, siamo
certamente noi quelli che determiniamo il grandioso
flusso degli eventi

 

 

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(2019)

Replay: Avendo sognato

23 giugno 2019

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Avendo sognato

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avendo sognato un’altra, nella cui profondità
s’immergeva il mio adorato alter ego, avendone avuto

delicata sensazione di risveglio, non soltanto
dall’occasionale sonno notturno ma dal sentirsi

dimenticati dal vivere, avendo sognato di
non sognare, di provare una profondità del tutto

antica, nuova, lasciata quella volta in fondo a un angolo
a ricoprirsi di polvere, eppure non rimanendo

scossi a sufficienza per dichiarare guerra alle cose
nel loro solido regno

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(2015)

Delle necessità

21 giugno 2019

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Delle necessità

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di qua di là siamo persi nel panorama ristretto
di questo scompartimento ferroviario non si è detto

di quale verità devo dimostrarmi consapevole
di quale complessità dovrei piuttosto caricarmi

di quale percorso prendere nell’ansia dei binari
che alle stazioni biforcano la prospettiva di vita

di là di qua non sapendo non ricordando il motivo
di quella scelta che ci ha portato qui nell’oscillare

di questo scompartimento monotòno dentro il treno
dei bisogni oggi per sempre da appagare

 

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(2014)

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quando scende un’acqua leggera leggera lunga lunga
quando l’aria è satura d’acqua e le ore sono piene

d’inverno, e magari è notte e contro i lampioni si stagliano
le lunghe scie della pioggia, e tutto è freddo e freddo e attorno
il buio disegna l’idea silenziosa della fine,

perché tutti tutti sanno che si trattiene la voce
quando stiamo accanto al sapore della morte e sappiamo
che lei fa tremare vibrare le consapevolezze

perché tutti tutti vogliono vedere ancora in là
sognare il sapore di un’acqua leggera lunga lunga
che stia dove deve stare, che non ci bagni le ossa

 

 

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(2019)

Replay: Fragile

16 giugno 2019

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Fragile

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la nostra storia è un cristallo fragile di luna
capace d’incendiarsi e di risplendere
o di farsi freddo e oscuro e triste
o di bruciare come il ghiaccio sulla pelle
o di essere dolce ed incantato e mite
o di cantarsi leggenda nella notte
o di stare lassù, quieto e lontano
nel suo mondo di stelle

cambiando sempre
nel non mutare mai

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(2007)

Le parole sono spade

14 giugno 2019

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Le parole sono spade

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le parole sono spade, nella mia voce il rimbombo
delle esplosioni del cuore, la mia vita impone che

le nostre parole assordino, i nostri accenti feriscano,
le nostre rime devastino, che i versi siano un destino

feroce per chi non sa, per chi rifiuta di capire,
nella voce sono spade, nelle parole il rimbombo

della vita di chi vede appena un attimo più in là,
trascinato il cuore al sangue, non può tacere chi vede

 

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(2016)

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è venuta sera, è questa volta, siamo ancora qui,
ci guardiamo attorno, ci ricordiamo di quella volta,

non questa, crediamo che ci dovrebbe qualcosa il mondo
per quello che abbiamo fatto sin qui, ma siamo sempre qui,

pensiamo che il mondo, che il mondo manifesti una sua
sottile giustizia, magari la sera, quando stiamo

nella luce chiusa del riflesso che fanno le cose
quando non ci vedono, e fatalmente vinciamo

 

 

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(2019)

Replay: Tutti sono vivi

9 giugno 2019

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Tutti sono vivi

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del resto, ecco che ritornano alla base senza aver
concluso nulla, è una guerra, questa, che non si combatte

con le armi che devastano i corpi, non c’è sangue, non
ci sono trippe ostentate orrendamente nel silenzio

incredulo, tutti sono sani, vivi, belli, c’è persino
qualcuno qui che sorride, si va al bar, eppure…

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(2015)

Dell’amare

7 giugno 2019

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Dell’amare

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dell’amare amaro il mondo, del goffo perseverare
nella passione viscosa per tutte le cose gracili
che decadono, che piangono la fine delle altre

ancora cose, di nuovo cose, gracili esse stesse,
mari d’amore più grandi delle cose medesime,
gracili vicende amare, mare torbido del mondo

 

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(2016)

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quando fuori è freddo il cuore si rintana sulla stufa
del tuo desiderio, sin che c’è, altrimenti si accontenta
del termosifone delle storie di altri, ogni volta

che torna l’inverno l’anima vorrebbe uno scaldino
tenero e sensibile per non percepirsi troppo sola
dentro casa, quando la neve assedia la vita cercano

le adiacenze deboli dello spirito un’apertura
verso l’esistenza degli altri, quando fa freddo al mondo
delle cose quando l’inverno incombe quando la neve

davvero ci morde, quando siamo morti prima di
davvero morire, quando il tuo desiderio non scalda

più, quando la vita è in pausa, quando le ore perseverano
persistono a spegnersi

 

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(2019)

Replay: Controluce

2 giugno 2019

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Controluce

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è forte il sole controluce, nella stretta
del voltone antico che sigilla il dedalo
delle stradine verso la cupola
del pomeriggio
senza arrestare questa lama drastica
di definizione e colore, che stampa
nere sul porfido
lucido le trame di quelli
che vanno e che stanno
nell’interludio dorato tra i grigi
del muro in primo piano
e dell’altro muro laggiù, grigi
verso noi, qui, vestiti
d’ombra

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(2008)

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