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Campo verde che si stende


campo verde che si stende e corre sino a lontano
lontano lontano campo che si stende e incontra laggiù
una strada che si stende e corre sino a lontano

ancora più e più lontano e incontra il cielo che si stende
e mi incontra allontanato da me alienato da me
un altro io che io sono campo verde che mi stende

io nel campo delle cose lontano lontano che incontra
forse me

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(2015)

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di gracile vento fresco, di vento gracile questa notte
fresco da non farci andare a letto, di gracile vento

di quella freschezza ch’è illusione, della nitidezza
della notte calda, si sporgono i rami degli ulivi

proprio verso te, che se la notte dice buonanotte
ecco una bisaccia di scuse per tirar tardi, brezza

come un risvegliarsi fuori orario, beviamo un bicchiere
ancora, beviamo per tirar tardi ancora

 

 

 

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(2018)

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siamo stati tutti mandati a vivere come fossimo

dissanguati amori, come avessimo già perso quello
che reputavamo nostro, come quasi ci trovassimo

dopo la più grande delusione della storia, come
se fossimo nati troppo tardi per essere felici

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Quando non escono

22 settembre 2019

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Quando non escono


quando non escono le parole ci si
guarda attorno ci si nutre di pulviscoli
di pulsazioni senza cercare il disegno
grande che le dovrebbe unificare
rendere storia voce che si stende
sulla linea saltellante degli accenti
che parlano di noi che manifestano
la tensione di vivere e il destino
assillante del costringere
il sentito nel detto il patito
nei vuoti sconsolati tra le righe

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(2008)

Di un angelo

20 settembre 2019

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Di un angelo

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è l’immagine di un angelo non quello che si precipita
giù dai cieli con le ali da drago bensì l’altro

sterminatore dell’Eden luminoso con la spada
che ci sta davanti entrando nel buio della navata
duecentesca buio anch’esso e tutto di legno scuro

quasi eroso dalle acque di un diluvio improbabile
ma ugualmente spaventoso ad ambiguamente accoglierci

nella sua alterità arcana con la sua tromba di legno
scuro dentro il suo profondo essere immagine a sua volta
del numinoso di mezzo quasi che il caldo di giugno

là fuori potesse fare davvero appello alla materia
secca e vera quella calda che a toccarla ci brucia
quasi come la sua mistica lama

 

 

 

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(2015)

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le prime sei sillabe servono per prendere il volo
servono a stare alti invece tutte quelle che rimangono

la formula sembra funzionare e le parole scivolano
una dopo l’altra verso dopo verso come quando

la musica spinge nella voce del sax quasi da
sola, che la traina il ritmo e il motivo e l’eccitazione
del sentire il mondo che ti risponde tutto e insieme vibra

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Fossero solo parole

15 settembre 2019

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Fossero solo parole


fossero solo parole quelle che scrivo nei versi
sugli schermi del computer, fossero solo diversi

modi per formalizzare gli ondeggiamenti perversi
del senso, fossero solo tracce di cuori dispersi

in un viluppo invincibile di intestinali universi
del dolore o del piacere, fossero nomi riemersi
dalla palude dei visceri inconsci, fossero versi

che ti parlano, che dicono proprio a te quel messaggio

che altrimenti a te nessuno direbbe, fossero versi
chiari, piani, di parole, non accenni controversi

di sentimenti indistinti, non sentimenti dissolti
nel lago del ritmo, colti vagamente di passaggio

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(2014)

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questa sera siamo banali, non escono le idee
dalle loro tane, c’è poco da mangiare di fuori,

le idee sono come i conigli, che se illumini il campo
la notte d’inverno, ecco che stanno tutti a mangiare
di nascosto, trepidi, stasera non c’è da mangiare,

le idee sono timide, del resto se hanno sempre paura
è perché così tanto si rischia ad uscire dal buco

 

 

 

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(2018)

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si volge in presente il passato, avemmo, e poi fummo, abbiamo,
siamo, quell’estate ci trovammo ad un mare diverso

e tutto selvaggio intorno, che la campagna arrivava
quasi sino in spiaggia, e paludi e pinete definivano

il cerchio sognato dell’orizzonte, abbiamo raggiunto,
oggi, quell’estremo mitologico confine, che

quasi non esiste più, e non è più selvaggia la
campagna, noi siamo la coscienza delle cose che

certifica il tempo che bonifica le valli che
inselvatichivano fantasticamente l’infanzia,

di quello che avemmo avendo oggi l’avventura dell’
essere, dell’essere stati, avemmo, e poi fummo, abbiamo,

siamo

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Perturbazioni

8 settembre 2019

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Perturbazioni


qualcuno che mi cerchi, proprio
quando non sono a casa, senza
lasciare mai il suo nome, senza
tradire indizi, qualcuno che corrughi
vagamente lo specchio orizzontale
che dal mondo
mi rimanda la figura del mio io,

salvo che il mare
dei riflessi vagheggiati
in verità
conta ben altre onde
nel vento delle vite altrui,
ben più efficaci
e amare perturbazioni

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(2009)

Di corsa

6 settembre 2019

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Di corsa

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di corsa! mancano pochi minuti, mancano pochi
invisibili dettagli di contemporaneità

prima che il tempo rimetta a noi i nostri debiti, come
li rimetteremmo noi se potessimo al divagare

del tempo stesso, al dilagare del nostro movimento,
del nostro esserci, essere nel flusso che si sta

che sta sull’irragionevole punto lì per interrompersi
per rompersi per cadere fuori del nostro discorso

termina il tempo concesso, termina il concepimento
di tutto il tempo, di tutto il senso che siamo capaci

che siamo stati capaci di filare

 

 

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(2015)

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quattro cinque sei, quattro cinque sei, noi stiamo dicendo

che le cose contano, e non sempre appare necessario
ripartire, i primi numeri possono rimanere

nell’ombra, lo zero non se ne avrà a male, tutti gli altri
sono in fin dei conti inutili, perlomeno stavolta,

tre e due e uno, che personaggi sono, si perde
l’enfasi d’origine tra i battiti del ritornello,

sette quarti, cinque ottavi, inciampa la vita nei numeri
dispari, lo zero ci saprà perdonare

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Feroce

1 settembre 2019

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Feroce


le foreste della notte ci hanno travolti del tutto
bruciando brillando siamo quelli che vanno a sognare
senza gravi simmetrie e senza lance di lacrime

senza torcere le viscere di nessun cuore violento
di nessun cuore violato quando il tuo cuore ha iniziato
a battere quale trepida mano quale terribile
piede quale mia illusione di passione perfezione
di morte di imperscrutabile splendore quale altra

vicissitudine estrema può richiamarci al modello
arcaico astruso, feroce

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(2015)

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