Replay: Innumerevoli

31 maggio 2020

.

.

.

.

Innumerevoli

.


ancora una volta ancora
quattro cinque innumerevoli
sono le occasioni perse

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2011)

Mia cara

29 maggio 2020

.

.

.

Mia cara

.


mia cara, vivi al di là della tenda del desiderio
la tua avventura di vita, il desiderio è il mio, io abito
nella camera di qua, lo stesso desiderio che
mi attraversa ci separa, non detengo alcun diritto
sulla tua verità, solo quelli del volerti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2015)

.

.

.

.

.


come in quella foto,   come dopo quarant’anni, come
dentro quella vita,   come d’estate, quando il caldo inizia
prima di scoppiare,   come quella volta ch’era notte,

come ancora vivi,   quando la notte inizia o prima
di finire, quando   c’erano fiori e tutto il loro odore
di sessualità,   se ci fossimo accorti che noi

adesso li stiamo   osservando, se la vita si fosse
davvero tenuta   sopra il palcoscenico del tempo,

quando tutto il caldo è   passato, dove è notte e notte piena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2020)

Replay: Alle promesse

24 maggio 2020

.

.

.

.

Alle promesse

.


alle promesse degli occhi disattese, alle promesse
disattese dei suoi occhi, bisogna comunque credere,

bisogna comunque illudere quanto si può sottrarre
alla ragione, che grida attenzione attenzione non

puoi permetterti di credere davvero a quello che
sai non essere possibile, comunque bisogna credere

al tuo bisogno di credere che i simboli siano segni
di un vero al di là del vero, perché i sensi percepiscono

davvero tutte le buie ragioni dei sogni

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2013)

Mentre la voce

22 maggio 2020

.

.

.

Mentre la voce

.


mentre la voce delinea la linea della parola
nell’aria, mentre la voce scompone queste vocali

in vocalizzi di note lunghe e ferme, ferme e lente,
mentre la voce ritorna dalle caverne del petto
a disegnare arabeschi di suoni, oboi vocali,

colori di voci, vene di voci, vento di voci
vivide, vocalizzando parole dalle caverne
dei polmoni del buio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

.

.

.

.

.


chiudi, questa notte   non sarà l’ultima per noi, chiudi,
chiudi, senti il vento   attorno, il vento sulle vetrate,

chiudi, sulla porta   della notte il vento si dimentica
di dormire, chiudigli   la porta in faccia, lascialo fuori,

fuori, il vento sulle   vetrate, il vento che ci conosce

e che ci conosce   troppo, non sarà l’ultima per noi,
chiudi le finestre,   per favore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2019)

Replay: Adesso

17 maggio 2020

.

.

.

.

Adesso

.


è adesso, al mattino delle sei, che si incrocia sul treno
il destino, nella parte di un controllore pedante

o di una bionda dall’aria affannata o di quel sedile
macchiato d’indefinibili resti di chissà cosa

di poco amabile, tragico nella sua mattiniera
instabile indegnità, questo insistere dell’intera

compagnia per ribadirmi ciò che giorno dopo giorno
non arriverò a capire, quasi percependo che

pure io vi devo avere il mio ruolo, e non rimanermene
qui in platea intorpidito dall’impossibilità

dell’ora e di questo buio ancora spalmato di fuori

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2011)

Ma solo tue

15 maggio 2020

.

.

.

Ma solo tue

.


bene, non mi devi dire quello che ho già indovinato
da solo, ma non mi devi nascondere tutto quello
che non sarò mai capace di scorgere nella sede

soffice dei sentimenti, il mio discorso abbraccerà
quella sezione di te che saprà cogliere, parole
che avvolgono altre parole, ma solo tue, sentite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2014)

.

.

.

.

.


che siamo seduti   lungo il fiume, sull’erba, che stiamo
guardando la rana,   le canne, il pesciolino cadavere

cosparso di mosche,   che restiamo molto a lungo in silenzio
dove l’acqua scorre,   che rivestiamo tutto l’insieme

sparso delle cose   con una rete di pensieri
violacei, che siamo   qui, come di colpo invasi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2020)

Replay: Pirulipin

10 maggio 2020

.

.

.

.

Pirulipin

.


pirulipin! come saltano saltellano costellano
come ritornano smettono riprendono e lallero
pirolipon pirolin! discutono smettono sono
solamente suoni dentro questa nostra bolla vuota

sono note che divorziano che abbandonano solo
suoni dentro questa nostra ossessione quando saltellano

abbandonano divorziano e pirulipin sbrindin
sbrindulin soltanto suoni caramelle organizzate

multicolori nell’aria che sa di blu

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2015)

Ma dove

8 maggio 2020

.

.

.

Ma dove

.


nèbbiano scorrono viaggiano piangono si sconvolgono
per così piccola bruma per così minima notte

bùiano viaggiano siedono sui sedili del treno
sconvolti smarriti oscuri troppo vuoti o troppo pieni

cosa importa questa nebbia se viaggia il treno sicuro
eppure scorrono corrono le brume lungo la notte

sopra i sedili sicuri piangono viaggiano nèbbiano
bùiano dalle finestre aperte al buio dal rumore

inquieto del tempo sotto le ruote discorre nebbia
irrequieto dello scorrere del correre ma dove

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2015)

.

.

.

.

.


casa senza porta   dove il sole entra senza chiedere
casa senza scale   da cui non possiamo sfuggire
sogno senza esterno   da cui lo si possa riconoscere
casa di noi stessi   che qui ci lasciamo penetrare

dove gli scoiattoli   vengono a morire, i lamponi
guardano gli abeti,   tutto è Dio, casa senza redenzione,

tutto è vera vita,   amore non richiesto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2019)

.

.

.

.


zampillano le notizie
dall’ampolla della radio
monotono susseguirsi
di fonemi modulati
sulle tragedie del mondo
nelle commedie rituali
tra gli stacchi musicali
della pubblicità

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2010)

Luna, notte, cuore

1 maggio 2020

.

.

.

Luna, notte, cuore

.


dentro il cuore della luce della luna, nel romantico
spargersi di tutti i sensi, dentro l’anima del buio
rischiarato, raffreddato dal grido d’argento, dentro

l’ansimo del vento mite, del vento amico, del soffio
notturno delle notizie romantiche della grande

massa d’acqua e massa d’onda del mare sotto la luna,
nel cuore della sua luce, che raffredda con il grido
d’argento, che rende notte la spavalda oscurità,

che mette nel vento il soffio della dea che nasce, nuda,
nelle acque della luna e del mare, notte d’argento
freddo, di gracile vento fresco, di lunghe romantiche

vene di vento, di vene di sentimento di fondo,
elementare sogno, luna, notte, cuore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2015)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: