Replay: Isole

6 giugno 2017

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Isole

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isole sopra il fiume grande
la sera, che più che vedersi s’intuisce
nel suo celeste opaco
il trascorrere lento dei mesi
dei decenni, di quest’acqua che trascina
costellazioni di polvere
turbinosa, grigia
per depositarsi o poi
esser ritrascinata via, ancora, lontano
ad altre isole nascoste più a valle
mentre nel corso di questa stessa sera
io non trovo una spiaggia
per questi pensieri
in balia della vita

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(2004)

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Cabaletta della amante tradita

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ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
la mia testa sbatte
il giorno e la notte
costantemente
incessantemente
dolorosamente
perdutamente
contro questo muro
impenetrabile
inesorabile
irregolare


assoluto
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato fuori
dal cerchio dei miei sensi
e mi pare ora
di aver scacciato anche loro

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(2004)

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Ad occhi stretti


nel deserto minuto della spiaggia
raffiche di colore equinoziale
disegnano le gesta della polvere
contro il ritmo dell’acqua

è in questo travaglio scostante
che il mattino dà voce
alla sua nenia d’inverno

canzone della sabbia più lontana

note disperse in questo spazio grande
a piccoli grappoli che fremono nel freddo
racimolate per te, ora,
e per me, che mi hai smarrito altrove

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(2004)

Vi dirò tutto

17 aprile 2015

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Vi dirò tutto

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dirò di tutti gli echi che stanno tra te e me
che mi percorrono e mi attraversano ancora
quasi fossi una corda
che tutta risuona
che impara di non essere sola
e che siamo in tanti
quando siamo felici

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(2004)

Replay: Incidenti

10 marzo 2015

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Incidenti



era quando non ricordi o non capisci
dove la felicità si è nascosta
(la facilità di vivere, quando tutto
ciò che importa è lì a portata di mano)
era quando non incontri o non ritrovi
il senso dell’incedere del giorno
(giorno dopo giorno, nel fluire
della noia e della gioia)
era quando non sei o non vuoi
proprio essere quello che sei
e tutto incespica si rompe si dimentica
di essere stato fatto per durare

piccoli incidenti, o drammi,
basta poco o basta molto
per nascondere la chiave
del ritmo fortunato della vita
quello con cui si corre
a testa alta
persino incontro al nulla

 

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(2004)

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Senza senso
(Canzonetta acida)

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non posso più recitare
gli odori di questa estate
da che ti ho scoperta aliena
al mio medesimo odore

non sai, non vuoi vedere
quale sapore possono ancora
le mie labbra passarti

non riesci più a toccare
l’aroma caldo, aspro
del mio desiderarti

e ripetutamente non vuoi, non puoi più essere un vaso
che contenga il mio sguardo
le mie mani
il mio pensarti

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(2004)

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Ballata del desiderio contorto



ti piace perché ti fa male,
singolare accostamento, che
richiede comunque che a me
faccia male perché mi piace,
e così è davvero, in verità,
poiché ancora rimango qui
a soffrire con te, e proprio così
ti piace, mi piace
e non dormiamo poi, la notte,
per la pena che abbiamo prodotto
e che abbiamo patito, e scusandocene, allora,
ci scusiamo subito dopo delle scuse,
più inadeguate di questo dolore
che procura piacere, di quel godimento
che pare un castigo,
…………………………………ma almeno
sono vivi questi strazi, intensi, capaci
di farci sentire l’una di fronte all’altro,
motivati con rabbia e con passione,
nella furia di qualcosa che
sta oltre il tormento, al di là
dell’attrazione, nel puro
annodarsi del sentire, sempre più forte
intenso, vero, bruciante, atroce
come il risvegliarsi una mattina consapevoli
che non è più possibile spingersi
nemmeno un attimo più in là

 

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(2004)

Saulo

6 febbraio 2015

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Saulo

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nell’ombra dell’emozione

nella luce pneumatica dell’improvviso sapere

sotto il corpo del cavallo
enorme, carnale, pieno
ritrovandoci di colpo
così pieni a nostra volta d’altro
consumati dalla febbre del vedere
quello che non avevamo mai veduto
…………ma solamente astrattamente poco consapevolmente
…………incertamente agognato

non mi lascerete allora, voi,
smarrito, qui

un palpito appena al di fuori
dei confini quotidiani del dolore

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(2004)

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Recitativo dell’improvvisa ansia

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da tanto e tanto tempo eri solo un’icona
una figura un simbolo congelato
del desiderio
mentre ora di colpo
spaventevolmente
respiri
parli
mi
osservi
ti lasci toccare, guardare
ti ondeggiano i capelli
gli occhi sorridono

e sei
legata
a un altro

mentre da troppo tempo il mio amore
quello vero, quaggiù
inesorabilmente
sva
ni
s
c

e

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(2004)

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le voci che corrono negli occhi innamorati

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è solo un affanno, che tu senti, e non piuttosto
il destino che preme, che decide per te,
che suggerisce senza parole
come tu mi dovrai guardare
e perché non potrai non accettare
che la mia voce ti dia figura
che il mio sguardo ti ascolti
che la tua vita venga a disegnare la mia

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(2004)

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Canzonetta del desiderio imprevisto



ci siamo toccati sul viso, e poi
un bacio appena sfiorato, vittime, lì,
delle proprie specifiche fedeltà,
benché lontane, remote, quasi
a mezzo mondo di distanza,
ma non si poteva, non si poteva,
non si doveva portare a compimento
questo reciproco ratto, questa seduzione
che ciascuno attribuiva a sé, ed era
invece dell’altro
dopo tante parole in una lingua terza
che non dicevano quello che volevano dire,
ma, chissà come, valevano lo stesso,
piccoli ambasciatori d’illusione

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(2004)

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Canzone della disamorata



mi hai sepolta
nel giardino ordinato della tua indifferenza
tra le siepi eleganti di bosso e la magnolia
e le azalee fiorite e le camelie
e miriadi di roselline rampicanti piene di profumo
e grandi rose rosse color sangue sotto il sole
e la menta la salvia il rosmarino azzurro
io un’erbaccia inodore insapore incolore
tenacemente avvinghiata a questa terra
che eri tu
tenacemente affamata nelle mie radici
delle tue sostanze e della tua acqua
che tu distribuivi alle altre piante come a me
di questo tuo giardino sempre più lussureggiante
mentre io sempre più sola restavo nel mio angolo
avvizzita
ingiallita e
cieca

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(2004)

Isole

3 ottobre 2014

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Isole

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isole sopra il fiume grande
la sera, che più che vedersi s’intuisce
nel suo celeste opaco
il trascorrere lento dei mesi
dei decenni, di quest’acqua che trascina
costellazioni di polvere
turbinosa, grigia
per depositarsi o poi
esser ritrascinata via, ancora, lontano
ad altre isole nascoste più a valle
mentre nel corso di questa stessa sera
io non trovo una spiaggia
per questi pensieri
in balia della vita

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(2004)

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Cabaletta della amante tradita

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ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
la mia testa sbatte
il giorno e la notte
costantemente
incessantemente
dolorosamente
perdutamente
contro questo muro
impenetrabile
inesorabile
irregolare


assoluto
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato fuori
dal cerchio dei miei sensi
e mi pare ora
di aver scacciato anche loro

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(2004)

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Senza riposo (Litania dell’insonnia)

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nella sera
nella notte
nel fremito dell’aurora
nella gloria del mattino
nel battito del pomeriggio
e ancora nella sera e ancora nella notte
e poi per giorni e per giorni e per giorni
pensare a come ritessere
i miei giorni con te
quando le notti di solitudine al tuo fianco
pesano come sassi sino all’alba
nella stanchezza del mattino
nell’angoscia del pomeriggio
negli inutili incontri della sera

 

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(2004)

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