Replay: Quasi

6 ottobre 2019

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Quasi


quasi che non dormissi, quasi un altro
luogo, un altro tempo quasi, come se
fosse e poi non fosse un sogno, quasi
che fossi sveglio, a rivederti ancora
là, dietro ai fucili, dietro alle lame
di cento e cinquecento baionette
quasi a sventrarmi, quasi non fossi
io quel puntaspilli, quel povero
straccio di carne devastato, quel lembo
di memoria andato, quasi per sempre
obliata

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(2008)

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Replay: Quando non escono

22 settembre 2019

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Quando non escono


quando non escono le parole ci si
guarda attorno ci si nutre di pulviscoli
di pulsazioni senza cercare il disegno
grande che le dovrebbe unificare
rendere storia voce che si stende
sulla linea saltellante degli accenti
che parlano di noi che manifestano
la tensione di vivere e il destino
assillante del costringere
il sentito nel detto il patito
nei vuoti sconsolati tra le righe

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(2008)

Replay: Paesaggi

25 agosto 2019

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Paesaggi


se mi inventassi i paesaggi
trasalirei pensando
ai ritmi biondi e verdi,
a quell’ombra sul fondo
che rende assorta
la luce in primo piano,
ai tracciati ondivaghi
di campi chiari
dai margini marcati
di alberi più bui,
a quella sola
esterrefatta abitazione
immersa nel pensiero
vegetale, terrestre,
del mio Appennino

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(2008)

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Nelle linee che fanno la pianura


nelle linee che fanno la pianura
voglio trovare le linee del mio cuore
voglio trovare le tracce del dolore
le linee nere della mia paura

e descrivere un tratto di avventura
che ci redima dal nostro torpore,
lungo le linee taglienti del cuore
un’ansia fredda, spaventata e dura

non so se posso o voglio ritrovare
qualche me stesso antico, perso un giorno
all’ingresso del nitido orizzonte

la linea più decisa che di fronte
sancisce ogni destino tutt’intorno
qualunque sia lo slancio da incontrare

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(2008)

Replay: Controluce

2 giugno 2019

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Controluce

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è forte il sole controluce, nella stretta
del voltone antico che sigilla il dedalo
delle stradine verso la cupola
del pomeriggio
senza arrestare questa lama drastica
di definizione e colore, che stampa
nere sul porfido
lucido le trame di quelli
che vanno e che stanno
nell’interludio dorato tra i grigi
del muro in primo piano
e dell’altro muro laggiù, grigi
verso noi, qui, vestiti
d’ombra

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(2008)

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Conchiglia di maniera

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l’acqua bassa del fosso
trascorre e scompone l’orizzonte
con una traccia di cielo
incistata nel fango

un fremito è solo
che lo sguardo ha strappato dal treno
all’inerzia del giorno

l’acqua bassa del cielo
traccia una vena di vita
nel fango piatto dell’anima
dentro il suo fondo infinito

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(2008)

Replay: Ancora io

5 Mag 2019

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Ancora io

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mi riconosco ogni volta che mi vedo
passare per le strade di ogni giorno
nella folla rapida dei portici
e non ho dubbi nel dirmi che stavolta
sono proprio io, davvero io quello
che tira dritto immerso nei pensieri
lanciando appena sguardi alla ricerca
di un’altra ancora immagine di sé
che riempia un poco il vuoto, la miseria
di essere un volto solo, un solo cuore
una vicenda unica, narrabile anche senza
che tutti la rispecchino, che la sentano
danzare nel profondo delle ossa

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(2008)

Replay: E poi

5 marzo 2019

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E poi



e poi ritorna il sole, e poi riprende
il carico infelice della nebbia,
e poi e poi e poi, e poi sentiamo
come un accordo dissonante, bello,
il simbolo improvviso della vita,
l’acqua che pulsa dentro a noi,
il ricordo, il ritmo, il rito
di un ridere convulso, di un mattino
ardente, e fresco, e vero, e poi noi siamo
qui, di colpo qui, dove mai così presenti
non eravamo stati


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(2008)

Replay: Nell’alto

23 ottobre 2018

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Nell’alto



incredibilmente il cielo
meno bianco non è dei muri della casa
e non meno verdi le tende
delle foglie del fico, e la terrazza è deserta
nell’aria ferma, la catastrofe
deve ancora arrivare, non si sentono
i passi concitati, le grida represse, tutto il frenetico
ambaradan del sùbito dolore

la vita sta sospesa come un nibbio
nel cielo illividito, alto e immobile,
ma con gli occhi già presi dal suo topo

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(2008)

Replay: A Milano

27 marzo 2018

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A Milano



quante le linee che salgono e che scendono,
i profili del cielo, le sagome sulla terra,
le andature del canone d’asfalto, i blocchi
sovrani di materia, nel grigio sopra il grigio,
nel ritmo martellato delle case, di finestre
con finestre su finestre, nel mare squallido
delle periferie, dove non una vela tormenta
l’apatica ossessione del ricordo, dove
non c’è più mai nessuna ora
che irrequieti ci volga al disio

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(2008)

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Le cicale e gli eroi
(Egeo)

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dentro la cupola d’oro delle cicale che ribattono
la propria adorazione per il sole grandioso,
il medesimo mio grido di sesso e di vita
resta un dettaglio di un disegno più totale


non siamo mai stati eroi, e solamente
nel furore antico e simbolico del mito
abbiamo consumato una volta la pienezza
di questa ansia di immutabile passione


stiamo perciò sospesi tra due mondi, entrambi alieni
e pure familiari, tra la cicala e il dio,
tra il vivere immediato nel presente
e il desiderio eterno, irrimediabile

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(2008)

Replay: Dimenticato

7 marzo 2017

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Dimenticato

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dove sono le fate sul fosso
dall’acqua chiara
……..stasera?
l’acqua ferma
d’autunno o di altre ore
passate a navigare
ritagli
……..o anche l’acqua
del luogo escluso
……..dove gli sguardi non sono
specchi dell’acqua chiara e intorno
ancora la sera non insegue
pioppi e campanili sull’enorme
arena della pianura

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(1974/2008)

Replay: Da dentro

21 febbraio 2017

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Da dentro

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questa complessità non la voglio spegnere
con le parole, meglio che viva
in silenzio, tanto chiassosa
è pure da sola! la finestra, il mondo,
l’albero, il ferro ricurvo, il vetro e il riflesso,
il vaso segnato dal sole, controluce
le foglie portanti ombre altrui, e
un accenno d’interno, alla fine


non ho detto nulla, in realtà, la visione
è intoccata, l’impressione è violenta,
è salva la sensazione

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(2008)

Replay: Due mondi

24 gennaio 2017

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Due mondi

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ci sono due mondi, quello vero
fatto di un cancelletto di legno
seguito da una porta a vetri, verso casa,
linee verticali, piante che crescono, la luce
quella di un giorno annuvolato,
e c’è il mondo del riflesso, dove il cielo
fa da sfondo grande agli alberi, e rosse
macchie semiinvisibili di rose suggeriscono
un’estate quasi nascosta, sperata

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(2008)

Replay: Come si spargono

10 gennaio 2017

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Come si spargono

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le cose come si spargono come si muovono
nel mio sentire, vortici di emozioni
hanno travolto le vene sottili, miriadi
sconvolte di vasi, lagune di sangue
agitato, eccitato
come uno squalo vagante del cuore,
come una vipera vera, un serpente
di tendini ansanti, un cammino
incalzato nel plasma del mondo,
nell’alveo ingolfato dell’esserci

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(2008)

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