Volgarità

3 giugno 2016

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Volgarità


volendo essere volgari, piantarti
questo cazzo davanti agli occhi, duro
come un discorso per la vita e pieno
d’inelegante maschia tracotanza,
definendo il confine di ciò che
è sesso e nube e folle malinconica
nera ossessione, e ciò che è sesso e sole
e chiara magica unione sensibile
di anime scelte, mentre si dispongono
i corpi a impersonare l’atto primo
dell’esistenza, attraversando il margine
delle violenze vive e del volere
essere amati, avvertendo nel sangue
che lo riempie il replicare fremente
della carne, che ancora implora vita
e tutto il tempo vita, senza tregua

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(2009)

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Tiruvannamalai

20 maggio 2016

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Tiruvannamalai


dentro la pietra annerita
dal tocco di tante mani
dentro il fiore di pietra
non dischiuso, occulto
dentro la notte dell’anima
di pietra, buia e densa
come il duodeno di un dio
dentro cui siamo, démoni
incerti e umani, storditi
in questa celebrazione
estatica del tutto
nel sudore di questo
cielo di pietra, alberi
di pietra, acqua, spazio
fuoco nel granito
che canta e percuote
ossessivo ed eterno
sul profumo pesante
dei calici del fondo

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(2009)

Prossimità

22 aprile 2016

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Prossimità


come il festone orfano di una solennità trascorsa
la rete della pallavolo, aggrovigliata dal vento,
apre alla vista il teatro della vita di paese
verso il fondale del mare, sopra la polvere rossa
che i nostri piedi calpestano, a collegarci al senso
concreto di quell’agire materiale di persone
che camminano, o discutono, all’opera su una casa
da costruire per sé, per l’amico, il figlio, il cugino,
mentre l’aria calda avvolge me come loro e mi porta
gli odori della calce e dei corpi, i sapori dell’esserci

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(2009)

Replay: Le cose vive

19 aprile 2016

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Le cose vive

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le scale, i mattoni, le foglie ci raccontano
gli entusiasmi oscuri del verde, cose vive
e cose rimaste senza vita, gli oggetti
che rivelano il mondo com’è, così denso
d’incontenuta affabulazione indiretta,
pietre e cemento, i muri che insieme dividono
e affiancano, il vetro e il legno, le foglie annunciano
un senso diverso, avvolgente, cose vive
di altrove vicini e vegetali, il metallo
a marcare il nostro campo, sanzionando
nostra l’originalità orgogliosa, nostra
la vanteria di moderni, civili e carichi
di inadeguate certezze, le cose vive
ci accerchiano, ridono talvolta di noi

 

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(2009)

Per via

8 aprile 2016

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Per via


di qua dalle montagne un’estesa
palude di loto mi trascende
a un orizzonte di palme, un bosco
bello come un’epoca dell’oro,
un’età della luce, un selvaggio
paese che non mi può ferire,
un paesaggio dipinto affollato
solamente dal mito

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(2009)

Orfeo

25 marzo 2016

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Orfeo


se le parole scorrono sul limpido
acciottolato dei suoni, e se la voce incanta
le ore che ci avvolgono, e se l’onda
del nostro pieno agire agita il mondo
del sentire e del sangue

siamo nel vero forse questa volta,
e dentro il solco del vivere che chiama
a sé le forze perché vince, e avverte
l’impulso dilagare dal respiro
di ogni nostra nota che si accende
della realtà che vibra

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(2009)

Orecchie e voci

11 marzo 2016

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Orecchie e voci


volano le voci vuote
eccitate nel silenzio
tracciano linee di fuoco
sopra vite inconsapevoli
attraversano la notte
sempre cercando un ritrovo
dove intrecciarsi e ogni volta
più vive e più vere crescere
stillando di lingua in lingua
e di si dice in si dice
componendo un planisfero
di insospettate illusioni
quando tese sopra il mondo
con le sue luci segrete
dalle orecchie della luna
il sangue gocciola ancora

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(2009)

Lo sguardo lungo

19 febbraio 2016

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Lo sguardo lungo


non un giardino lezioso
ma la geometria variabile
e astratta del coltivato
detta regole all’immagine
di queste palme su rocce
grigie contro il fondo grigio
del fiume e del cielo ansioso

il tempo si è fatto scudo
dell’invenzione ieratica
di un mitico giardiniere
di paesaggi un inventore
di silenziose preghiere
allo spirito che aleggia
primevamente sull’acqua

noi ci nascondiamo dietro
allo sguardo del fotografo
che inutilmente si sforza
di non capire o sentire
il fervore trattenuto
dall’atmosfera che canta
tra le colonne di palma


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(2009)

Replay: Nelle cose

16 febbraio 2016

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Nelle cose


non era indifferente non era
sempre la stessa cosa eri tu
che spostavi il nostro baricentro
al di fuori della permanente
monotonia del sentire tu
che ti infilasti dalla finestra
spalancata e semplice del cuore
in una notte imprevista quando
la vita flebile delle stelle
lusingava l’estate di tremiti
amari e troppo dolci e per me
il silenzio solamente era
uno spazio grigio contro il quale
si stagliavano gli increspamenti
di me medesimo quando ancora
parlasti tra le stoppie del grano
riarse e la voce era in te piena
testimonianza dell’emozione
contagiando la ricchezza in me
del mondo e dei suoi nuovi colori
esponendoti viva e capace
nel ritmo solare del cammino
nell’epifania del nostro esserci
di farti guardare dalle cose

 

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(2009)

Replay: Nel fiume

2 febbraio 2016

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Nel fiume


tanti mondi si dipanano
attorno al mio mondo assorto
dei pensieri e degli sguardi,
stanno sospesi sul cerchio
di questo fiume che è un cosmo
altrui, che non mi appartiene
non mi avvicina, mi affolla
goffamente di stupore
e invidia per tutti i mondi
che non raggiungerò mai


sopra questo mondo liquido
dentro il rifugio del mondo
nel cuore del mio vedere
e sognare, sotto il mondo
delle nuvole, del mondo
che mette in risalto il mondo
che è il mondo davvero vivo
denso, solido, appagante

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(2009)

Replay: Nel cuore

19 gennaio 2016

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Nel cuore


pam! siamo entrati nel mito di colpo
è argento e luce d’oro, è gesto
registrato nel sasso, esposto all’occhio
che corre da un divo all’altro, accarezza
le carni belle e dolci di statue
che hanno voce allo sguardo, forse al tatto
indiscreto, all’olfatto, al sogno,
e stanno alte sopra le cose, cose
esse pure, ma fremito insopprimibile
di Dio, quel Dio che stringe
e incendia e non perdona

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(2009)

Dei miti

24 dicembre 2015

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Dei miti


i miti dell’infanzia si dispersero
in questo groviglio di città
periferie di vetro e di cemento
e in mille sceneggiati alla tivù
giocati dentro a un mondo
di docili valori cittadini
svanirono nel chiasso tante storie
dello spirito dell’acqua dentro i fossi
degli alberi del miele della notte
innamorata di un bimbo come me
storie che non sentii storie che caddero
nel pozzo del mistero ancora prima
d’esser per me parola per lasciarmi
non più del mito di un mito dentro il dubbio
o quasi un’evidenza che più veri
gli unici che per noi portino senso
siano ora quelli vuoti – e la città mi parla

 

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(2009)

Replay: Regole

27 ottobre 2015

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Regole


quasi al principio esistessero
criteri diversi per
valutare il nostro amore
quando era solo una rete
di sguardi e di accenni timidi
dentro il mare della nostra
diffidenza naturale
di estranei sollecitati
casualmente da un sospetto
di affinità – quasi forse
ci vincolassero regole
per decidere se il nostro
sentimento fosse vivo
e destinato a durare
quando era solo un embrione
esaltante e delicato
di turbamenti reciproci
quando sancire quel nostro
destino era necessario
quasi al principio esistessero
regole nuove e specifiche
soltanto valide allora
per prepararci alla lotta
delle stagioni seguenti
dei patti per il futuro
di un sentire quotidiano
da ricontrattare giorno
dopo giorno integralmente
da stabilire ogni volta
ed ogni notte per sempre

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(2009)

Replay: Scorrono

13 ottobre 2015

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Scorrono


scorrono lenti gli sguardi, la luce
riveste l’acqua di un velo compatto
di sole e intesse la vista e le cose,
qualcuno si volta, indaga nel gruppo
dei volti che circondano il suo gesto,
lo investe da dietro la luce, scuro
contro il corso del sole, gli occhi attenti
lo incidono, spezzano l’unità
della figura contro il mito liquido,
la luce insiste invano, non ha scampo

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(2009)

Replay: Il dio roccia

29 settembre 2015

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Il dio roccia


appoggiato sulla roccia di lei
il dio insiste, persiste, perdura
pesante di roccia anche lui, glorioso
in alto, nell’alto, nel sole
sagoma oscura contro
il cielo, il dio che viene e
che feconda, che inonda
quella roccia che è lei, che
è noi, è terra, è mondo, il dio
che è egli stesso roccia, è cuore,
è vita, è ritornare al lento
avvilupparsi della pietra
intorno alla pietra che è se stessa,
è noi, è dio, è lei ora diversa
ora che in sé contiene
il soffio di un altro vivere
ora che darà luce a una pietra
che non sarà mai più pietra
né cielo, né sole, né roccia,
ma carne, ma sensi, ma tenero
giustapporsi di passioni
dove ora il dio, tenace,
gli si nasconde dentro,
lentamente assiduamente eternamente
vibrante

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(2009)

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