zampillano le notizie

17 giugno 2016

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zampillano le notizie
dall’ampolla della radio
monotono susseguirsi
di fonemi modulati
sulle tragedie del mondo
nelle commedie rituali
tra gli stacchi musicali
della pubblicità

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(2010)

Annunci

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non conoscendo o sentendo
senza sapere o patire
quasi turbati o smarriti
quasi restando in silenzio

quasi restando una volta
sorpresi, come toccati
da un fulmine di emozioni
improvvise, deturpanti

non comprendendo o vedendo
senza potere o volere
quasi turbati o smarriti
quasi per sempre lontani

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(2010)

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Quando il giallo squillante


quando il giallo squillante vince sul verde amabile
in un pulviscolo armonico che invade tutto
come i giaguari di luce di un Renoir sognato
quando il mondo è concreto come l’aroma amato

dall’insistenza soffice e muta della pelle
quando il tuo sapore riempie i canali del senso
saturandoli come un rosso maturo, carico
di un volere che risuona abbastanza da vincere

il gioco delle nostre paure e del potere
quando il giallo squillante trascina nel suo campo
imponderabile tutti i colori che stanno

intorno a noi, possiamo allora urlare che un nuovo
destino celebra il suo futuro di credenze
che ci accompagnano a un altro identico domani

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(2010)

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no, meravigliosamente
nessun amore ritorna
a segnare le tue ore
e a stringerti il cuore, sono
ottocento anni ormai
che dopo le tue parole
le prime annunciate in questo
viaggio di voce e scrittura
ogni amore si è scoperto
sempre più disperso, solo,
disabitato in se stesso
e quanto più forte tanto
più ciecamente insensato,
ma non perché a noi mancasse
quella voce che tu avevi,
forse soltanto è scomparso
il fondale, quella scena
a noi oggi improponibile
dove qualsiasi passione
è l’amore di un dio

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(2010)

la voce non parla, scrive

5 febbraio 2016

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la voce non parla, scrive
dentro di me, non ha suono
reale, soltanto un eco
di ritmi disincarnati
che procedono sul filo
dei caratteri sul bianco
della pagina, sul vuoto
del silenzio tipografico
che precede la parola,
in un gioco di arabeschi
incastonati per sempre
in simulacri di senso


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(2010)

intuitivamente siamo

22 gennaio 2016

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intuitivamente siamo
pienamente consapevoli
che quello che non facciamo
ci può essere fatale
conseguentemente siamo
compiutamente manchevoli
e cautamente restiamo
a cavalcioni del male
di vivere

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(2010)

in questo spazio di lago

8 gennaio 2016

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in questo spazio di lago
rintanato tra montagne
verdi e annuvolate e scure
dai labirinti dei boschi
il cielo discende sino
sotto il livello dell’acqua
e ci confonde, racconta
la storia che non ci tocca
la storia che non capiamo
di un mondo ingenuo, da bimbi

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(2010)

come, nel cuore della notte

11 dicembre 2015

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come, nel cuore della notte,
ascoltarsi d’un tratto ridere
paurosamente, fuori luogo,
senza riconoscere né
chi ride né noi stessi che
ci staremmo spiando, attratti
da questa consapevolezza
difficile di essere altri,
o altrove, o forse ancora noi

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(2010)

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non c’è respiro nel tendere
all’azione non azione
del percepire il divario
che rende cose le cose
contro lo sfondo dell’uno
che senza poterci essere
nonostante tutto è
e insieme ancora non c’è
perché soltanto le cose
nel loro divario sono
e l’essere che non c’è
senza respiro riduce
ogni altro senso a sé

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(2010)

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se fossi una cosa semplice
un sasso una scheggia fragile
di legno un’impronta invasa
dall’acqua che sta scendendo
dal cielo dispossessato
o forse l’acqua medesima
o un soffio d’aria o quell’ombra
che risale le colline
se fossi una verità
o la certezza serena
di chi è nel giusto o il respiro
di chi è perduto nel sonno
se fossi semplicemente
vita, non mi accorgerei
di quanto mi mancherebbe
questa parola che scorre
e nel fluire corrode
ogni mia semplicità

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(2010)

Replay: Vedrai che adesso

16 dicembre 2014

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Vedrai che adesso

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scorrerà liberamente il mio discorso
verso i tuoi occhi le tue orecchie il cuore
spalancato alle disparità più piccole
dell’aria in questa voce indotta che si apre
nelle curve dell’inchiostro nelle formiche nere
allestite in drappelli di parole e in questi versi
che avanzano nel nulla che ci chiamano
che vociano che tacciono che terminano

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(2010)

Replay: Nel gran caldo

9 dicembre 2014

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Nel gran caldo

 



da un sudore all’altro scivolando inseguendo esangui ruscelli d’aria
coltiviamo la languidezza dell’estate, quella stessa che poi ci concede
di lamentarci del gran caldo e di ritenerci esentati
da qualsiasi impegnata riflessione sulle cose del mondo

così che il mondo stesso fingendo di ignorarci scivola
da un’irrilevanza all’altra, da un rimandare al prossimo
e siamo persino tentati di invidiare quegli attimi
quando più non ci sono scuse, e non si può fare altro che vivere

 

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(2010)

Replay: regolarissimamente

21 ottobre 2014

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regolarissimamente
il nostro scambio s’incaglia
nelle virgole spostate
della nostra relazione
e inciampano le tue frasi
nei miei punti, nelle pause
del respiro indispensabili
alla nostra naturale
coabitazione nel regno
dei sentimenti comuni,
nei nostri interrogativi
interallacciati, come
se credessimo davvero,
come se avessimo mai
creduto che siamo noi
a conversare, e non tu
e io come tristi monadi

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(2010)

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non saprò se questa notte
bianca di neve sin quando
nel buio penetra l’arte
d’immaginare risponde
alla domanda che non
è domanda, di che cosa
vi sia di là, se la luce
o un’altra morte più vaga,
e quanto regga il prodigio
che tiene assieme il mio io
nella quotidiana diaspora
di percezioni e pensieri
che si rincorrono dentro
questa mia arena notturna
che pure crede di credere
in sé

 

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(2010)

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tutti scrivono parole
con i pollici e le mani
raccolte attorno al telefono
mentre gli sguardi percorrono
i sentieri dello schermo
dove si addensano sogni
di prossimità con chi
condivide questa voce
astratta, senza più suono,
solo composta di cifre
e di luci – ma ugualmente
liquida, di pancia, tua

 

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(2010)

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