Replay: Tenera

20 febbraio 2018

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Tenera

ecco che torni nell’acqua
dentro il gioco minerale
delle onde che circondano
il tuo corpo d’acqua, sali
e ridiscendi nel cerchio
fresco del piacere antico
di non essere altra cosa
che un luogo, un punto qualsiasi
del mare nell’altro mare,
un’increspatura tenera
dell’esserci

La Tejita, 21 agosto 2011

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(2011)

 

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La coincidenza

29 dicembre 2017

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La coincidenza


avevo già in parte scritto
queste righe quando forse
per coincidenza o magari
per coincidenti illusioni
qualcun altro si è trovato
a svilupparne di identiche
e mi devo domandare
approfittando così
dell’occasione se forse
non sia stata già annullata
la differenza tra noi
e se io non stia vivendo
almeno in forma accennata
la sua vita adesso che
lui sta vivendo la mia

 

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(2011)

Imminenza

6 ottobre 2017

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Imminenza

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che sta per piovere, che
l’aria si è fatta più fresca,
che il cielo è adesso pesante,
che annuso l’odore che
produce la terra, che vedo
tutte le cose all’intorno
in sussulto, bisbigliare
piano la propria apprensione
che mi stanno trasmettendo
voce dopo voce, albero
dopo albero, visione
dopo visione, inquietudine
vasta, alta, grigia, fresca
sino al tramestio di inizio
dei battiti di tempesta
delle parole dell’acqua
delle lacrime degli angeli
d’ansia diffusi a distendere
le trombe gravi del tuono

 

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(2011)

Nelle viscere

14 luglio 2017

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Nelle viscere

 

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ha perso tutte le onde che lo avevano riempito
di irripetibili ritmi di vaghe interiorità
brevi discorsi scostanti di passioni naturali
lunghe infilate di gesti che ripetono ripetono
riaprono gli ritornano incontro ancora ribadiscono
che basta stare a sentire basta che stiano a vedere
non c’è che da stare lì assorbendo quel dialogo immobile
quel destino destinato da così tanto lontano
che non basteranno i suoi sforzi e la sua fiacca inventiva
ad affondarsi altrettanto nelle viscere dei versi

 

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(2011)

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è il rumore sordo, basso,
improvviso dello sbattere
del corpo pieno dell’onda
sulla pietra conformata
da millenni del riceverla
così che lo schiaffo è intero,
totale, amoroso, fervido
di spruzzi di schiuma candida
per un momento sospesi

e poi ricadenti a scroscio
sopra la mano del mare

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(2011)

Le cose

10 marzo 2017

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Le cose

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di questa luce del sole
orizzontale restiamo
ogni volta prigionieri
perché cambiano le cose
a quest’ora della sera
la loro sostanza e sembrano
gonfiarsi di luce come
un palloncino leggero
che se ne ride del peso
e della gravità

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(2011)

Di colpo

10 febbraio 2017

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Di colpo

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piove forte sopra l’acqua
piatta del lago, un diluvio
grigio, insistente, sferzante
che solca appena di bolle
lo specchio, e revoca intanto
l’apertura del discorso
tra quella natura e noi,
teneri uomini pigri
terrorizzati dall’acqua
e dall’attimo che schizza

 

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(2011)

Del nostro

30 dicembre 2016

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Del nostro

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attraversando il tuo corpo attraversando la tua voce
attraversando la perdita attraversando la tua assenza
attraversando il destino delle cose che non hanno
attraversato il destino le parole attraversando

che hanno definito ancora una volta quello che sei
quello che tu sai di essere quello che credi di

poter veramente fare attraverso il respiro delle
solitudini reciproche attraverso il tuo respiro

le parole che non riesci a pronunciare e mai più mai
più saranno questo ansimo questo battito fiero

di silenzi d’improvviso di pelle che non si può
più mai toccare più mai considerare come parte

di quel nostro improponibile quadro gonfio d’amore

 

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(2011)

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Bisogna lavarsi
(canzone dell’estremista)

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bisogna lavarsi, essere puliti, essere pronti,
bisogna credere, essere puliti, fare fronte
ad ogni difformità, puliti, ripulire il mondo

che non è adatto, non più corrispondente ai requisiti,
che resta sporco, il nemico dell’ideale circonda
gli sparvieri del destino, noi che ripuliamo, noi

che siamo stati mandati, che il destino siamo, noi
che eroicamente morire ci circonfonde di luce,
noi puliti, noi antica degli dei nuova vendetta

 

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(2011)

Innumerevoli

15 luglio 2016

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Innumerevoli

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ancora una volta ancora
quattro cinque innumerevoli
sono le occasioni perse

 

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(2011)

Adesso

1 luglio 2016

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Adesso

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è adesso, al mattino delle sei, che si incrocia sul treno
il destino, nella parte di un controllore pedante

o di una bionda dall’aria affannata o di quel sedile
macchiato d’indefinibili resti di chissà cosa

di poco amabile, tragico nella sua mattiniera
instabile indegnità, questo insistere dell’intera

compagnia per ribadirmi ciò che giorno dopo giorno
non arriverò a capire, quasi percependo che

pure io vi devo avere il mio ruolo, e non rimanermene
qui in platea intorpidito dall’impossibilità

dell’ora e di questo buio ancora spalmato di fuori

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(2011)

Replay: Noi siamo qui

9 febbraio 2016

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Noi siamo qui


noi siamo qui tutti vivi preoccupandoci dei morti
che noi saremo domani, noi siamo qui tutti stretti
attorno a qualcosa che sensibilmente non c’è,

noi siamo qui tutti morti, tutti morti, tutti quanti
a quest’ora morti, e forse neppure forse possiamo

danzare questa pavana conclusiva questa suite
di danze senza sortita

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(2011)

Spese

24 aprile 2015

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Spese

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mi piacerebbe rispondermi
quando mi chiedo perché
siano abbastanza due soldi
spesi di troppo per mettere
fuori fase la giornata
come se il rischio più vero
fosse davvero di essere
relegati dentro il limbo
di chi non si può permettere
di spendere, di chi vive
al di fuori, chi non vive,
prosciugato il suo destino
salvo che d’ansia

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(2011)

Replay: Da dentro

31 marzo 2015

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Da dentro


da dentro l’apocalisse
guardare fuori, sentirsi
strattonare dappertutto
tenendo forte la rotta
per provare quanto il quadro
dello scorrere adeguato
della normalità delle
cose appaia sicuro anche
da qui, dove tutto turbina
e canta e grida e percorre
con incalzante insistenza
il tuo tempo

 

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(2011)

Replay: Il cartellone

24 marzo 2015

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Il cartellone



i ragazzi che si baciano nel cartellone esposto
fuori dal negozio sanno che quella è pubblicità
e non è una cosa vera, ma non sanno fare a meno
nell’appoggiare le labbra a quelle dello sconosciuto
di sognare che lo sia, ugualmente perduti nell’attimo
che rende autentico il falso, costringendoci a guardarli
attraverso la finzione, come se quella passione
ugualmente fosse nostra, una superficie profonda
dove sono eterne e pure tutte le cose che appaiono

Los Cristianos, 3 settembre 2011

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(2011)

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