Non dimostrarsi

15 giugno 2018

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Non dimostrarsi

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prendere un’aria oggettiva non dimostrarsi coinvolti
usare terze persone evitare le metafore

che possano dimostrare qualche attenzione fantastica
nei confronti delle cose che ci attraversano scrivere

simulando una stazione del non esserci morire
almeno un poco ogni verso ma morire veramente

non fingere ed ostentare un dolore costruito
lasciare il nulla fluire che ci fa pieni di voci

 

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(2011)

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Replay: Il cerotto

22 maggio 2018

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Il cerotto



ecco, ho tolto il cerotto,
sono passati tre giorni,
la pelle vecchia si appoggia,
separata, a quella nuova,
c’è un punto rosso nel mezzo,
un cuoricino di sangue,
un messaggio dall’interno
di me alle mie razionali
civilizzate emozioni,
un piccolo volto vivo
del mio corpo forestiero
a me stesso, quasi fosse
anche lui in possesso d’una
parola legittimata
a trasmettere il senso

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(2011)

Replay: Sangue

8 maggio 2018

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Sangue



e quando il gambo ha ceduto
di colpo è scattato avanti
il coltello, liberato
dai vincoli verso il dito
di carne, più in basso, vero,
gonfio di un sangue scarlatto
che si rivela alla vista
pian piano, in un fiume piccolo
di morbosa meraviglia,
da guardare, inquieto, splendido,
una minuscola vita
disciolta e morente, scura,
lucida, pulsante, strana
contro il verde acceso della
verdura

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(2011)

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Leggono il giornale



leggono il giornale, qui, si raccontano le storie del mattino, qui
si lamentano del freddo, si siedono davanti a me, mi
guardano una frazione di secondo, qui, e hanno
le unghie laccate, le dita inanellate, il doppio mento, i bottoni
che definiscono i confini dell’intimo, quelli di questo io
che è proprio nostro e guai, guai a dimenticarselo
aperto, col cappotto sbottonato, la pelle che lusinga
l’impudenza dell’aria, degli sguardi stupiti, compiaciuti,
delle mani che la incontrano, cercano, coinvolgono
in un ritmo che non è del mattino, non è da fruscio
discreto di fogli di giornale
divaricati da dita asciutte di lettori, alla ricerca del giorno,
all’alba fredda, al lavoro

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(2011)

Replay: Sincronicità

6 marzo 2018

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Sincronicità



un dettaglio di canale,
di fosso, di breve darsena
fluviale, uno sguardo lungo
che attraversa la pianura
pullulante d’incertezze
liquide, di faglie del
tessuto ininterrotto vegetale
che è rete viva e drammatica
di questo sentirmi vivo,
acqua tra l’erba, acquitrino
pulsante, palude dei
sogni sognati in profonda
sincronica densità

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(2011)

Replay: Tenera

20 febbraio 2018

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Tenera

ecco che torni nell’acqua
dentro il gioco minerale
delle onde che circondano
il tuo corpo d’acqua, sali
e ridiscendi nel cerchio
fresco del piacere antico
di non essere altra cosa
che un luogo, un punto qualsiasi
del mare nell’altro mare,
un’increspatura tenera
dell’esserci

La Tejita, 21 agosto 2011

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(2011)

 

La coincidenza

29 dicembre 2017

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La coincidenza


avevo già in parte scritto
queste righe quando forse
per coincidenza o magari
per coincidenti illusioni
qualcun altro si è trovato
a svilupparne di identiche
e mi devo domandare
approfittando così
dell’occasione se forse
non sia stata già annullata
la differenza tra noi
e se io non stia vivendo
almeno in forma accennata
la sua vita adesso che
lui sta vivendo la mia

 

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(2011)

Imminenza

6 ottobre 2017

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Imminenza

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che sta per piovere, che
l’aria si è fatta più fresca,
che il cielo è adesso pesante,
che annuso l’odore che
produce la terra, che vedo
tutte le cose all’intorno
in sussulto, bisbigliare
piano la propria apprensione
che mi stanno trasmettendo
voce dopo voce, albero
dopo albero, visione
dopo visione, inquietudine
vasta, alta, grigia, fresca
sino al tramestio di inizio
dei battiti di tempesta
delle parole dell’acqua
delle lacrime degli angeli
d’ansia diffusi a distendere
le trombe gravi del tuono

 

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(2011)

Nelle viscere

14 luglio 2017

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Nelle viscere

 

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ha perso tutte le onde che lo avevano riempito
di irripetibili ritmi di vaghe interiorità
brevi discorsi scostanti di passioni naturali
lunghe infilate di gesti che ripetono ripetono
riaprono gli ritornano incontro ancora ribadiscono
che basta stare a sentire basta che stiano a vedere
non c’è che da stare lì assorbendo quel dialogo immobile
quel destino destinato da così tanto lontano
che non basteranno i suoi sforzi e la sua fiacca inventiva
ad affondarsi altrettanto nelle viscere dei versi

 

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(2011)

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è il rumore sordo, basso,
improvviso dello sbattere
del corpo pieno dell’onda
sulla pietra conformata
da millenni del riceverla
così che lo schiaffo è intero,
totale, amoroso, fervido
di spruzzi di schiuma candida
per un momento sospesi

e poi ricadenti a scroscio
sopra la mano del mare

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(2011)

Le cose

10 marzo 2017

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Le cose

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di questa luce del sole
orizzontale restiamo
ogni volta prigionieri
perché cambiano le cose
a quest’ora della sera
la loro sostanza e sembrano
gonfiarsi di luce come
un palloncino leggero
che se ne ride del peso
e della gravità

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(2011)

Di colpo

10 febbraio 2017

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Di colpo

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piove forte sopra l’acqua
piatta del lago, un diluvio
grigio, insistente, sferzante
che solca appena di bolle
lo specchio, e revoca intanto
l’apertura del discorso
tra quella natura e noi,
teneri uomini pigri
terrorizzati dall’acqua
e dall’attimo che schizza

 

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(2011)

Del nostro

30 dicembre 2016

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Del nostro

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attraversando il tuo corpo attraversando la tua voce
attraversando la perdita attraversando la tua assenza
attraversando il destino delle cose che non hanno
attraversato il destino le parole attraversando

che hanno definito ancora una volta quello che sei
quello che tu sai di essere quello che credi di

poter veramente fare attraverso il respiro delle
solitudini reciproche attraverso il tuo respiro

le parole che non riesci a pronunciare e mai più mai
più saranno questo ansimo questo battito fiero

di silenzi d’improvviso di pelle che non si può
più mai toccare più mai considerare come parte

di quel nostro improponibile quadro gonfio d’amore

 

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(2011)

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Bisogna lavarsi
(canzone dell’estremista)

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bisogna lavarsi, essere puliti, essere pronti,
bisogna credere, essere puliti, fare fronte
ad ogni difformità, puliti, ripulire il mondo

che non è adatto, non più corrispondente ai requisiti,
che resta sporco, il nemico dell’ideale circonda
gli sparvieri del destino, noi che ripuliamo, noi

che siamo stati mandati, che il destino siamo, noi
che eroicamente morire ci circonfonde di luce,
noi puliti, noi antica degli dei nuova vendetta

 

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(2011)

Innumerevoli

15 luglio 2016

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Innumerevoli

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ancora una volta ancora
quattro cinque innumerevoli
sono le occasioni perse

 

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(2011)

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