Le cose

10 marzo 2017

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Le cose

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di questa luce del sole
orizzontale restiamo
ogni volta prigionieri
perché cambiano le cose
a quest’ora della sera
la loro sostanza e sembrano
gonfiarsi di luce come
un palloncino leggero
che se ne ride del peso
e della gravità

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(2011)

Di colpo

10 febbraio 2017

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Di colpo

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piove forte sopra l’acqua
piatta del lago, un diluvio
grigio, insistente, sferzante
che solca appena di bolle
lo specchio, e revoca intanto
l’apertura del discorso
tra quella natura e noi,
teneri uomini pigri
terrorizzati dall’acqua
e dall’attimo che schizza

 

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(2011)

Del nostro

30 dicembre 2016

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Del nostro

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attraversando il tuo corpo attraversando la tua voce
attraversando la perdita attraversando la tua assenza
attraversando il destino delle cose che non hanno
attraversato il destino le parole attraversando

che hanno definito ancora una volta quello che sei
quello che tu sai di essere quello che credi di

poter veramente fare attraverso il respiro delle
solitudini reciproche attraverso il tuo respiro

le parole che non riesci a pronunciare e mai più mai
più saranno questo ansimo questo battito fiero

di silenzi d’improvviso di pelle che non si può
più mai toccare più mai considerare come parte

di quel nostro improponibile quadro gonfio d’amore

 

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(2011)

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Bisogna lavarsi
(canzone dell’estremista)

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bisogna lavarsi, essere puliti, essere pronti,
bisogna credere, essere puliti, fare fronte
ad ogni difformità, puliti, ripulire il mondo

che non è adatto, non più corrispondente ai requisiti,
che resta sporco, il nemico dell’ideale circonda
gli sparvieri del destino, noi che ripuliamo, noi

che siamo stati mandati, che il destino siamo, noi
che eroicamente morire ci circonfonde di luce,
noi puliti, noi antica degli dei nuova vendetta

 

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(2011)

Innumerevoli

15 luglio 2016

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Innumerevoli

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ancora una volta ancora
quattro cinque innumerevoli
sono le occasioni perse

 

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(2011)

Adesso

1 luglio 2016

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Adesso

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è adesso, al mattino delle sei, che si incrocia sul treno
il destino, nella parte di un controllore pedante

o di una bionda dall’aria affannata o di quel sedile
macchiato d’indefinibili resti di chissà cosa

di poco amabile, tragico nella sua mattiniera
instabile indegnità, questo insistere dell’intera

compagnia per ribadirmi ciò che giorno dopo giorno
non arriverò a capire, quasi percependo che

pure io vi devo avere il mio ruolo, e non rimanermene
qui in platea intorpidito dall’impossibilità

dell’ora e di questo buio ancora spalmato di fuori

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(2011)

Replay: Noi siamo qui

9 febbraio 2016

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Noi siamo qui


noi siamo qui tutti vivi preoccupandoci dei morti
che noi saremo domani, noi siamo qui tutti stretti
attorno a qualcosa che sensibilmente non c’è,

noi siamo qui tutti morti, tutti morti, tutti quanti
a quest’ora morti, e forse neppure forse possiamo

danzare questa pavana conclusiva questa suite
di danze senza sortita

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(2011)

Spese

24 aprile 2015

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Spese

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mi piacerebbe rispondermi
quando mi chiedo perché
siano abbastanza due soldi
spesi di troppo per mettere
fuori fase la giornata
come se il rischio più vero
fosse davvero di essere
relegati dentro il limbo
di chi non si può permettere
di spendere, di chi vive
al di fuori, chi non vive,
prosciugato il suo destino
salvo che d’ansia

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(2011)

Replay: Da dentro

31 marzo 2015

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Da dentro


da dentro l’apocalisse
guardare fuori, sentirsi
strattonare dappertutto
tenendo forte la rotta
per provare quanto il quadro
dello scorrere adeguato
della normalità delle
cose appaia sicuro anche
da qui, dove tutto turbina
e canta e grida e percorre
con incalzante insistenza
il tuo tempo

 

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(2011)

Replay: Il cartellone

24 marzo 2015

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Il cartellone



i ragazzi che si baciano nel cartellone esposto
fuori dal negozio sanno che quella è pubblicità
e non è una cosa vera, ma non sanno fare a meno
nell’appoggiare le labbra a quelle dello sconosciuto
di sognare che lo sia, ugualmente perduti nell’attimo
che rende autentico il falso, costringendoci a guardarli
attraverso la finzione, come se quella passione
ugualmente fosse nostra, una superficie profonda
dove sono eterne e pure tutte le cose che appaiono

Los Cristianos, 3 settembre 2011

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(2011)

Replay: L’onda

17 marzo 2015

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L’onda



l’onda risale la rampa
si spinge fino alla strada
si stende sopra l’asfalto
come cera, come olio,
scorre attraverso le crepe
in una minima effimera
orografia, ridiscende
per vie diverse, frusciando

El Puertito, 29 agosto 2011

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(2011)

Replay: Specchio di lago

20 gennaio 2015

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Specchio di lago



se io ti dovessi amare
come ti ho amato una volta
come quest’acqua di lago
così tranquilla e profonda
se ti dovessi pensare
come ti ho pensato allora
come una vita impossibile
da avere eppure avuta
come uno specchio insondabile
e grande e liquido e vivo
e grande e vivo e incredibile
da percorrere coi sensi
e col pensiero, se fossi
pieno di te come allora
forse non comprenderei
che tu esisti anche al di fuori
del mio pensiero e del mio
imperversante volerti

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(2011)

Replay: Il mio me

13 gennaio 2015

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Il mio me


il mio me era un bambino
in un suo cerchio stregato
di nuvole e di erba, stretto
dentro l’ansimo di giugno

che lo incalzava il profumo
delle vacanze, perché
era fiorito là fuori
il tiglio, e lui percepiva
quale eternità d’estate
gli si venisse annunciando

il mio me non tollerava
tanti perché, annusava
e fremeva, si slanciava
e nel mattino era vivo,
e il mondo era tutto un tremito

non si chiedeva dov’ero
io, che cosa sarei stato
io, che cosa avrei pensato
io, quarant’anni più tardi,
di quel mio me intento a vivere,
di quel mio me dove io
io non vivevo ancora

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(2011)

Replay: Senza

23 dicembre 2014

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Senza

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non so nemmeno pensare
più che cosa ti farei
se tu fossi il consenziente
oggetto delle mie voglie
perché saranno le voglie
le voglie stesse che si
sono dissolte tra noi
oppure è solo stanchezza
seguita a tanto pensare
senza mai potere agire
perché anche la delusione
si conquista le sue terre
grigie, i suoi palazzi vuoti,
pallide facciate senza
corpo, senza carne, senza
nessun futuro d’amore

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(2011)

Replay: Straniero

2 dicembre 2014

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Straniero



se io ritornassi dopo
lungo tempo via, straniero
ormai, esausto, oscuro,
la barba lunga ingrigita,
lo sguardo schivo del profugo,
pure a te irriconoscibile,
tu mi faresti lavare
i piedi, mi inviteresti
al pranzo dei tuoi potenti
ospiti, permetteresti
a questo sconosciuto
che ti è parso riconoscere,
di prendere in mano l’arco
sterminatore che fu
del tuo scomparso marito?

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(2011)

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