Il silenzio del disegno

22 settembre 2017

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Il silenzio del disegno

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il silenzio del disegno è fitto, non mancano solo
le linee delle parole, tutto si svolge all’interno
di una bolla di colore, in un nirvana di vettori
diafani allacciati in un complicato singolo nodo

 

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(2012)

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I camini

1 settembre 2017

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I camini

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avanzano, stanno, avanzano ancora, stanno di nuovo
immobili, stanno fermi, là contro la luna bianca

che fuoriesce dal colore del cielo, azzurro, procedono
come in quel gioco che appena chi lo conduce si volta

scattano tutti, per poi tutti ripresentarsi immobili
quando lui torna a guardare, ecco, per le vie di roma,

uno due tre, i camini, ecco che avanzano, stanno,
contro la luna nel fondo, rossi ed immobili, avanzano,

uno due tre, stanno, avanzano ancora, si manterrebbero
quieti se loro potessero, al caldo, al tepore interno

del loro fumo, del loro stesso intestino, ci guardano
dal tetto sotto la luna chiara del cielo del mondo

di un altro mondo, avanzando, aspettando, scattando avanti
nell’attimo cieco, quando non li controlliamo più

 

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(2012)

È rimasta

5 maggio 2017

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È rimasta

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è rimasta solo l’acqua, si sono dissolte, poi,
le figure che riempivano di senso il mondo, adesso
imbarbagliano i riflessi soltanto l’assenza, l’acqua
è un corpo compatto blu

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(2012)

È davvero

14 aprile 2017

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È davvero

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è davvero questo il posto dei colori trasmutati,
l’isola del loro sogno, dove si accendeva il mondo
in orgasmi trasparenti, per la luce troppo chiara,
è davvero questo posto dove giocano al volano,
smuovono la sabbia, giacciono come serpenti nel sole

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(2012)

Dopo la menopausa

24 marzo 2017

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Dopo la menopausa

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non dovrebbe essere meglio? o peggio? non dovrebbe forse
cambiare almeno qualcosa? come accade che il presente
rimanga sempre presente e non smettiamo di annodarci
nell’identico medesimo laccio di tutti i tempi?
sei sempre così sicura di volermi come prima?
sono sempre così certo che non ci sono flessioni
nel discorso che trascorre i nostri corpi? nel rivolgermi
al labirinto nascosto del tuo ascolto? nel sentire
che la tua voce mi imbeve della nostalgia consueta
di te? incertezza e ignoranza sono parte del sapere,
la gente resta seduta, l’arrivo non è lontano

 

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(2012)

Dentro

27 gennaio 2017

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Dentro

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guardiamoci dentro, forse resterà quieto il respiro

che ci respira da dentro, che ci chiede di sentire
che cosa noi dentro siamo, quanto spinga questo male
che dentro noi ci rosicchia, ci arrovella, ci rovina,
ci chiede di non uscire nella luce della stella,

nel faro tetro degli altri, nel derisorio meriggio
del confronto, nell’aperto raccapriccio dello specchio

 

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(2012)

Del non detto

16 dicembre 2016

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Del non detto

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ci sarà una via d’uscita da questo culo di sacco?
dal fondo della bottiglia, da ogni destino scritto
già a monte, dal sentimento di non avere più scampo
dalle giornate grigiastre, dai matrimoni ammuffiti,

ci dev’essere una strada per dire quello che non
si può dire, che è impossibile dire, che rimanendo
non detto si lascia scorgere e poi ci inganna, perché

non ci rimane altro modo che l’inganno per ancora
poterci almeno illudere di arrivare a capire

 

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(2012)

Colgo parole

18 novembre 2016

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Colgo parole

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colgo parole, “nei minimi dettagli” sento che
stanno dicendo tra loro, colgo frammenti di voce
che attraversano lo spazio che separa il corpo dai

corpi che emettono i suoni, e sono corpi veri, sono
promesse astratte di qualche contatto che nei dettagli
minimi del suo sentire contrappassi le parole

in quello che non saprebbero attraversando lo spazio
le parole far sentire al respiro senza voce
della pelle

 

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(2012)

Bianco, mosso

7 ottobre 2016

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Bianco, mosso

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bianco, mosso, solamente un’allusione di quel rosso
e un po’ giallo nelle case sopra la scarpata sopra
l’alveo bianco del torrente, il bianco nell’aria, negli alberi

dai tronchi che non ci riescono, davvero non ci riescono
ad essere neri, bianco e bianco nella luce senza
direzione, sopra il mondo che sembrerebbe svanire,

sopra il treno che mi tiene nel suo tecnico tepore,
nella dilazione tecnica per consapevolezza
della non appartenenza a questo luogo di passaggio,

della non accettazione di questa indisposizione
accidentale del mondo, del non essere davvero
incarcerati nel bianco, dentro il freddo, dentro il vuoto

 

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(2012)

Replay: Non ho mostrato

19 luglio 2016

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Non ho mostrato

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non ho mostrato a nessuno il rovescio della mia
vita, non ho raccontato a nessuno il lato nascosto

di come stanno le cose, a nessuno ho permesso di
scartabellare nel ventre di quello che sta nascosto

dentro il ventre più profondo dell’anima, dentro i vani
del ventricolo di mezzo, dentro il cuore della melma

del mio cuore, non ho detto a nessuno chi sono, non
dirò a nessuno che sono, che sono qui, che ci sono,

non possiedo le parole per discendere là dove
le parole non ci servono più, le parole per

saper tacere davvero

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(2012)

Replay: Verso per verso

5 luglio 2016

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Verso per verso

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verso per verso, improvvise schiarite nell’incoscienza
della voce, verso a verso, voce a voce, l’incertezza
sventa volto su volto, compone l’insicurezza

con la mia ragione vuota, mia vigile incandescenza
dei sensi, mia voracissima vita, mia avvelenata
speranza, mia vivacissima voglia di farmi voce

a mia volta nel mio essere, nella presenza avara
di chi mi dichiara: io, potrei veramente volere,
potrei vantarmi di vivere davvero dentro me,

e persino essere voce verso per verso di me,
voce per voce del mondo, viso a viso, mondo a mondo

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(2012)

Replay: Chiamarlo io

14 giugno 2016

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Chiamarlo io

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è sempre lo stesso il punto, chi mi stia esprimendo qui,

da dove vengan fuori le parole che qui stanno
marcando col nero questa pagina altrimenti campo

vuoto, terribile, algido, come se si parlasse

perché un tracciato qualsiasi è già una certezza per noi
che stiamo in faccia al deserto, ed è bello avere con noi
qualcuno che lo trasformi in qualsiasi cosa che non

sia soltanto sabbia, e quello chiamarlo io

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(2012)

Replay: Di sangue

1 dicembre 2015

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Di sangue


le rose esplodono, rosse, cremose come di sangue,
nel sole che fa più verde il verde denso del cespuglio,

le rose cremisi, gonfie di un eccesso di calore,
di un traboccare d’amore, di un furore incandescente

di maggio, di giugno, d’ansia d’effimera e risonante
emozione che trabocca, rossa, carne di velluto,

le rose cremisi esplodono, gridano come di sangue,
tacciono, stanno, si lasciano toccare, si abbandonano

allo sguardo di chi passa, sono vive, esangui, splendide,
non hanno mai più pudore

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(2012)

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Signora dei Poeti Felici


Signora dei Poeti Felici, quelli che incontri
alle feste letterarie, ai convegni, agli incontri
col pubblico, impegnati lettori di se stessi, impegnati
scambiatori di doni (che sia davvero il dono
l’essenza della poesia?), Signora dei Poeti che si vedono
proiettati finalmente nel tuo nome, in un minimo
ma decisivo attraversamento dei secoli

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(2012)

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Signora dell’Indifferenza


Signora dell’Indifferenza, io ti conosco bene, io ti conosco
a fondo, passo le mie giornate sotto il tuo ottuso ombrello,
sono tuo figlio, tuo marito, il tuo riottoso amante, sono colui
che non per scelta non capisce, ma come potrei, se capissi
quello che è nitido fuori dal tuo cerchio, resistere un giorno solo
alla vergogna, convivere con ciò che è giusto quando quasi tutto
mi sarebbe sbagliato, Signora dell’Indifferenza, dalla tua ombra
mi serve però vedere, non troppo, ma vedere, per non essere,
in fin dei conti, indifferente anche a Te

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(2012)

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