Replay: È rimasta

14 marzo 2021

.

.

.

È rimasta

.


è rimasta solo l’acqua, si sono dissolte, poi,
le figure che riempivano di senso il mondo, adesso
imbarbagliano i riflessi soltanto l’assenza, l’acqua
è un corpo compatto blu

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2012)

Replay: È davvero

21 febbraio 2021

.

.

.

È davvero

.


è davvero questo il posto dei colori trasmutati,
l’isola del loro sogno, dove si accendeva il mondo
in orgasmi trasparenti, per la luce troppo chiara,
è davvero questo posto dove giocano al volano,
smuovono la sabbia, giacciono come serpenti nel sole

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2012)

Replay: Dopo la menopausa

31 gennaio 2021

.

.

.

Dopo la menopausa

.


non dovrebbe essere meglio? o peggio? non dovrebbe forse
cambiare almeno qualcosa? come accade che il presente
rimanga sempre presente e non smettiamo di annodarci
nell’identico medesimo laccio di tutti i tempi?
sei sempre così sicura di volermi come prima?
sono sempre così certo che non ci sono flessioni
nel discorso che trascorre i nostri corpi? nel rivolgermi
al labirinto nascosto del tuo ascolto? nel sentire
che la tua voce mi imbeve della nostalgia consueta
di te? incertezza e ignoranza sono parte del sapere,
la gente resta seduta, l’arrivo non è lontano

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2012)

Replay: Dentro

29 novembre 2020

.

.

.

Dentro

.


guardiamoci dentro, forse resterà quieto il respiro

che ci respira da dentro, che ci chiede di sentire
che cosa noi dentro siamo, quanto spinga questo male
che dentro noi ci rosicchia, ci arrovella, ci rovina,
ci chiede di non uscire nella luce della stella,

nel faro tetro degli altri, nel derisorio meriggio
del confronto, nell’aperto raccapriccio dello specchio

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2012)

Replay: Del non detto

1 novembre 2020

.

.

.

.

Del non detto

.


ci sarà una via d’uscita da questo culo di sacco?
dal fondo della bottiglia, da ogni destino scritto
già a monte, dal sentimento di non avere più scampo
dalle giornate grigiastre, dai matrimoni ammuffiti,

ci dev’essere una strada per dire quello che non
si può dire, che è impossibile dire, che rimanendo
non detto si lascia scorgere e poi ci inganna, perché

non ci rimane altro modo che l’inganno per ancora
poterci almeno illudere di arrivare a capire

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2012)

Replay: Colgo parole

27 settembre 2020

.

.

.

.

Colgo parole

.


colgo parole, “nei minimi dettagli” sento che
stanno dicendo tra loro, colgo frammenti di voce
che attraversano lo spazio che separa il corpo dai

corpi che emettono i suoni, e sono corpi veri, sono
promesse astratte di qualche contatto che nei dettagli
minimi del suo sentire contrappassi le parole

in quello che non saprebbero attraversando lo spazio
le parole far sentire al respiro senza voce
della pelle

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2012)

Replay: Bianco, mosso

23 agosto 2020

.

.

.

.

Bianco, mosso

.


bianco, mosso, solamente un’allusione di quel rosso
e un po’ giallo nelle case sopra la scarpata sopra
l’alveo bianco del torrente, il bianco nell’aria, negli alberi

dai tronchi che non ci riescono, davvero non ci riescono
ad essere neri, bianco e bianco nella luce senza
direzione, sopra il mondo che sembrerebbe svanire,

sopra il treno che mi tiene nel suo tecnico tepore,
nella dilazione tecnica per consapevolezza
della non appartenenza a questo luogo di passaggio,

della non accettazione di questa indisposizione
accidentale del mondo, del non essere davvero
incarcerati nel bianco, dentro il freddo, dentro il vuoto

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2012)

 

perché mi dice
(2012)

Da Distonia, Kurumuny, 2018

 

Replay: Luminescente

17 marzo 2019

.

.

.

.

Luminescente


a scendere vasca dopo vasca verso il lago, verso
l’entità luminescente che sta in fondo, così vasta
che c’è qualcosa in eccesso, sempre, nel chiarore che
stabilmente ne traspare, sempre, verso l’entità

luminescente che è il lago, così vasta che l’eccesso
del suo chiarore traspare, che la luce grida, che

ci dimentichiamo in questa gloria che la superficie
non vive la stessa vita di quello che le sta sotto

con la sua nota blu, ferma e poi sempre e sempre più
ferma nella nota nera, quella del buio del fondo,

quella dei morti del fondo, quelli che la luce getta
dentro il compatto sparire a vasca a vasca nel lago,

nel fondo dell’entità luminescente, buio a buio,
freddo e alieno, morte a morte, nel trattenere il respiro

che ascenderebbe a gorgogli, frusciante sotto la pelle
fredda, contro il suo silenzio, contro il silenzio dell’acqua
nera, contro il nero pieno del sangue freddo del fondo

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2012)

Replay: Gonna

15 gennaio 2019

.

.

.

.

Gonna


su quella gonna che oscilla le parole non esprimono
nessun potere, si fermano lì, sotto l’orlo lieve
e il suo discorso di onde vaghe, il suo stagliarsi instabile
contro il fondo indifferente, il suo suggerire incalzante
alle parole di smetterla, che è un altro campo quello,
e che nemmeno lo sguardo può sperare di risolvere
tutta l’infelicità del protendersi dentro l’alveo
ispido del desiderio, arrestandosi lì, all’attimo
in cui la porta si apre, l’oscillazione si chiude
nell’ombra di là, lo sguardo insiste ancora un poco, poi
dimentica, divagando, divergendo, desolato

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2012)

Replay: Sogno

4 dicembre 2018

.

.

.

.

Sogno


cosa vuole questo sogno indecente questo racconto
che non si può raccontare questo ineffabile fare
che rimane un suggerire stili di fuga impossibili
e alternative impensabili questo fremito acuto
ai miei sensi alla mia vita prigioniera alla paura
di rompere l’incantesimo che ci sostiene a galla
cosa vuole questo vivido intrecciare inopportuni
sguardi nel posto sbagliato nel sogno che non va detto
a cosa serve sognare quel dialogo inconfessabile
se il rischio è precipitare in un baratro più vorace

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2012)

Replay: Come

13 novembre 2018

.

.

.

.

Come



come gazzelle in prigione, alte euforbie nel recinto
del vaso, come un oceano cui sia interdetto trascorrere
tra una cresta troppo grande e la seguente, come figli
del sole duro dispersi nella cruda bruma della
speranza, come creature il cui nome sia andato perso,
come nomi persi, come nomi dissanguati attorno,
ora che dilaga il suo disordine, il suo cupo ordine
di vaso, d’acquario, di prigione, di nebbie, di celtiche
costellazioni di ghiaccio, senza pulsanti gazzelle,
senza sotto il sole alte euforbie, senza vita e senza
antica e autentica morte

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2011)

Questa poesia, come quella postata l’11 maggio, è stata scritta a suo tempo a caldo in risposta a un appello di Gianmario Lucini, in seguito al gratuito omicidio, a Firenze, nel dicembre scorso, di un immigrato africano. In risposta a Lucini avevo poi preferito l’altra.

Prendi il silenzio

28 settembre 2018

.

.

.

Prendi il silenzio

.


prendi il silenzio, rovescialo nella campana timida
del vespro, metti nel buio di questo incontro la voce
tra ombre, tra voci calde e quiete, tra trepide braci

di amorevole follia, biscotti, tazzine, le labbra
che mescolano sapori e parole, freddo all’esterno
delle finestre serrate, che i rintocchi ti rivelano

con questo avvento notturno, nel riverbero dei volti
tintinnii di porcellane albine, mani che raccontano,
occhi che ora sorridono, guarda il silenzio, lascialo

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2012)

Replay: Di cosa

25 settembre 2018

.

.

.

.

Di cosa


di cosa devo pentirmi quale ammenda devo fare
di cosa devo tacere quale silenzio ho da scegliere
a cosa devo negarmi quale destino mi lascia
di cosa posso parlare quale urlo mi condanna

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2012)

Replay: Così

4 settembre 2018

.

.

.

.

Così



è così, è così, senza uscita, l’ombra è diventata
tutto, è così, è così, si sono ispessite le cose,
l’ombra è diventata tutto, senza uscita, senza meta,
senza nuova vasta vita, così, così, un dilagato
contrappasso all’entusiasmo, che ci portava in avanti
verso quella luce, verso quest’ombra senza metafore

verso quest’ultimo verso, verso quest’ultima stasi

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2012)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: