Replay: Come

13 novembre 2018

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Come



come gazzelle in prigione, alte euforbie nel recinto
del vaso, come un oceano cui sia interdetto trascorrere
tra una cresta troppo grande e la seguente, come figli
del sole duro dispersi nella cruda bruma della
speranza, come creature il cui nome sia andato perso,
come nomi persi, come nomi dissanguati attorno,
ora che dilaga il suo disordine, il suo cupo ordine
di vaso, d’acquario, di prigione, di nebbie, di celtiche
costellazioni di ghiaccio, senza pulsanti gazzelle,
senza sotto il sole alte euforbie, senza vita e senza
antica e autentica morte

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(2011)

Questa poesia, come quella postata l’11 maggio, è stata scritta a suo tempo a caldo in risposta a un appello di Gianmario Lucini, in seguito al gratuito omicidio, a Firenze, nel dicembre scorso, di un immigrato africano. In risposta a Lucini avevo poi preferito l’altra.

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Prendi il silenzio

28 settembre 2018

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Prendi il silenzio

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prendi il silenzio, rovescialo nella campana timida
del vespro, metti nel buio di questo incontro la voce
tra ombre, tra voci calde e quiete, tra trepide braci

di amorevole follia, biscotti, tazzine, le labbra
che mescolano sapori e parole, freddo all’esterno
delle finestre serrate, che i rintocchi ti rivelano

con questo avvento notturno, nel riverbero dei volti
tintinnii di porcellane albine, mani che raccontano,
occhi che ora sorridono, guarda il silenzio, lascialo

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(2012)

Replay: Di cosa

25 settembre 2018

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Di cosa


di cosa devo pentirmi quale ammenda devo fare
di cosa devo tacere quale silenzio ho da scegliere
a cosa devo negarmi quale destino mi lascia
di cosa posso parlare quale urlo mi condanna

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(2012)

Replay: Così

4 settembre 2018

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Così



è così, è così, senza uscita, l’ombra è diventata
tutto, è così, è così, si sono ispessite le cose,
l’ombra è diventata tutto, senza uscita, senza meta,
senza nuova vasta vita, così, così, un dilagato
contrappasso all’entusiasmo, che ci portava in avanti
verso quella luce, verso quest’ombra senza metafore

verso quest’ultimo verso, verso quest’ultima stasi

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(2012)

Replay: Della sostanza

17 luglio 2018

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Della sostanza



della sostanza medesima di cui è fatta la
polvere, non quella chiara e splendente dei nostri sogni
ma quella buia che avverte la propria fine nel grido
stoico dell’aspirapolvere, della sostanza stessa,
di quella stessa sostanza, di quello starsene quieti

 


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(2012)

Replay: Sora, sorella

10 luglio 2018

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Sora, sorella



per sora nostra morte corporale, per sora, sorella,
come un’amante, ka la morte secunda no’l farrà male,
no’l farrà, per sora nostra morte, quasi un’amante
la morte secunda, perché no’l farrà male, no’l
farrà, la morte secunda, non quella corporale, sorella,
come un’amante non ci farà del male, non
ci farà, sora, sorella, non ci farà male

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(2012)

Replay: Rimini

26 giugno 2018

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Rimini

 


dio che tristezza quei muri di Fiabilandia nel pieno
della stagione sbagliata quelle parole di favola
senza il gusto della favola ma solo un sospirare
di pervadente sporcizia di foglie secche d’intonaci

incrinati di parcheggi depauperati di cofani
impronte di copertoni e clacson e senegalesi
addetti allo svincolo alla sbarra al flusso che non turbi
col suo interrompersi i sogni giaculatori dei figli

degli zii e dei nipoti e delle nonne che tristezza
il silenzio sopra il lago malato di nostalgia
senza nonne e senza gridi e piccole risa di bimbi

che sanno di Biancaneve che vende i gelati all’angolo
questo vuoto di gelati ora di bimbi bianchenevi
e bar questa morta fase questa lacuna del reddito

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(2012)

Mi fa male

6 aprile 2018

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Mi fa male

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mi fa male, stai dicendo, che in verità non lo dici,
è soltanto un frastagliato mugolio quello che sale

e pericolosamente dalla tua figura, debole
nel letto bianco, nel letto dove ti fa male il tuo

corpo il tuo ventre lo stomaco la milza le budella
coronella le frattaglie della vita, come un pollo

che stia venendo raschiato dentro, e quel pollo sei tu
sorella mia, nella tua voce che mi incontra così bene

 

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(2012)

Me ne sto

9 marzo 2018

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Me ne sto

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me ne sto tutto dentro, perché il sole
satura tutto di fuori, perché la luce
della luce intride tutti i percorsi
di questa spugna ottica che è il mondo

me ne sto tutto dentro, mentre il sole
prova a scavare il mio sasso del senso
la mia caverna oscura dove solo ombre
fresche sono le cose

 

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(2012)

L’eremo delle monache

9 febbraio 2018

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L’eremo delle monache

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all’eremo delle monache, quattr’ore di cammino
per il sentiero innevato, svalicando dentro l’ombra

verso quel sole di là, verso l’eremo delle monache
abbandonato all’inverno, le campane congelate,

tutte le finestre chiuse, nessuno risponde al battito
del batacchio forte sulla porta, risuonano i colpi

verso il bosco, lo sappiamo, è abbandonato all’inverno
l’eremo disabitato delle monache, è incerto

l’addossarsi al muro sotto il sole, sopra qualche sasso
libero dal ghiaccio, in alto le finestre asserragliate

contro un nemico di nulla, contro un’altra assenza, stretti
nell’attesa del disgelo

 

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(2012)

Io

1 dicembre 2017

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Io


quando io ti dico io, tu lo sai bene che io
mi confondo su che cosa sia io, che cosa ti stia
dalla mia parte dicendo, mi è assai più chiaro che cosa

sei tu, progetto del mio desiderio, soggetto che
irrompe, dialoga, segna la persistenza dell’essere

veri, teneri, concreti, amari, capaci, di dire
a loro volta tu, specchio che mi da forma, la più

desiderata di tutte le parole, a dissipare
tutti i sospetti, mattone prodigioso dell’esistere
davvero

 

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(2012)

Il silenzio del disegno

22 settembre 2017

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Il silenzio del disegno

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il silenzio del disegno è fitto, non mancano solo
le linee delle parole, tutto si svolge all’interno
di una bolla di colore, in un nirvana di vettori
diafani allacciati in un complicato singolo nodo

 

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(2012)

I camini

1 settembre 2017

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I camini

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avanzano, stanno, avanzano ancora, stanno di nuovo
immobili, stanno fermi, là contro la luna bianca

che fuoriesce dal colore del cielo, azzurro, procedono
come in quel gioco che appena chi lo conduce si volta

scattano tutti, per poi tutti ripresentarsi immobili
quando lui torna a guardare, ecco, per le vie di roma,

uno due tre, i camini, ecco che avanzano, stanno,
contro la luna nel fondo, rossi ed immobili, avanzano,

uno due tre, stanno, avanzano ancora, si manterrebbero
quieti se loro potessero, al caldo, al tepore interno

del loro fumo, del loro stesso intestino, ci guardano
dal tetto sotto la luna chiara del cielo del mondo

di un altro mondo, avanzando, aspettando, scattando avanti
nell’attimo cieco, quando non li controlliamo più

 

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(2012)

È rimasta

5 maggio 2017

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È rimasta

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è rimasta solo l’acqua, si sono dissolte, poi,
le figure che riempivano di senso il mondo, adesso
imbarbagliano i riflessi soltanto l’assenza, l’acqua
è un corpo compatto blu

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(2012)

È davvero

14 aprile 2017

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È davvero

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è davvero questo il posto dei colori trasmutati,
l’isola del loro sogno, dove si accendeva il mondo
in orgasmi trasparenti, per la luce troppo chiara,
è davvero questo posto dove giocano al volano,
smuovono la sabbia, giacciono come serpenti nel sole

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(2012)

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