ora, nell’ora dell’ora
(2013)

Da Distonia, Kurumuny, 2018

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Starai cuocendo le crêpes

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starai cuocendo le crêpes, starai facendo festa al nuovo
anno, sarai ubriaco, felice, lontano, sempre,

sarai come tutti pronto a cadere nell’anno nuovo,
in tutti i suoi buchi, in tante trappole, starai correndo
dietro a quei sogni che ti hanno concesso, starai contando
i battiti della mezzanotte, sarai prigioniero
qui, là, altrove, dovunque, starai facendo le feste
al nuovo, facendo festa al nuovo, cuocendo le crêpes,

poi sarà bello assaggiarle, mentre si immagina il nuovo,
mentre si crede davvero, mentre si è

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(2013)

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Sotto questa riva

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sotto questa riva verde c’è una china d’insondabili
gesti, di sorrisi lenti, vaghi, un abisso che scende
sotto l’ansia dello sguardo, sotto la lente del giorno,

dove le parole dormono, scontente della loro
inessenza, dove noi passiamo attraverso le forche
feroci della memoria e del rimpianto, dove il senso

si è perso, dove non parlano i gesti, e i sorrisi sono
troppo stancamente ambigui, e la luce sembra un riflusso
d’acqua tra i sassi, stordita

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(2013)

Replay: Sopra il rovescio

26 febbraio 2019

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Sopra il rovescio

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sopra il rovescio annegare del rovescio del mondo
essere gioco nel gioco sull’inverso del gioco
cosa fatta di altre cose nel vuoto della cosa
ritorno lento di note sulla nota che termina

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(2013)

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Sono felici le nuvole

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sono felici le nuvole di avvolgere la terra
da lontano, da vicino, cantano un silenzio fragile,
un’aurora del soffuso, la cancellazione flebile
dei profili, dei colori, così felici le nuvole
di accarezzare la terra, di mangiarla

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(2013)

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Un gradino dopo l’altro

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un gradino dopo l’altro, quanto scendono nel fondo?
l’anima rimane a galla, l’acqua è verde, grigia, torbida,
l’acqua dell’anima è diafana, dicono, si può solo
immaginare che cosa nascerà da questo incontro,
un gradino dopo l’altro, i corpi raccontano storie
che l’anima non conosce, sono scuri, pieni, vivi

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(2013)

Tutti conversano

21 dicembre 2018

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Tutti conversano

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tutti conversano, l’isola del dipinto dei morti
appare e svanisce a destra, non è proprio lei, lo so,

è solamente una macchia di cipressi scuri sulla
riva delle acque immobili del lago, ormai scomparsa

da minuti, da minuti, mentre il treno scorre più
fluido dell’accidentata composizione di queste
macchie di parole, che vorrebbero dire del lago
che è già scomparso da tempo che il desiderio di chi

scrive gli è rimasto appeso, ma il treno ha corso, ma il tempo
ha corso, e le sue parole sono solo agganci limpidi

al pensiero di domani, quello che è sempre capace
di riassumerci felici, anche quando non è il caso

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(2013)

Tutta la notte riluce

7 dicembre 2018

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Tutta la notte riluce

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tutta la notte riluce
la passeggera del mare

signora di ninfe eterne
cavallo di quiete nubi
solca tutti i cieli e va

si nasconde dentro il rosso
del suo sangue che coagula

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(2013)

Terra madre grande

23 novembre 2018

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Terra madre grande

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terra madre grande madre madre grande grande terra
terra terra madre terra madre grande padre piccolo

piccolo amore una volta che il gioco si è rotto non
si riaggiusta più la madre si è rotta e tutti i frammenti

dicono grande la terra dicono terra la madre
dicono la madre tutto il tempo poi dicono il tempo

e le tue perturbazioni avvolgono tutto il tuo tempo
grande madre grande terra terra terra madre terra

piccolo padre del tempo tempo minimo del padre
grande grande grande madre terra minima del cuore

 

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(2013)

Saranno mille e una notte

26 ottobre 2018

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Saranno mille e una notte

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saranno mille e una notte, sarà tutto stato un sogno,
saranno mille incrociate definizioni di sogno,
saranno mille sogni, mille stati, mille notti, una
sola incistata nell’anima, larva che non diventa
mai farfalla

 

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(2013)

Pozze d’acqua

14 settembre 2018

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Pozze d’acqua

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pozze d’acqua, vecchia pietra, ali grigie, grande volo
di piccioni grigioverdi, vecchia pietra, grande volo
di ali grigie, pozze d’acqua, tutto il rovescio del cielo
sul rovescio dello stormo

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(2013)

Oh, le cose

31 agosto 2018

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Oh, le cose

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oh, le cose, sì, le cose, due ragazze si attorcigliano
nel volo come ballassero una lambada, farfalle
di qui le guardano e ridono, è lontana la città

 

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(2013)

Nome buio

1 giugno 2018

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Nome buio

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nome buio della morte
vecchio nome della sorte
sorte nera del morire
guardami ascoltami vivere

 

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(2013)

Nel mio nome

18 maggio 2018

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Nel mio nome

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nel mio nome non sappiamo, non troviamo nel mio nome
cosa necessario fare sia, non ci turbiamo mai

per le conseguenze, non sappiamo quale evoluzione
potranno avere i miei sensi, non ripercorriamo come
cavie il cunicolo cieco del terrore terminale,

non sappiamo nel mio nome quale l’interpretazione
sia che ci è permesso dare del mondo dove le cose
nel quotidiano trionfano, ma non le conosciamo,

non le sappiamo incontrare, non ci basta il nostro nome
quando serve questo nome quando poi mai lo incontriamo

 

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(2013)

Nel dopo

4 maggio 2018

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Nel dopo

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io non ci voglio pensare io non ci devo pensare
io non ci posso non posso non posso pensarci devo

trovare un ritmo diverso devo trovare quel ritmo
che permette di negare il pensiero l’onda che torna

il riflusso del sapere negare la mia coscienza
che quello che non poteva non accadere è accaduto

e siamo di là nell’altra sponda nel regno del dopo
da negare da negare da costringere nel ritmo

del tuo giorno dopo giorno che si apre

 

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(2013)

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