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peraltro, parlarsi ancora davvero serve a qualcosa
che non sia lanciarsi addosso mutuamente particelle

d’incomprensione reciproca? peraltro, siamo affabili
noi, non offendiamo, stiamo così attenti a non ferire

da esser presi per amici, e non riconosciuti come
amanti sulla pedana dell’abbandono! peraltro

questo dolore che infesta le verità della gola
passerà nella parola che ti vorrebbe raggiungere?

sarà infuso nello sguardo che ti vorrebbe fermare?
permetterà che io resista giorno dopo giorno al gesto

che va chiudendo pian piano la porta da cui tu entravi?

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(2014)

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quale stanco magro mare sotto la pioggia che striscia
di brividi i finestrini grondanti del treno grigio

del crepuscolo d’autunno freddo e grigio e mare e buio
che già cresce nascondendo vuoti e grigi tristi hotel

sulla spiaggia abbandonata alla malinconia infinita
da spiaggia fuori affezione foci effimere di fiumi

che si fermano già prima di infondersi al loro mare
piangendo una brezza buia di tardo ottobre sul cuore

grigio grigio grigio freddo vuoto del viaggiatore

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(2014)

Si ascoltava Chopin

4 dicembre 2020

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Si ascoltava Chopin

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ci si affondava nel rito, si ascoltava Chopin, dopo
qualche minuto non più si sapeva dove si stava,

si stava immersi nel rito, le note ci dondolavano
attorno come cetonie ronzanti e dorate, gonfie
del profumo della rosa, si dimenticava il rito,

le cetonie procedevano nell’aria a schiere, a vampe
di malinconia polacca, il rito tendeva a cessare,

e ballavamo nell’aria, il ronzio si chiudeva, elitre
verdi e dorate serrate ora in un silenzio, un vuoto
di melodia, la fatica del tempo appena riacceso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

Sorridi

27 novembre 2020

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Sorridi

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sorridi, che ti è arrivato il messaggio sul cellulare,
parole portano amore, sentimenti appesi al filo
dello schermo illuminato, dove si stagliano come

formiche sul muro bianco, come momenti di gioia
minutissima sul nulla, come scintille sul buio,

semi di grano nel fango, germoglieranno, tu credi

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(2014)

Quando piove

25 settembre 2020

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Quando piove

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quando piove e piove e piove e piove e piove e sei lontano
da casa dentro una stanza dentro un albergo lontano

sotto cui scorre una fila di automobili bagnate
dai tergicristalli mobili le luci tristemente

pallide e piove e poi lontano sono nuvole basse
e nebbia e mondo nascosto nel bagnato e anche le scarpe

presto si sono bagnate pesanti fradice scure
quando scende e scende pioggia fina e triste e sempre e sempre

riempie di tremiti il mondo intride di brividi il senso
delle cose catturate dal freddo allora sarebbe

bello bello bello vivere nel segno strabanale
del sole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

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Alla domanda Ma esiste Dio

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alla domanda Ma esiste Dio il Buddha non risponde,
la domanda era sbagliata, ogni risposta convalida

l’errore sempre di più, il Buddha lo spiega ai discepoli
il giorno dopo, a Sarnath, dove rimane il ficus sotto

cui il Buddha insieme a loro sedeva, come se avesse il
Buddha letto Kant, e sono questi i miei pensieri sotto

l’abbraccio di quel medesimo albero sacro, il silenzio
solo le foglie lo increspano, quasi ad essere ancora

il suono della sua voce

 

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(2014)

Parole e cose

17 luglio 2020

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Parole e cose

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le parole non diventano le cose, si rifugiano
piuttosto nell’euforia di una marmellata semantica

che non le onora, le cose rifuggono a loro volta
la luce di quelle cose che si lasciano descrivere

con parole che si prestano facilmente a mentire,
le parole non si inventano le cose, le avvicinano,

le sfiorano, le raccontano in un’esistenza loro
fantasticata, le cose si lasciano trarre allora

lontano da sé medesime, tanto non gliene importa
un fico cosa si dice nell’altro mondo di loro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

Narciso

5 giugno 2020

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Narciso

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io è bello mi insegnarono da piccolo, negli anni
in cui io non è evidente, quando se ne impara il nome

perché gli altri ti rispondono e poi sorridono quando
tu balbetti io, benché non ti sia chiaro cosa io
è, benché non ti sia chiaro nulla, ma che io è bello

ecco viene ancora e ancora ripetuto, Dio che bello
quel bambino che ha imparato con orgoglio a dire io,
a esser io esser orgoglio essere un senso peculiare

delle tantissime cose che si prendono si mettono
in bocca e non sono io, a differenza di me che sono

perdutamente inondato dal mio riflesso sull’acqua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

Ma solo tue

15 maggio 2020

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Ma solo tue

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bene, non mi devi dire quello che ho già indovinato
da solo, ma non mi devi nascondere tutto quello
che non sarò mai capace di scorgere nella sede

soffice dei sentimenti, il mio discorso abbraccerà
quella sezione di te che saprà cogliere, parole
che avvolgono altre parole, ma solo tue, sentite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

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sotto la linea del mare vedo cagliare le storie
di tanti mesi, non sono più fatte di nulla quando
saltano pronte sull’acqua, sopra il pelo e poi rimangono

come canotti che il vento ha strappato a un bambino, gonfie
di un’aria che le destina alla fuga nel mare alto,

alla sorte di Odisseo, principe di tutte e tutte
le avventure raccontate contro le onde impazienti,

sul palcoscenico mobile del quotidiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

Replay: Del resto, albeggia

16 febbraio 2020

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Del resto, albeggia


del resto, albeggia, il filare interminabile dei pioppi
separa dall’orizzonte l’orizzonte introspettivo

che si radica nel dubbio, il sonno è un amico lontano
che non si può disturbare, è inevitabile che il giorno

definisca ora i pensieri, il sonno è un angolo staccato
della coscienza, si sparge sopra i fari ancora accesi
sull’asfalto il gesto umido di un ferroviere, un brivido

minuscolo e permanente agita i muscoli e la terra
che non riconosce limiti

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(2014)

Replay: Negli ululati

2 febbraio 2020

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Negli ululati


nei scintillanti ululati del cuore, nelle impacciate
vene del dolore, in nome della morte e dell’amore,

si alimenta la tua vita interiore, geme il terribile
dissolutore di gesti e dei tuoi sensi e del rumore,

ma nelle docili grida d’amore, nelle intricate
città del dolore, in gloria del divino incerto amore,

si rammenda la ferita del cuore, tace l’ignobile
livellatore di sensi e dei tuoi gesti e del tuo cuore

che nel nome dell’amore del dolore e del fragore
dissolve il senso, i tuoi gesti non faranno più scalpore

 

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(2014)

Io sono ben consapevole

31 gennaio 2020

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Io sono ben consapevole

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io sono ben consapevole della mia identità
scarsa ondeggiante irrisolta andante debole sconvolta

ogni volta che cercando il nocciolo rassicurante
si sonda in profondità afferrando solo altro, tante

voci fàtiche molteplici consequenzialità
automatiche e abbondante viltà quando si reprime

il sospetto che persino nell’anima non dissolta
non risieda nessun io, ma imperversino le rime

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

Inverno

17 gennaio 2020

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Inverno

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attorno c’è un mite inverno di campi umidi e verdi
di grano già germogliato di erba che non si è seccata

di case che fanno fumo di cieli che fanno grigio
anche nell’anima, intorno c’è un destino un po’ noioso

di campagna fredda fiumi fermi trofei spogli di alberi
racconti che non si dicono sentimenti che non

si fanno sentire, intorno c’è un destino ritardato
di vite fredde figure sparpagliate del ricordo

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

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La città che mi circonda


la città che mi circonda rimane fuori di me,
le sue pareti non sono le mie, siamo corpi a parte,

non compenetrati, siamo coloro che con sospetto
ancora si vanno reciprocamente sorvegliando

in attesa di convincersi che può valer la pena
abbandonarsi all’estraneo, la città che mi circonda

non mi avvolge, mi controlla, che con diffidenza guardo
ancora tutti i piaceri che le sue forme promettono,

e che con circospezione mi sforzo di avvicinarli,
e che solo dubitando la guardo davvero là

dove lei vorrebbe farsi guardare, troppo pericolo
nella promiscuità, troppe attrazioni apparenti nella

frenesia della città che circonda il mio corpo ancora
segnato da inopportune negli anni frequentazioni

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(2014)

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