Basso il sole

16 settembre 2016

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Basso il sole

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basso il sole, il mare sembra uno spettro che traspare
troppo fredde alienità, il mare sembra un alieno
di perla, uno smalto vivo, un riverbero di gabbiani

accidentali, e poi subito un precipizio nel nero
del cielo stellato, presto non saremo nemmeno

più qui seduti a sentire questi troppo lenti lai
dello scorrere che resta

 

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(2015)

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Persi nel cerchio dell’essere

 

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persi nel cerchio dell’essere, memori che nel centro
non ci può essere l’uno, bensì il due, la relazione
o il trascorrere da stato a stato, che mai due volte
ci immergiamo nel medesimo flusso coniugale,

è duplice l’unità, forse molteplice lo stesso
mondo, la parola illude, inganna, devia il sentimento
nell’idea, Platone ride, nascosto in fondo alle cose

 

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(2015)

Pirulipin

24 giugno 2016

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Pirulipin

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pirulipin! come saltano saltellano costellano
come ritornano smettono riprendono e lallero
pirolipon pirolin! discutono smettono sono
solamente suoni dentro questa nostra bolla vuota

sono note che divorziano che abbandonano solo
suoni dentro questa nostra ossessione quando saltellano

abbandonano divorziano e pirulipin sbrindin
sbrindulin soltanto suoni caramelle organizzate

multicolori nell’aria che sa di blu

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(2015)

Portatore di luce

10 giugno 2016

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Portatore di luce

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non calpestate i gigli di campo neanche Salomone
al colmo della sua gloria nemmeno lui è vestito
non calpestate non siete l’arcangelo del Signore

gigli di campo nemmeno l’arcangelo del Signore
è vestito come uno di loro al sommo di gloria

non calpestate non siate Salomone al colmo
della mia miseria al culmine dei gigli degli arcangeli
caduti poi calpestati nell’onta dei cerchi freddi

dell’arcangelo lucifero nella gloria oltre i gigli
di campo del re dei morti che nemmeno Salomone
al sommo della sua gloria è vestito come lo è lui

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(2015)

Tutti rosa

29 aprile 2016

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Tutti rosa


tutti rosa i peschi antichi nel marzo della pianura

il treno attracca Cesena non piove non è nemmeno
mercoledì, il sonno scivola in mezzo a versi che scivolano
fuori da questa coscienza da sette e quarantacinque

essendo in viaggio da un’ora nel marzo della pianura
grato ai peschi roseggianti a tutti i campi verdeggianti
alle case biancheggianti alle pozze celesteggianti

tutto un mondo troppo lirico per quello che possiamo
a quest’ora trattenere

 

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(2015)

Ahi

15 aprile 2016

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Ahi


nel timido gesto pallido del vostro riconoscervi
nella gentilezza sciapa della stretta delle mani

nell’ipocrita riguardo di domande personali
che assai poco si distinguono da quelle generali

nell’allegria un poco rancida con cui viene condito
il complimento immancabile alla signora e ai bambini

nello scambio doveroso di promesse di vedervi
ahi! posso evitare? posso ancora davvero sottrarmi?

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(2015)

Solo i miei occhi

12 febbraio 2016

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Solo i miei occhi


sotto il verde chiaro il verde scuro, i bruni, sotto il monte
l’acqua, tutto scorre, brilla, aspetta, intride, canta, luccica

come un sogno tutto oliato sotto il sole, ed è un’attesa
non mia, non mia, io non sono più qui, non sono sull’acqua

senza termine del mare, la città vuota d’agosto
mi ha preso, solo i miei occhi rimangono

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(2015)

La bustina

29 gennaio 2016

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La bustina


la bustina che si immerge nel tè non è consapevole
del fato del pomeriggio, dell’epos del tavolino,

del tremito del restare ad osservare il passeggiare
di tutti gli altri, si spegne l’ardore dell’acqua calda,

l’ardore delle metafore della vita che fugge,
del sentimento che piange, dell’acqua che si fa scura

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(2015)

Questo specifico cielo

15 gennaio 2016

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Questo specifico cielo


no, no, mi sembra che piova, che tutto attorno a noi il cielo
stia per esplodere come una vecchia caldaia sporca,

magari sporca di fuori, nero fumo, rugginosa,
ma l’acqua dentro sarà magari limpida, magari

fresca, disgregata in spruzzi di spavento ingentilito
dalla consapevolezza della sua natura innocua,

ma noi mi sembra fuggiamo comunque, ma noi mi sembra
comunque evitiamo questo specifico cielo

 

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(2015)

Del, dal

31 dicembre 2015

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Del, dal


dimentichiamoci gli altri, disassociamoci dal
mondo, ma divincolandoci asseriamo il corpo del
trepido disassestato cuore, casa oscura del

dolore, dispossessato fervore, dimentichiamoci
i neri universi del cuore, le colonne del dolore,
del cuore, disassociamoci dagli universi neri,
da tutti i neri spaventi, dal disassesto degli altri,

dal dispossesso fervente, dal cuore, dal cuore, dal

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(2015)

Varie ore

18 dicembre 2015

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Varie ore


staremo qui varie ore, occhieggiando le donne che

passano attorno si siedono consumano rispondono
a messaggi si distraggono si annunciano a lontani

altri, per dimenticare o meglio non dimenticare
che va ingannato il tuo tempo e che resteremo qui varie

ore, dimenticando le donne che passano passano
scompaiono si dissolvono solo si sederebbero
consumerebbero voci di fidanzati lontani

risponderebbero a nomi improbabilmente difficili
esotici astratti, quasi si rivelassero falsi
a qualche altra improbabile indagine da condursi

non qui, non qui, dove stiamo da ore, mentre le donne
passano passano passano, e resta il tempo, permane
la nostra dilazionata ossessione, occhieggiando le

parole parole insistono, passano nel rispondere
a messaggi di messaggi lontani, di voci vacue,

di femmine astratte e tristi, passanti di varie ore,
tavolini inconcludenti, digressione che non termina

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(2015)

Ai semafori tristi

23 ottobre 2015

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Ai semafori tristi


onde leggere di ombre di nuvole trascorrono
l’invaso del lago asciutto, onde pallide di sale,
pallido vento, rincorrono altre folate in silenzio,

guarda le nuvole come vanno, guarda la città
com’è rimasta un altrove staccato, un’altra mostruosa
chimera, guarda le ombre leggere di nuvole, onde

sul lago bruciato, guarda che noi non siamo mai qui,
nuvole di sale nelle strade ai semafori tristi
della pioggia tra le case

 

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(2015)

La luce scende

9 ottobre 2015

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La luce scende


la luce scende, la sera si dissolve come miele
colato dal cucchiaino nella tazza del te caldo

e penetra dappertutto, anche nell’autobus stracolmo
che ci riconduce a casa, le cui lampade già accese

piangeranno gloria ottusa sugli attardati del buio,
gli irriducibili cronici dell’ora troppo piccola,

del vino e dei vecchi amici, quelli che magari poi
ti accompagnassero con la loro macchina, perché

non s’ha da chiedere nulla a nessuno, ed è forte chi
riesce veramente a farlo

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(2015)

Campo verde che si stende

25 settembre 2015

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Campo verde che si stende


campo verde che si stende e corre sino a lontano
lontano lontano campo che si stende e incontra laggiù
una strada che si stende e corre sino a lontano

ancora più e più lontano e incontra il cielo che si stende
e mi incontra allontanato da me alienato da me
un altro io che io sono campo verde che mi stende

io nel campo delle cose lontano lontano che incontra
forse me

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(2015)

Feroce

28 agosto 2015

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Feroce


le foreste della notte ci hanno travolti del tutto
bruciando brillando siamo quelli che vanno a sognare
senza gravi simmetrie e senza lance di lacrime

senza torcere le viscere di nessun cuore violento
di nessun cuore violato quando il tuo cuore ha iniziato
a battere quale trucida mano quale terribile
piede quale mia illusione di passione perfezione
di morte di imperscrutabile splendore quale altra

vicissitudine estrema può richiamarci al modello
arcaico astruso, feroce

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(2015)

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