Parlare d’amore

10 luglio 2020

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Parlare d’amore

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dovrei magari parlare d’amore, dovrei magari
scrivere d’amore, devo forse scrivere di sesso,
ritmi di corpi, viluppi d’anime, versi che urlano

di sentimenti pressanti, potenti, stringenti, devo
magari pensare a come fare incontrare gli amanti
tra le righe di altre storie, tra parole di altri temi,

dire d’amore, pensare di ritmi di corpi, sessi
come parole che si amano, come versi che scontano
sarcastiche ambiguità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

Nella voce della voce

19 giugno 2020

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Nella voce della voce

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nella voce della voce che ti parla con insistenza
riconoscere il dettaglio insinuante intraprendente
rintracciare sfumature di un’identità controversa

nella voce del peccato nel peccato del peccato
nel dettaglio di una voce di un’identità sfumata
nel disagio del dettaglio nell’angoscia della voce

che non è mai veramente stata voce ma memoria
memoria atroce memoria del peccato e del peccato
della mia voce insinuante e delatoria sorprendente

controversa identità nel parlare e nel morire
sfumatura identità nel peccato e nel morire
delatoria intraprendente che ti parla sino alla fine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

Nel lume della notte

12 giugno 2020

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Nel lume della notte

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quale paradiso quale paradosso costruirsi
quale parabola quale parola sovrapporre
alle parole che sono eroicamente parole

che annunciano un paradiso d’illusioni valorose
di paradossi drammatici e interamente irreali
di parabole argutissime ma alla lunga evanescenti

parole che sanno piangere però non sanno capire
che cos’è che rende il vero: cose storicità
inferno o tautologia

tutto scorre tutto tace, nel lume della notte
risaltano allo stesso modo i nomi delle cose che
fuggono da noi lontano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

Mia cara

29 maggio 2020

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Mia cara

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mia cara, vivi al di là della tenda del desiderio
la tua avventura di vita, il desiderio è il mio, io abito
nella camera di qua, lo stesso desiderio che
mi attraversa ci separa, non detengo alcun diritto
sulla tua verità, solo quelli del volerti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

Replay: Pirulipin

10 maggio 2020

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Pirulipin

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pirulipin! come saltano saltellano costellano
come ritornano smettono riprendono e lallero
pirolipon pirolin! discutono smettono sono
solamente suoni dentro questa nostra bolla vuota

sono note che divorziano che abbandonano solo
suoni dentro questa nostra ossessione quando saltellano

abbandonano divorziano e pirulipin sbrindin
sbrindulin soltanto suoni caramelle organizzate

multicolori nell’aria che sa di blu

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(2015)

Ma dove

8 maggio 2020

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Ma dove

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nèbbiano scorrono viaggiano piangono si sconvolgono
per così piccola bruma per così minima notte

bùiano viaggiano siedono sui sedili del treno
sconvolti smarriti oscuri troppo vuoti o troppo pieni

cosa importa questa nebbia se viaggia il treno sicuro
eppure scorrono corrono le brume lungo la notte

sopra i sedili sicuri piangono viaggiano nèbbiano
bùiano dalle finestre aperte al buio dal rumore

inquieto del tempo sotto le ruote discorre nebbia
irrequieto dello scorrere del correre ma dove

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

Luna, notte, cuore

1 maggio 2020

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Luna, notte, cuore

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dentro il cuore della luce della luna, nel romantico
spargersi di tutti i sensi, dentro l’anima del buio
rischiarato, raffreddato dal grido d’argento, dentro

l’ansimo del vento mite, del vento amico, del soffio
notturno delle notizie romantiche della grande

massa d’acqua e massa d’onda del mare sotto la luna,
nel cuore della sua luce, che raffredda con il grido
d’argento, che rende notte la spavalda oscurità,

che mette nel vento il soffio della dea che nasce, nuda,
nelle acque della luna e del mare, notte d’argento
freddo, di gracile vento fresco, di lunghe romantiche

vene di vento, di vene di sentimento di fondo,
elementare sogno, luna, notte, cuore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

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Portatore di luce

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non calpestate i gigli di campo neanche Salomone
al colmo della sua gloria nemmeno lui è vestito
non calpestate non siete l’arcangelo del Signore

gigli di campo nemmeno l’arcangelo del Signore
è vestito come uno di loro al sommo di gloria

non calpestate non siate Salomone al colmo
della mia miseria al culmine dei gigli degli arcangeli
caduti poi calpestati nell’onta dei cerchi freddi

dell’arcangelo lucifero nella gloria oltre i gigli
di campo del re dei morti che nemmeno Salomone
al sommo della sua gloria è vestito come lo è lui

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(2015)

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Le quattro e quarantacinque

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le quattro e quarantaquattro otto sillabe per dire
per disquisire di nulla le quattro e quarantacinque
ci sfuggono le occasioni come i minuti tra le dita

le quattro e cinquanta sono la nuova frontiera oscura
dell’immediato futuro le cinque le sei le otto
una settimana dopo un mese dieci anni pieni

galoppa la fantasia sul nulla il tutto è vuoto il tutto è pieno
di prospettiva, di nulla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

La voce non sta ferma

27 marzo 2020

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La voce non sta ferma

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quando le parole piangono, e la voce non sta ferma
e il mondo sembra scomposto, fuori luogo, come storto,

e il respiro è un incidente tra le sillabe, e non canta
non sorride più il sorriso del sole, l’ondata piena

del calore che alimenta la gloria delle cicale,
quella sillaba fermata dall’assenza di respiro,

quella vita enorme riempie tutte le parole che
hanno lasciato il respiro per rifugiarsi in quel dentro
che ansima ancora più dentro, che ha una voce di vecchia larva,
che è il nascondiglio incrinato dai riflessi dell’assillo,

piangono piangono voci nel ghetto nero del fondo,
il calore ha alimentato l’ascesa delle cicale,

tra i due mondi c’è un canale piccolo piccolo, denso
di memorie sparpagliate tra i tronchi tiepidi

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

Replay: Tutti rosa

15 marzo 2020

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Tutti rosa


tutti rosa i peschi antichi nel marzo della pianura

il treno attracca Cesena non piove non è nemmeno
mercoledì, il sonno scivola in mezzo a versi che scivolano
fuori da questa coscienza da sette e quarantacinque

essendo in viaggio da un’ora nel marzo della pianura
grato ai peschi roseggianti a tutti i campi verdeggianti
alle case biancheggianti alle pozze celesteggianti

tutto un mondo troppo lirico per quello che possiamo
a quest’ora trattenere

 

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(2015)

Replay: Ahi

1 marzo 2020

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Ahi


nel timido gesto pallido del vostro riconoscervi
nella gentilezza sciapa della stretta delle mani

nell’ipocrita riguardo di domande personali
che assai poco si distinguono da quelle generali

nell’allegria un poco rancida con cui viene condito
il complimento immancabile alla signora e ai bambini

nello scambio doveroso di promesse di vedervi
ahi! posso evitare? posso ancora davvero sottrarmi?

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(2015)

 

campo verde che si stende
(2015)

Da Distonia, Kurumuny, 2018

 

Replay: Del, dal

5 gennaio 2020

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Del, dal


dimentichiamoci gli altri, disassociamoci dal
mondo, ma divincolandoci asseriamo il corpo del
trepido disassestato cuore, casa oscura del

dolore, dispossessato fervore, dimentichiamoci
i neri universi del cuore, le colonne del dolore,
del cuore, disassociamoci dagli universi neri,
da tutti i neri spaventi, dal disassesto degli altri,

dal dispossesso fervente, dal cuore, dal cuore, dal

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(2015)

Il volo

3 gennaio 2020

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Il volo

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volo verso l’ulteriore l’indecidibile notte
la proiezione del male retroversione del nulla
palpitazione di sogno volo verso la visione

dell’assenza di visione l’indecifrabile nulla
la vivisezione vivida del vuoto, la frazione
truccata del tempo, volo verso il vuoto, la vertigine

del vuoto, l’indecidibile notte, vuoto, buco, buio

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

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