Replay: La luce scende

13 ottobre 2019

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La luce scende


la luce scende, la sera si dissolve come miele
colato dal cucchiaino nella tazza del te caldo

e penetra dappertutto, anche nell’autobus stracolmo
che ci riconduce a casa, le cui lampade già accese

piangeranno gloria ottusa sugli attardati del buio,
gli irriducibili cronici dell’ora troppo piccola,

del vino e dei vecchi amici, quelli che magari poi
ti accompagnassero con la loro macchina, perché

non s’ha da chiedere nulla a nessuno, ed è forte chi
riesce veramente a farlo

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(2015)

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Dimenticata dall’acqua

4 ottobre 2019

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Dimenticata dall’acqua

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a piangere nel reticolo del giorno, del polveroso
disperdersi del dolore, a ritrovare dissonanze
perdute, disperse, morte ai sensi dall’accumularsi

di abitudini analgesiche, a piangere dentro la luce
del dolore dentro il cielo, dentro il duodeno del sole,

nello spasimo del male, nel bruciare della terra
dimenticata dall’acqua

 

 

 

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(2015)

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Campo verde che si stende


campo verde che si stende e corre sino a lontano
lontano lontano campo che si stende e incontra laggiù
una strada che si stende e corre sino a lontano

ancora più e più lontano e incontra il cielo che si stende
e mi incontra allontanato da me alienato da me
un altro io che io sono campo verde che mi stende

io nel campo delle cose lontano lontano che incontra
forse me

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(2015)

Di un angelo

20 settembre 2019

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Di un angelo

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è l’immagine di un angelo non quello che si precipita
giù dai cieli con le ali da drago bensì l’altro

sterminatore dell’Eden luminoso con la spada
che ci sta davanti entrando nel buio della navata
duecentesca buio anch’esso e tutto di legno scuro

quasi eroso dalle acque di un diluvio improbabile
ma ugualmente spaventoso ad ambiguamente accoglierci

nella sua alterità arcana con la sua tromba di legno
scuro dentro il suo profondo essere immagine a sua volta
del numinoso di mezzo quasi che il caldo di giugno

là fuori potesse fare davvero appello alla materia
secca e vera quella calda che a toccarla ci brucia
quasi come la sua mistica lama

 

 

 

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(2015)

Di corsa

6 settembre 2019

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Di corsa

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di corsa! mancano pochi minuti, mancano pochi
invisibili dettagli di contemporaneità

prima che il tempo rimetta a noi i nostri debiti, come
li rimetteremmo noi se potessimo al divagare

del tempo stesso, al dilagare del nostro movimento,
del nostro esserci, essere nel flusso che si sta

che sta sull’irragionevole punto lì per interrompersi
per rompersi per cadere fuori del nostro discorso

termina il tempo concesso, termina il concepimento
di tutto il tempo, di tutto il senso che siamo capaci

che siamo stati capaci di filare

 

 

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(2015)

Replay: Feroce

1 settembre 2019

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Feroce


le foreste della notte ci hanno travolti del tutto
bruciando brillando siamo quelli che vanno a sognare
senza gravi simmetrie e senza lance di lacrime

senza torcere le viscere di nessun cuore violento
di nessun cuore violato quando il tuo cuore ha iniziato
a battere quale trepida mano quale terribile
piede quale mia illusione di passione perfezione
di morte di imperscrutabile splendore quale altra

vicissitudine estrema può richiamarci al modello
arcaico astruso, feroce

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(2015)

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Contando le sillabe


aderiscono le stringhe alla pelle dei tuoi piedi,
la cosa è sexy, davvero, ma in viso non riesco a vederti,

vedo le unghie laccate d’azzurro, il gesticolare
divertito con le amiche, la pelle già nuda del
polpaccio, azzardo estivo, ma pallido, il crocchio

dei capelli tiratissimi dietro la testa, poi
ecco che appare il profilo, per un attimo, e poi
ancora e ancora, ti infili gli orecchini, ti illumini,

ti sto spiando sul treno, sono quello, dietro di te,
tutto intento a scribacchiare, serio, contando le sillabe

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(2015)

Replay: Avendo sognato

23 giugno 2019

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Avendo sognato

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avendo sognato un’altra, nella cui profondità
s’immergeva il mio adorato alter ego, avendone avuto

delicata sensazione di risveglio, non soltanto
dall’occasionale sonno notturno ma dal sentirsi

dimenticati dal vivere, avendo sognato di
non sognare, di provare una profondità del tutto

antica, nuova, lasciata quella volta in fondo a un angolo
a ricoprirsi di polvere, eppure non rimanendo

scossi a sufficienza per dichiarare guerra alle cose
nel loro solido regno

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(2015)

Replay: Tutti sono vivi

9 giugno 2019

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Tutti sono vivi

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del resto, ecco che ritornano alla base senza aver
concluso nulla, è una guerra, questa, che non si combatte

con le armi che devastano i corpi, non c’è sangue, non
ci sono trippe ostentate orrendamente nel silenzio

incredulo, tutti sono sani, vivi, belli, c’è persino
qualcuno qui che sorride, si va al bar, eppure…

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(2015)

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Ragazza che dorme in treno

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accavallando le gambe, la parte bassa, distesa
della coscia si regala agli sguardi del mondo, come
un’introduzione all’eros, il quale peraltro in questo

corpo che dorme non c’è, si presenta e subito si
ritrae, graffia e non attacca, ci lascia nel non capire
se immaginiamo o se siamo noi immaginati

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(2015)

Dedica

24 Mag 2019

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Dedica

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e bisogna ancora attendere, ancora dobbiamo rendere
omaggio al barrito della saracinesca serale,
al poetico rientrare dei garzoni in motorino

inconsapevoli, sognare il tuo sottoproletariato
leggendario, tra le nubi nella notte sopra Roma
nelle luci di una vita che non c’è più, se è mai stata

qualcosa d’altro oltre a un sogno di un uomo che è stato tanti,
e bisogna ancora attendere, ancora non tutto si è spento
quel sogno, quel sonno, quel vagheggiamento profumato

di notti pericolose, di sporcizia afrodisiaca,
e quanto ti abbiamo amato! bisogna ancora aspettare
per contenderci il tuo corpo

 

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(2015)

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dal finestrino entra l’aria, il sole brucia il tuo braccio
sinistro, per un tornante si sale dopo l’altro,

si taglia l’ombra degli alberi, non si vorrebbe arrivare,
si scende per un caffè, ci si attarda nel fresco tecnico
del bar, fuori il caldo vince, non si vorrebbe cambiare,

si prende una deviazione, quella strada bella che non
facevi da troppo tempo, col navigatore litighi,

lui che il senso del dovere già impostato glie l’avevi
alla partenza, entra l’aria piacevole dal finestrino,

neanche sembra così calda, il sole ti brucia il braccio
sinistro, sono finiti i tornanti, non si vorrebbe

 

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(2015)

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come decadendo insieme, come parlandosi invano
cercandosi sentendosi altrove, come deludendosi

ripetutamente, dandosi per persi, come persi
dispersi nel percorrersi del tempo, dentro lo spasimo

del momento, rivedendosi come non ripotremmo
essere, riraccontandosi così belli, così

veri interi nuovi, come ripercorrendosi invano,
come piangendo nel tempo il domani, il passato, come

decadendo mutuamente allo sguardo, come pian piano
non sopportandosi più

 

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(2015)

Ci sono

15 marzo 2019

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Ci sono

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ci sono tutti i tuoi sogni lì dentro ci sono tutte
le tue proiezioni d’altro ci sono lì dentro tutte

le nostre illuminazioni da un mattino verso l’altro
da un’uscita dalla porta di casa alla prossima

da un incontro al successivo da un risveglio all’altro, nomi
circoscrivono la nostra coscienza nomi di persone

o anche di cose intraviste nomi di nebbia e di fuoco
sogni di brace o di fango risvegli soleggiati

troppo romantiche albe tutte lì dentro tutte quante
noiosamente elencate nei repertori del giubilo

 

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(2015)

Chiusa nell’ombra

1 marzo 2019

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Chiusa nell’ombra

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chiusa nell’ombra, sognata dalle cose che ti attorniano,
negata dal divenire di quella che raccontiamo
come realtà, come amore delle cose che divengono,

relegata dentro al sogno della normalità
come una prigione lieve, dalle sbarre più sottili
e invisibili, racconti, ecco, la tua disillusione,

e così tutti ti ascoltano, perduti nell’illusione
di sentirti

 

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(2015)

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