Quasi all’origine

7 maggio 2021

.

.

.

Quasi all’origine

.


non, mai, forse, quasi, come, certo, sì, progressi veri
riduttivi, elementari, certo, certo, quasi, non
non siamo quasi, tornati, sì, forse, come ritorti

torturati, tentennanti, rivolti quasi alle stelle
progressi certi, rivolti verso volti quotidiani
non quasi ritorti, forse, non, mai, certamente mai

mai volere, mai tornare, non essere, non capire
quasi vivi, non morendo quasi mai, sì, quasi come

come tornando, sì, forse, come morendo, progressi
verso la tua fine, mai, ritorti sempre alle stelle

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

.

.

.

.

.

quando il cielo basso e grigio come un coperchio si abbassa
a chiudere l’effusione naturale delle cose

quando il cielo basso e basso e grigio e scuro ci nasconde
la natura vittoriosa delle cose, quando il cielo

grigio e grigio e basso e buio ci rivela un altro mondo
mondo di attesa, tensione vittoriosa sulle cose,
natura fragile dei coperchi che si abbasserebbero

sulle cose come un cielo grigio, basso e grigio, forse

quando il cielo ci tormenta, forse, quando scuro e buio
forse, non devi mai smettere, non devi incominciare

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Replay: Fiori

25 aprile 2021

.

.

.

Fiori

.


vediamo dei fiori rosa sono là fuori nel parco
disegnano i passi di qualche percorso di estraniazione
che va da me verso il mondo ma anche dalle cose al cerchio

stretto dell’anima che lungamente ho creduto mia
mentre ora so che quei fiori e l’anima stanno ugualmente

solo a portata di sguardo ed eventualmente si occhieggiano
tra loro mentre li spio percependomi come sempre
il solito fiore escluso

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Replay: Resistere

4 aprile 2021

.

.

.

Resistere

.


e resistere, esistere, persistere, ascoltare
per tutto il tempo il ritmo delle cose che trascorrono,
e resistono, esistono, persistono, naufragio

dolce nel tempo del mare, più insistente, permanente,
resistente nel suo ritmo, canone di spuma d’onda,

carico d’ombra, carezza di rocce lucide d’acqua,
contro la pelle le rocce calde ruvide di mare,
contro la pelle il diluvio del sole che corre in mare,

sotto la pelle l’esistere, persistere, resistere,
il tempo è tutto

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

.

.

.

Se ci scoprissimo

 

.


se ci scoprissimo stanchi di vivere il sentimento
fondamentale per vivere, se di colpo ignorassimo

che cosa bisogna fare per esserci, per mettersi
in basica relazione con relazioni di base

che ci si intessono attorno, se d’improvviso nessuno
fosse capace di dirci come si possa reagire

al distacco generale da tutte le cose al mondo,
al distacco complessivo da tutti i rapporti al mondo,

al distacco secco dagli amori e dal terrore di
perderli, al distacco buio dal sentimento del mondo,

alla distanza cortese che ci rende muti

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Replay: Mangiatempo

7 marzo 2021

.

.

.

Mangiatempo

.


tempo che hai mangiato il tempo che continui ad aspettare
che un altro tempo abbia luogo che continui ad ondeggiare

tra il desiderio e la sua soddisfazione tempo pieno
tempo vuoto tempo antico tempi nuovi luogo astratto

dell’avere tutto il tempo forse di non aver tempo
forse di non aver tempo avendo sperperato il tempo

il tempo che non si ferma il tempo che non possediamo
tempo che ha mangiato tempo che continua ad aspettare

che le cose si maturino da sole però dopo
l’estate il tempo d’autunno accavalla il tempo che è nostro

al tempo che non abbiamo sino al momento che fugge

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Ahi!

12 febbraio 2021

.

.

.

Ahi!

.

dove siamo dove siamo dove siamo come siamo
arrivati in questo posto non sappiamo non sappiamo

arrivati in questi anni questo tempo questo luogo
piove fuori piove dentro dove siamo come stiamo

tutto bene tutto male si raccontano così
le voci del mio presente mi sono perso ci siamo

perduti trovati dove quando non ci potevamo
credere, ahi! quando siamo ritornati in questo luogo

ahi altrove! ahi mio tempo che non ci conosce più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Versando

5 febbraio 2021

.

.

.

Versando

.

stiamo versando dell’acqua, siamo dentro una versione
tralasciata delle cose, teniamo la brocca in mano,
stiamo versando dell’acqua in un catino bianco, siamo

versati pure noi dentro la versione trascurata
abbandonata scordata dispossessata del mondo,
siamo perduti nei versi, riversati come acqua

bianca in un catino, pure noi abbandonati spersi
perduti tra righe ignote, rime che suonano strano,
una versione scordata della canzone del mondo,
disarmonie inconsistenti, gorgoglio dell’acqua bianca

nel catino bianco, al culmine dei versi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Vento che muove

29 gennaio 2021

.

.

.

Vento che muove

.

vento che muove le falde dell’ombrellone da spiaggia
mentre sul fuoco la carne sfrigola e il fumo si sparge
attorno e l’odore chiede di essere un po’ immaginato

perché siamo controvento lontani ma il quadro è semplice
bambini giocano sulla spiaggia ed è semplice il quadro
dopo ci sarà il banchetto ed è semplice tutto questo

vento che muove le falde mentre la carne sul fuoco
promette un altro piacere il sole è ancora incerto ancora
un po’ indietro la stagione quasi al suo punto la carne

chiede il sapore di essere un po’ immaginato la spiaggia
è una realtà compressa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Replay: Ansiogena

24 gennaio 2021

.

.

.

Ansiogena

.


uno due tre quattro cinque sei dieci quaranta sono
confuso adesso mi trovo stordito tra cifre che

io non colgo ma significano lo so che scandiscono
la nuvola del progresso e il destino del mio possesso

ora venti cento mille quasi un miliardo di volti
uguali sono stordito mentre volteggiano i numeri
tra le parole normali dodici quindici sedici

docili quinte del senso trentadue diciotto quattro
uno nove sei quattordici verità tutte in ordine
dentro l’ansia digitale del mio mattino

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Un canto vuoto

22 gennaio 2021

.

.

.

Un canto vuoto

.

dal vuoto esce un canto vuoto, esce un canto nero, dal vuoto

esce la nostra canzone, sale il ritmo, sale il battito
dal vuoto, che ecco sale, sviluppa il suo mantra ottuso,

esce dal vuoto, ci parla, ci canta, ci avvolge di
di parole che non hanno peso, che ecco risalgono
ascendono nelle spire del vuoto, del fuoco di

dentro, dal nero ritorna un canto vuoto, un fuoco nero
di ritmi di voci, salgono come il suo mantra ottuso,

del vuoto, del vuoto, nero come un fuoco nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Turbando

15 gennaio 2021

.

.

.

Turbando

.

la mia attenzione si dedica ossessivamente al rispetto
di un modello irrazionale ma coerente di scrittura
poetica in cui le cose possano direttamente

entrare senza passare dalla mediazione che
le omologa al nostro gesto dotato di qualche scopo
preciso, perché vorrei che il mondo attraversasse le

le parole senza che la mia volontà le formasse
troppo, rimanendo oggetti esse stesse, forse turbando
turbando un poco anche noi che le filiamo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

.

.

.

Adesso mi metto a scrivere

.


adesso mi metto a scrivere, adesso mi metto a ridere
ora mi metto a pensare, ora mi metto a giocare,

i rami si fanno avanti sopra il profilo del mare
il verde definisce il blu, il pomeriggio chiama la sera

il blu si staglia nel verde, la sera piange la notte
di adesso che sto ridendo, di adesso che sto scrivendo

ho finito di giocare, ho già smesso di pensare
la sera piange la notte, il verde non c’è già più

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

Sicuro, sicuro

24 dicembre 2020

.

.

.

Sicuro, sicuro

.


sicuro, sicuro, devi indubbiamente dirmi che
non ricordi, che non c’eri, che come sempre mi sono

come al solito sbagliato, certo, certo, devi farmi
sapere che mi sbagliavo, che ti stavo attribuendo

le riflessioni di un’altra, forse, magari finisce
il nostro dialogo qui, sicuro, sicuro, dobbiamo

indubbiamente capire che cosa mi fa sbagliare
che cosa fa deragliare la mia attenzione, la mia

passione, la mia illusione di sapere cosa conta
per te per me per noi, forse, forse servirebbe

smettere di proiettare illusioni, pressioni magiche
su un io che vive altrove

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2016)

.

.

.

.

Mettiamo che le parole

.


mettiamo che le parole che pensiamo si ingarbuglino
e non capiamo più bene neanche quello che vogliamo

dire supponiamo che i pensieri che diciamo si
mescolino coi pensieri che solamente pensiamo
e che il prodotto sia un brodo dove galleggiano il pubblico

e l’intimo mescolati insieme come il cotto col
crudo come il digeribile e l’aspro come il civile

e il lamento della notte ammettiamo che le parole
ci rappresentino come deputati al parlamento

del giorno, quale dibattito scateneranno i nostri
disassemblati disegni?

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

(2016)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: