Fiori

23 giugno 2017

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Fiori

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vediamo dei fiori rosa sono là fuori nel parco
disegnano i passi di qualche percorso di estraniazione
che va da me verso il mondo ma anche dalle cose al cerchio

stretto dell’anima che lungamente ho creduto mia
mentre ora so che quei fiori e l’anima stanno ugualmente

solo a portata di sguardo ed eventualmente si occhieggiano
tra loro mentre li spio percependomi come sempre
il solito fiore escluso

 

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(2016)

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Giorno per giorno

9 giugno 2017

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Giorno per giorno

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passo dopo passo mossa dopo mossa giorno dopo
altro giorno altra mossa altro passo dopo tutto
dopo tutto quello che continuamente costruiamo

sulle cose tra le cose nelle cose che incontriamo
passiamo loro davanti mobilitiamo il tracciato

delle loro persistenze giorno dopo giorno dopo
altro nuovo giorno siamo proprio noi quelli che smettono
di trovare un senso in loro, ma rimangono le cose

insensatamente passo per passo mossa per mossa
giorno per giorno

 

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(2016)

Resistere

26 maggio 2017

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Resistere

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e resistere, esistere, persistere, ascoltare
per tutto il tempo il ritmo delle cose che trascorrono,
e resistono, esistono, persistono, naufragio

dolce nel tempo del mare, più insistente, permanente,
resistente nel suo ritmo, canone di spuma d’onda,

carico d’ombra, carezza di rocce lucide d’acqua,
contro la pelle le rocce calde ruvide di mare,
contro la pelle il diluvio del sole che corre in mare,

sotto la pelle l’esistere, persistere, resistere,
il tempo è tutto

 

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(2016)

Se ci scoprissimo

12 maggio 2017

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Se ci scoprissimo

 

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se ci scoprissimo stanchi di vivere il sentimento
fondamentale per vivere, se di colpo ignorassimo

che cosa bisogna fare per esserci, per mettersi
in basica relazione con relazioni di base

che ci si intessono attorno, se d’improvviso nessuno
fosse capace di dirci come si possa reagire

al distacco generale da tutte le cose al mondo,
al distacco complessivo da tutti i rapporti al mondo,

al distacco secco dagli amori e dal terrore di
perderli, al distacco buio dal sentimento del mondo,

alla distanza cortese che ci rende muti

 

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(2016)

Mangiatempo

28 aprile 2017

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Mangiatempo

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tempo che hai mangiato il tempo che continui ad aspettare
che un altro tempo abbia luogo che continui ad ondeggiare

tra il desiderio e la sua soddisfazione tempo pieno
tempo vuoto tempo antico tempi nuovi luogo astratto

dell’avere tutto il tempo forse di non aver tempo
forse di non aver tempo avendo sperperato il tempo

il tempo che non si ferma il tempo che non possediamo
tempo che ha mangiato tempo che continua ad aspettare

che le cose si maturino da sole però dopo
l’estate il tempo d’autunno accavalla il tempo che è nostro

al tempo che non abbiamo sino al momento che fugge

 

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(2016)

Ansiogena

17 marzo 2017

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Ansiogena

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uno due tre quattro cinque sei dieci quaranta sono
confuso adesso mi trovo stordito tra cifre che

io non colgo ma significano lo so che scandiscono
la nuvola del progresso e il destino del mio possesso

ora venti cento mille quasi un miliardo di volti
uguali sono stordito mentre volteggiano i numeri
tra le parole normali dodici quindici sedici

docili quinte del senso trentadue diciotto quattro
uno nove sei quattordici verità tutte in ordine
dentro l’ansia digitale del mio mattino

 

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(2016)

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Adesso mi metto a scrivere

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adesso mi metto a scrivere, adesso mi metto a ridere
ora mi metto a pensare, ora mi metto a giocare,

i rami si fanno avanti sopra il profilo del mare
il verde definisce il blu, il pomeriggio chiama la sera

il blu si staglia nel verde, la sera piange la notte
di adesso che sto ridendo, di adesso che sto scrivendo

ho finito di giocare, ho già smesso di pensare
la sera piange la notte, il verde non c’è già più

 

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(2016)

Mettiamo che le parole

17 febbraio 2017

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Mettiamo che le parole

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mettiamo che le parole che pensiamo si ingarbuglino
e non capiamo più bene neanche quello che vogliamo

dire supponiamo che i pensieri che diciamo si
mescolino coi pensieri che solamente pensiamo
e che il prodotto sia un brodo dove galleggiano il pubblico

e l’intimo mescolati insieme come il cotto col
crudo come il digeribile e l’aspro come il civile

e il lamento della notte ammettiamo che le parole
ci rappresentino come deputati al parlamento

del giorno, quale dibattito scateneranno i nostri
disassemblati disegni?

 

 

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(2016)

Siamo così

6 gennaio 2017

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Siamo così

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siamo così, siamo colà, siamo tutti tutti fatti

di rendiconti volubili, di terrori portatili
da poco, durano un attimo e poi si stingono perdono

quel loro colore funebre da poco, da due soldi
siamo tutti fatti tutti di gaiezze mattutine

a perdere, come tazze di latte già vuote, sogni
stinti a loro volta, nella illusione di presa di

nella pretesa di essere veri adulti responsabili
tutti tutti siamo, siamo colà, così, fatti tutti
delle nostre contorsioni, ma avvitandoci in moine

sottili ci crederemo saldi, ci percepiremo veri

 

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(2016)

Figura

23 dicembre 2016

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Figura

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passano i passanti, passano piano piano le ore,
la luce come una tavola d’olio con i colori

spruzzati a piccole macchie, passa pian piano la sera,
il sussurrio delle acque primordiali, il pigolio

della luce sulle onde, passano tutte le onde,
si va facendo un abisso il mare, passano le creste

biancheggiando sotto il buio, è precipitato il vento,
non importa mai chi siamo quando passiamo anche noi

 

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(2016)

Talvolta

9 dicembre 2016

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Talvolta

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se diciamo che la sera è per noi, se diciamo che
è un universo ridotto, la sera, dove le cose

sono diventate intime, quasi le conoscessimo
una per una e anche loro ci conoscessero, quando

ci abbandoniamo alla sera e abbandoniamo ogni difesa
quando ci apriamo alla sera ed essa entra tra i baluardi

al di là delle difese del cuore molle testicolo
fragilissimo ammennicolo sofficissimo erogeno
sensore, ecco che talvolta di noi banchetta la sera,

bianche ossa tra gli ulivi rimangono

 

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(2016)

Alto

25 novembre 2016

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Alto

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dall’alto, alto, da sopra, laggiù si dipana il mondo
si articola il panorama delle cose percepite
dall’alto, alto, da qui, lontano si articola il mondo

delle cose immaginate, alto, da lontano, là
dove le cose restavano lontane, da più in alto

alto, da sopra, laggiù si ripetono tutte le
le cose che noi amiamo, cose, da sopra, laggiù

si ripete il panorama delle cose che rimangono
lontane, lontane, alto, dall’alto, laggiù

 

 

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(2016)

Alle unghie

11 novembre 2016

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Alle unghie

 

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alle unghie troppo corte da rosicchiante nervosa
vorrei dedicare un’ode, alle mani pallido-rosee

da lavoratrice senza ferie recenti vorrei
scrivere questi risibili versi, ai capelli stinti

e appena un poco ondulati vorrei innalzare parole
che non scherniscano troppo, al tuo sonno giusto sul treno

che ci inforna troppo presto la mattina, agli occhi che
si vedono solo adesso, di stoviglia, ahi signorina,

quanti racconti impossibili, quanta felicità
poco credibile, quanti desideri romanzati

troppo facili, quanta troppa vita per quest’ora
che il torpore ancora non ci permette di incendiare

 

 

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(2016)

A restare

14 ottobre 2016

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A restare

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a restare in questo vento si corre il rischio di prendersi
un bel raffreddore o peggio una bronchite in questo vento
pieno di incertezze e pieno di vento cattivo che

dilaniava gli aquiloni sul colle perché non posso
da poeta un po’ godermi la primavera?

 

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(2016)

Dalle mura fredde

30 settembre 2016

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Dalle mura fredde

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dentro la stanza eravamo infreddoliti, il mondo intorno

alle nostre pareti era buio, nella stanza il mondo
non era per noi più certo di quanto si presentasse

fuori, il mondo intorno stava interrogandosi sul nostro
destino, dentro la stanza stavamo in silenzio, ciechi

d’amore, serrati i sensi nel rettangolo dei muri
mentre il mondo maturava il nostro destino, eravamo

infreddoliti, stavamo come chi rifiuta al mondo
la sua vita, al mondo buio fuori dalle mura fredde
dei nostri cuori, stavamo dentro il freddo come chi

porta l’inverno con sé, nel buco dalle mura buie

 

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(2016)

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