Forse viaggiare

6 dicembre 2019

.

.

.

Forse viaggiare

.


il pantografo oscillando sotto i fili sui binari
sotto la lucida pioggia sopra il transito massiccio

sui binari che il destino compie in forma di carrozze
appannate insonnolite sulle sedute bluastre

dal cui rifugio mi guardi soltanto per un secondo
senza sapere chi sei condizione sotto la quale

balbetta il fato di oggi senza che possa il pantografo
trasmetterci quella scarica che farebbe anche noi

forse viaggiare forse uscire dai binari

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

La vita sorda

16 marzo 2018

.

.

.

La vita sorda

.


non dedicherai un eccesso di maniacale attenzione
al nome sordo del mondo al volto sacro delle cose
portare a termine il gesto portare al gesto l’attesa

portare a casa la vita portare la vita al bar
togliere al gesto l’altare il dramma cosale simbolico
il gran sacro mostro vivido essere al bar la vita

vita delle cose al mondo nome sordo delle cose
mondo cieco della vita cieca e cantare è un eccesso
da ubriachi perché è sorda in fin dei conti la vita

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Idillio

16 febbraio 2018

.

.

.

Idillio

.


nella luce grande e grigia sotto il frastuono del mare
di nuvole grandi e grigie dentro la luce del mare

nel colore grigio e grande davanti al coro del mare
nel mare lucido e grande di nuvole grandi e grigie

senza intervalli riverbero di un mondo equatoriale
che ci avvolge senza che se ne possano districare

i nodi dell’esistenza e scorrono le nostre nuvole
sul grande grigio dell’acqua dentro la vita del mare

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Lontani

2 febbraio 2018

.

.

.

Lontani

.


quando le ore non bastano al nostro sonno, le volte
che il dormire è catturato nel gorgo delle ossessioni

del giorno, quando le ore si contano e manca sempre
troppo al pareggio, se l’ombra sopra di noi resta viva

e le tempie si contraggono perché la vita tira
e non sai come seguirla, non sai seguirla, non sai

se mai più sarai capace di stare al ritmo felice
e stupido del quotidiano

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Figura fredda

19 gennaio 2018

.

.

.

Figura fredda

.


stavano così le rose, dentro al freddo della luce

di un luogo che non è loro, trattenevano il respiro
di un’aria che morde il fiato, scabrosa alla gola molle

tra i petali rossi, fredda come un sole che non è

loro, sorprendente stupro minerale, luce vecchia
senza redenzione, senza illusione, stavano come

potremmo stare noi quando ci piange il mondo di dentro

dentro la faglia del cuore secco per sempre, oggi

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Insetto

5 gennaio 2018

.

.

.

Insetto

.


la rivista cui noi siamo abbonati richiede il gesto
di lacerare l’involucro e in questa surrettizia origine
si rivela insetto al nascere dall’aprirsi di un velo

che era stato pelle, carne, e adesso è soltanto superflua
protezione eliminabile giunzione tra ciò che è

solamente adesso vita e prima sogno larva tendere

nostra avventura in potenza battito del tempo che
deve ancora avvenire

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Dopo il Diluvio

22 dicembre 2017

.

.

.

.

Dopo il Diluvio


se non fosse tanto intenso il freddo se non fosse tanto
triste la luce se non ci fossero mai e poi mai
queste angosce che consumano tutta la nostra aria

e se poi fossimo a casa se fossimo nella nostra
stanza tutti presi dall’abbraccio delle consuetudini

se tanto intenso non fosse il male che consuma tutto
il nostro esistere insieme se non fosse tanto triste
la solitudine fredda la luce triste l’assenza
di tutta la nostra casa l’ansia delle consuetudini

l’ansia dell’essere insieme senza che si sciolga il freddo
o che sia casa la casa proprio come non ci fossero
mai e poi mai le risposte

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2017)

Permanenza dell’attimo

8 dicembre 2017

.

.

.

.

Permanenza dell’attimo


il sole scalda la nuca l’ombra disegna lontano
il profilo del rimpianto attorno sarebbe silenzio

se nelle mie orecchie i fili non portassero un quartetto
Razumovsky e in questo limbo tra natura ed artificio

crescono le mie parole come pulsioni selvatiche
ma presto addomesticate come profili di un vivere

trattenuto e forse debole ma reso duraturo
almeno quanto lo può tutto quello che sta scritto

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2017)

Art Tatum

24 novembre 2017

.

.

.

.

Art Tatum


perle di note metalliche di grappoli percossi
di riverberi felici di trasparenze di vetri

colorati note verdi rosse azzurre così gialle
come sarebbe impossibile farne altre ancora così

felici che l’ansia che contengono non si rivela
resta distesa nel fondo rimane quell’orizzonte

che circondava noi senza mai arrivare a toccarci

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
(2017)

Ballatetta

10 novembre 2017

.

.

.

Ballatetta

.


la strada sopra le nuvole dove il tuo cuore termina
la via stretta e astratta dove il sentimento cerca il proprio

reciproco altrove locus terribilis dell’amore
casa infestata del gesto che tu pretendi gentile

sensuale intenso avvolgente la strada dentro l’inferno
dove il tuo cuore avvizzisce perché il suo altrove sta altrove

e non c’è scampo non c’è nessun gesto con cui tu possa
riportare il sentimento alla materia del gesto

non rimane alcun amore lungo la via dove termina
astratto e stretto il tuo cuore

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Cuspide di mondo

27 ottobre 2017

.

.

.

Cuspide di mondo

.


suoni morbidi parole che non capisco, aspettiamo
nella pausa tra due voli, limbo di un luogo che è

sempre solo un altro luogo, parole morbide suoni
che si prolungano come il bordone all’essere soli

questa cuspide di mondo, non essendo noi né prima
né dopo, ma mentre, adesso, durante, attraverso, suoni

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Poetico nirvana

13 ottobre 2017

.

.

.

Poetico nirvana

.


così si possono scrivere versi fatti di niente
purissima poesia, libera da condizionamenti

propaganda, sentimenti, versi che versano aria
nel lago del cuore, rime senza motivo, assonanze

gratuite, così si può raggiungere il nirvana dell’
espressione, al di là d’ogni passione, così si leva

tutto quello che non serve, tutto quello che ci incardina
giorno su giorno nell’essere

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Saldi poetici

29 settembre 2017

.

.

.

Saldi poetici

.


e dal droghiere
l’aspra luce a basso prezzo
delle pere

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Filosofia di Facebook

15 settembre 2017

.

.

.

Filosofia di Facebook

.


dopo l’attimo
la chiara luce del mi piace
svanisce

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Sotto il castagno

30 giugno 2017

.

.

.

Sotto il castagno

.


perché le cose non sono quello che sono, perché
l’anima non resta l’anima, e nemmeno Dio è Dio,

perché quando ci abbandona il senso del silenzio siamo
persi in un silenzio enorme, in un vuoto di cose senza
cose, di anime senz’anima, di Dio che ha smarrito Dio,

perché sono state quello che sono le cose, quando
era anima l’anima, quando anche Dio stava sotto
il vecchio castagno o il fico aspettando che io passassi

per dirmi hai verificato che sia tutto a posto il mondo,
che restino ancora cose le cose, che tu sia tu,
per ricordarmi che c’era, che resta anima l’anima,
che le cose sono lì, da governare, e sono tue,

perché si sono smarrite, insieme con l’anima e Dio,
e sbircio sempre in quel posto vuoto, quando passo, sotto
il castagno o sotto il vecchio fico, quando io ero io

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: