.

.

.

Filosofia di Facebook

.


dopo l’attimo
la chiara luce del mi piace
svanisce

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Creta

16 luglio 2021

.

.

.

Creta

.

di creta crepata avremo le gambe, i piedi, le dita
saremo asciugati come un campo asciugato dal sole
d’estate, un fondo di lago, un cretto dalle crepe larghe

ricettacolo d’insetti, sospetto di umidità
nel fondo delle fessure, rimarrà scura la pelle

che si rivela nei sandali che calpestano il deserto
e incidono il tempo

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Così ci siamo trovati

2 luglio 2021

.

.

.

Così ci siamo trovati

.

posti di fronte dal caso così ci siamo trovati
ci siamo magari amati tenuti stretti tenuti

forte ci siamo affondati nelle viscere dell’altro
come creature infestanti noi ci siamo abbandonati

all’invasione dell’intimo forti del nostro amore
armati dell’abbandono che ci assicura salvezza
sino a doverne poi evadere lacerare l’involucro

dell’esistenza in comune della passione che è trappola
della trappola che è vita della vita che ci uccide

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Che volge al disio

18 giugno 2021

.

.

.

Che volge al disio

.

siamo all’ora del tramonto, ci guardiamo dentro, siamo
sinceramente persuasi di qualche malinconia
che il crepuscolo fomenta, siamo all’ora del ricordo,

ci piangiamo dentro, siamo compiutamente riuniti
col nostro me stesso più tritamente sentimentale,

siamo all’ora delle stelle, proseguiamo nel lamento,
diamo spazio all’emozione che ci appare come tale,
siamo stanchi, parla il sonno al sentimento

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Che ti facessi

11 giugno 2021

.

.

.

Che ti facessi

.

dai, raccontami che cosa vorresti che ti facessi
sentire attraverso il tocco del mio silenzio, che cosa

desidereresti prendere dal catalogo delle
mie disponibilità da maschio istruito e sensibile,

se i miei colori, o magari la mia tensione carnale
per la forma il suono il gusto che la tua pelle ha lasciato
nel dettaglio quotidiano, nello stillicidio del

sentimento, nel lamento delle anime lasciate
abbandonate da tutto quello che vibra

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

.

.

.

Che cosa sappiamo del male

.

visto che il male fa male, ce ne teniamo lontani
sappiamo che non c’è modo di redimerci dal male

sappiamo che il male fa male, sappiamo come evitarlo
appena un poco, sappiamo come dormire la notte

quando il male sta in agguato nel midollo dei pensieri
e colpisce a ogni risveglio, sappiamo sedarlo il male

sappiamo trarlo in inganno, sappiamo tacerlo, non
possiamo evitarlo mai

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

.

.

.

Sotto il castagno

.


perché le cose non sono quello che sono, perché
l’anima non resta l’anima, e nemmeno Dio è Dio,

perché quando ci abbandona il senso del silenzio siamo
persi in un silenzio enorme, in un vuoto di cose senza
cose, di anime senz’anima, di Dio che ha smarrito Dio,

perché sono state quello che sono le cose, quando
era anima l’anima, quando anche Dio stava sotto
il vecchio castagno o il fico aspettando che io passassi

per dirmi hai verificato che sia tutto a posto il mondo,
che restino ancora cose le cose, che tu sia tu,
per ricordarmi che c’era, che resta anima l’anima,
che le cose sono lì, da governare, e sono tue,

perché si sono smarrite, insieme con l’anima e Dio,
e sbircio sempre in quel posto vuoto, quando passo, sotto
il castagno o sotto il vecchio fico, quando io ero io

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Replay: Buchi neri

14 febbraio 2021

.

.

.

Buchi neri

.


bisogna che ci crediamo nella possibilità
di arrivare prima o poi da qualche parte che non sia

solo un posto di vacanza, dove il sole splenda sempre
ma senza farci morire, dove ci sia acqua e non pioggia,

dove riesca il mondo a non annoiarci troppo, bisogna
sviluppare un desiderio di impossibile utopia

per reggere questa nebbia, questa eterna identità
delle cose di ogni giorno, questa coattiva presenza

di assenze, di buchi neri

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Replay: Arrivare

7 febbraio 2021

.

.

.

Arrivare

.


ora, vediamo, rimangono solamente tre ore
prima che nel tempo termini il viaggio, stanno scorrendomi
attorno colline fredde di sole invernale, basso

nel cielo, freddo anche lui, vediamo, se fossero queste
davvero le ore prima del momento grande, della
partita finale, cosa staremmo facendo adesso,

cosa potremmo narrare a chi mai ci ascoltasse, dove
magari saremmo, il cielo rimane gelato e azzurro,
il cuore resta gelato e azzurro, restano soltanto

tre ore prima che siamo arrivati

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Replay: Poeta civile

6 dicembre 2020

.

.

.

Poeta civile

.


detesto il dolore, ma soprattutto la sua retorica,
per questo non sarò mai un poeta civile, davanti
al dolore di altri, quando mi è impossibile alleviarlo,
c’è solo il silenzio, tutto il resto è famelica fuffa

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Forse viaggiare

6 dicembre 2019

.

.

.

Forse viaggiare

.


il pantografo oscillando sotto i fili sui binari
sotto la lucida pioggia sopra il transito massiccio

sui binari che il destino compie in forma di carrozze
appannate insonnolite sulle sedute bluastre

dal cui rifugio mi guardi soltanto per un secondo
senza sapere chi sei condizione sotto la quale

balbetta il fato di oggi senza che possa il pantografo
trasmetterci quella scarica che farebbe anche noi

forse viaggiare forse uscire dai binari

 

 

 

 

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

La vita sorda

16 marzo 2018

.

.

.

La vita sorda

.


non dedicherai un eccesso di maniacale attenzione
al nome sordo del mondo al volto sacro delle cose
portare a termine il gesto portare al gesto l’attesa

portare a casa la vita portare la vita al bar
togliere al gesto l’altare il dramma cosale simbolico
il gran sacro mostro vivido essere al bar la vita

vita delle cose al mondo nome sordo delle cose
mondo cieco della vita cieca e cantare è un eccesso
da ubriachi perché è sorda in fin dei conti la vita

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Idillio

16 febbraio 2018

.

.

.

Idillio

.


nella luce grande e grigia sotto il frastuono del mare
di nuvole grandi e grigie dentro la luce del mare

nel colore grigio e grande davanti al coro del mare
nel mare lucido e grande di nuvole grandi e grigie

senza intervalli riverbero di un mondo equatoriale
che ci avvolge senza che se ne possano districare

i nodi dell’esistenza e scorrono le nostre nuvole
sul grande grigio dell’acqua dentro la vita del mare

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Lontani

2 febbraio 2018

.

.

.

Lontani

.


quando le ore non bastano al nostro sonno, le volte
che il dormire è catturato nel gorgo delle ossessioni

del giorno, quando le ore si contano e manca sempre
troppo al pareggio, se l’ombra sopra di noi resta viva

e le tempie si contraggono perché la vita tira
e non sai come seguirla, non sai seguirla, non sai

se mai più sarai capace di stare al ritmo felice
e stupido del quotidiano

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

Figura fredda

19 gennaio 2018

.

.

.

Figura fredda

.


stavano così le rose, dentro al freddo della luce

di un luogo che non è loro, trattenevano il respiro
di un’aria che morde il fiato, scabrosa alla gola molle

tra i petali rossi, fredda come un sole che non è

loro, sorprendente stupro minerale, luce vecchia
senza redenzione, senza illusione, stavano come

potremmo stare noi quando ci piange il mondo di dentro

dentro la faglia del cuore secco per sempre, oggi

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.
.

(2017)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: