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Non devo scrivere il luogo



non devo scrivere il luogo, la poesia è un mondo astratto,
un mondo dentro il riflesso, dove le forme del mondo

si diffondono, sfarfallano, raccontano racconti
ribaltati, sono storie di non storie, inconsistenti,

edifici che pretendono un senso al loro specifico
esistere, suggerendo di averlo perso, di non
averlo mai avuto

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(2013)

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La coincidenza

29 dicembre 2017

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La coincidenza


avevo già in parte scritto
queste righe quando forse
per coincidenza o magari
per coincidenti illusioni
qualcun altro si è trovato
a svilupparne di identiche
e mi devo domandare
approfittando così
dell’occasione se forse
non sia stata già annullata
la differenza tra noi
e se io non stia vivendo
almeno in forma accennata
la sua vita adesso che
lui sta vivendo la mia

 

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(2011)

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Recitativo dell’amore che finisce

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sulle linee del discorso della morte
incespicate ambedue, abbacinati,
nel rifiuto stupefatto
d’incontrarvi

starete insieme, certo, ma nel morire
l’uno dell’altra, nello strazio e
nell’agonia di un amore
ancora vivo, e già incapace
di nutrirsi

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(2005)

Dopo il Diluvio

22 dicembre 2017

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Dopo il Diluvio


se non fosse tanto intenso il freddo se non fosse tanto
triste la luce se non ci fossero mai e poi mai
queste angosce che consumano tutta la nostra aria

e se poi fossimo a casa se fossimo nella nostra
stanza tutti presi dall’abbraccio delle consuetudini

se tanto intenso non fosse il male che consuma tutto
il nostro esistere insieme se non fosse tanto triste
la solitudine fredda la luce triste l’assenza
di tutta la nostra casa l’ansia delle consuetudini

l’ansia dell’essere insieme senza che si sciolga il freddo
o che sia casa la casa proprio come non ci fossero
mai e poi mai le risposte

 

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(2017)

Replay: Banaras

19 dicembre 2017

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Banaras

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come fosse una Venezia spalmata di scivolose
merde di vacca, in cui l’acqua le ingloba salendo, metro

dopo metro per le strade strette, in cui anche l’acqua è sacra
e non la si può fermare nemmeno mettendo in mezzo

le tanto più sacre vacche, che producono la merda
che l’acqua lava, che l’acqua rende sacra parte di

sé, una Venezia bagnata con un grande fiume sacro
che l’abbondanza di merde sciolte non renderebbe più sacro

tantomeno se ti entra in casa adornandoti i muri
della tenue tinta gialla della merda differita,

mentre poco più in là bruciano i fuochi di tutti i morti
che hanno scelto di morire nella Venezia di vacche

incontinenti e tranquille, che eternamente ti guardano
quasi come tu non fossi tu, quasi come tu fossi

Shiva

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(2013)

L’insetto

15 dicembre 2017

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L’insetto

 

 


l’insetto dentro lavora, morde il quadrato dell’anima

 

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(2013)

Replay: Lo sguardo lungo

12 dicembre 2017

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Lo sguardo lungo


non un giardino lezioso
ma la geometria variabile
e astratta del coltivato
detta regole all’immagine
di queste palme su rocce
grigie contro il fondo grigio
del fiume e del cielo ansioso

il tempo si è fatto scudo
dell’invenzione ieratica
di un mitico giardiniere
di paesaggi un inventore
di silenziose preghiere
allo spirito che aleggia
primevamente sull’acqua

noi ci nascondiamo dietro
allo sguardo del fotografo
che inutilmente si sforza
di non capire o sentire
il fervore trattenuto
dall’atmosfera che canta
tra le colonne di palma


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(2009)

Permanenza dell’attimo

8 dicembre 2017

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Permanenza dell’attimo


il sole scalda la nuca l’ombra disegna lontano
il profilo del rimpianto attorno sarebbe silenzio

se nelle mie orecchie i fili non portassero un quartetto
Razumovsky e in questo limbo tra natura ed artificio

crescono le mie parole come pulsioni selvatiche
ma presto addomesticate come profili di un vivere

trattenuto e forse debole ma reso duraturo
almeno quanto lo può tutto quello che sta scritto

 

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(2017)

Replay: Solo i miei occhi

5 dicembre 2017

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Solo i miei occhi


sotto il verde chiaro il verde scuro, i bruni, sotto il monte
l’acqua, tutto scorre, brilla, aspetta, intride, canta, luccica

come un sogno tutto oliato sotto il sole, ed è un’attesa
non mia, non mia, io non sono più qui, non sono sull’acqua

senza termine del mare, la città vuota d’agosto
mi ha preso, solo i miei occhi rimangono

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(2015)

Io

1 dicembre 2017

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Io


quando io ti dico io, tu lo sai bene che io
mi confondo su che cosa sia io, che cosa ti stia
dalla mia parte dicendo, mi è assai più chiaro che cosa

sei tu, progetto del mio desiderio, soggetto che
irrompe, dialoga, segna la persistenza dell’essere

veri, teneri, concreti, amari, capaci, di dire
a loro volta tu, specchio che mi da forma, la più

desiderata di tutte le parole, a dissipare
tutti i sospetti, mattone prodigioso dell’esistere
davvero

 

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(2012)

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la voce non parla, scrive
dentro di me, non ha suono
reale, soltanto un eco
di ritmi disincarnati
che procedono sul filo
dei caratteri sul bianco
della pagina, sul vuoto
del silenzio tipografico
che precede la parola,
in un gioco di arabeschi
incastonati per sempre
in simulacri di senso


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(2010)

Art Tatum

24 novembre 2017

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Art Tatum


perle di note metalliche di grappoli percossi
di riverberi felici di trasparenze di vetri

colorati note verdi rosse azzurre così gialle
come sarebbe impossibile farne altre ancora così

felici che l’ansia che contengono non si rivela
resta distesa nel fondo rimane quell’orizzonte

che circondava noi senza mai arrivare a toccarci

 

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(2017)

Replay: La bustina

21 novembre 2017

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La bustina


la bustina che si immerge nel tè non è consapevole
del fato del pomeriggio, dell’epos del tavolino,

del tremito del restare ad osservare il passeggiare
di tutti gli altri, si spegne l’ardore dell’acqua calda,

l’ardore delle metafore della vita che fugge,
del sentimento che piange, dell’acqua che si fa scura

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(2015)

Io lo sapevo

17 novembre 2017

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Io lo sapevo


io lo sapevo una volta che cos’era il desiderio
di un sesso di un corpo di una esistenza che si stringesse

alle insolvenze del cuore, contro il respiro assetato
della mia immaginazione, io lo sapevo una volta

che cosa fosse volerti sino a sentire il dolore
dell’assenza della tua figura di carne nel mio

immediato intorno, erano paure non spiegate,
incomprensibili, sono, adesso, ancora incomprensibili

impossibilità quelle che fermano il nostro gesto
di piacere, come fosse evaporato il fluido oscuro

che trascorreva da te

 

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(2013)

Replay: intuitivamente siamo

14 novembre 2017

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intuitivamente siamo
pienamente consapevoli
che quello che non facciamo
ci può essere fatale
conseguentemente siamo
compiutamente manchevoli
e cautamente restiamo
a cavalcioni del male
di vivere

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(2010)

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