Arrivare

31 marzo 2017

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Arrivare

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ora, vediamo, rimangono solamente tre ore
prima che nel tempo termini il viaggio, stanno scorrendomi
attorno colline fredde di sole invernale, basso

nel cielo, freddo anche lui, vediamo, se fossero queste
davvero le ore prima del momento grande, della
partita finale, cosa staremmo facendo adesso,

cosa potremmo narrare a chi mai ci ascoltasse, dove
magari saremmo, il cielo rimane gelato e azzurro,
il cuore resta gelato e azzurro, restano soltanto

tre ore prima che siamo arrivati

 

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(2017)

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in principio il desiderio
strisciava
opponeva
la mia vita alla tua
……dove tu stavi non ero
……io a respirare
……io a conoscere
……da quell’angolo le cose

non ero
io a condurre il desiderio
……sospeso come nel nulla
……archetipale
……come vuoto

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Dopo la menopausa

24 marzo 2017

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Dopo la menopausa

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non dovrebbe essere meglio? o peggio? non dovrebbe forse
cambiare almeno qualcosa? come accade che il presente
rimanga sempre presente e non smettiamo di annodarci
nell’identico medesimo laccio di tutti i tempi?
sei sempre così sicura di volermi come prima?
sono sempre così certo che non ci sono flessioni
nel discorso che trascorre i nostri corpi? nel rivolgermi
al labirinto nascosto del tuo ascolto? nel sentire
che la tua voce mi imbeve della nostalgia consueta
di te? incertezza e ignoranza sono parte del sapere,
la gente resta seduta, l’arrivo non è lontano

 

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(2012)

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Le cicale e gli eroi
(Egeo)

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dentro la cupola d’oro delle cicale che ribattono
la propria adorazione per il sole grandioso,
il medesimo mio grido di sesso e di vita
resta un dettaglio di un disegno più totale


non siamo mai stati eroi, e solamente
nel furore antico e simbolico del mito
abbiamo consumato una volta la pienezza
di questa ansia di immutabile passione


stiamo perciò sospesi tra due mondi, entrambi alieni
e pure familiari, tra la cicala e il dio,
tra il vivere immediato nel presente
e il desiderio eterno, irrimediabile

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(2008)

Ansiogena

17 marzo 2017

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Ansiogena

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uno due tre quattro cinque sei dieci quaranta sono
confuso adesso mi trovo stordito tra cifre che

io non colgo ma significano lo so che scandiscono
la nuvola del progresso e il destino del mio possesso

ora venti cento mille quasi un miliardo di volti
uguali sono stordito mentre volteggiano i numeri
tra le parole normali dodici quindici sedici

docili quinte del senso trentadue diciotto quattro
uno nove sei quattordici verità tutte in ordine
dentro l’ansia digitale del mio mattino

 

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(2016)

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Cabaletta della amante tradita

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ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato via
la mia testa sbatte
il giorno e la notte
costantemente
incessantemente
dolorosamente
perdutamente
contro questo muro
impenetrabile
inesorabile
irregolare


assoluto
ti ho mandato via
ti ho mandato via
ti ho mandato fuori
dal cerchio dei miei sensi
e mi pare ora
di aver scacciato anche loro

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(2004)

Le cose

10 marzo 2017

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Le cose

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di questa luce del sole
orizzontale restiamo
ogni volta prigionieri
perché cambiano le cose
a quest’ora della sera
la loro sostanza e sembrano
gonfiarsi di luce come
un palloncino leggero
che se ne ride del peso
e della gravità

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(2011)

Replay: Dimenticato

7 marzo 2017

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Dimenticato

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dove sono le fate sul fosso
dall’acqua chiara
……..stasera?
l’acqua ferma
d’autunno o di altre ore
passate a navigare
ritagli
……..o anche l’acqua
del luogo escluso
……..dove gli sguardi non sono
specchi dell’acqua chiara e intorno
ancora la sera non insegue
pioppi e campanili sull’enorme
arena della pianura

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(1974/2008)

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Adesso mi metto a scrivere

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adesso mi metto a scrivere, adesso mi metto a ridere
ora mi metto a pensare, ora mi metto a giocare,

i rami si fanno avanti sopra il profilo del mare
il verde definisce il blu, il pomeriggio chiama la sera

il blu si staglia nel verde, la sera piange la notte
di adesso che sto ridendo, di adesso che sto scrivendo

ho finito di giocare, ho già smesso di pensare
la sera piange la notte, il verde non c’è già più

 

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(2016)

Replay: Pollicino

28 febbraio 2017

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Pollicino

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non sa che ha ucciso le figlie, ancora non sa cosa ha fatto,
nel suo letto sta sognando la carne morbida che
gli preparerà sua moglie al mattino, che ne vorranno
anche loro, di sicuro, le piccole pesti con
la coroncina dorata, una più bella dell’altra,
si leccheranno le dita, e non sa che ha ucciso le figlie,
non sa che il lago di sangue nel letto è del suo, i colpevoli
sono già molto lontani

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(2013)

Di cui sono fatti

24 febbraio 2017

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Di cui sono fatti

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di cui sono fatti i sogni, qualche volta, in qualche luogo,
di cui siamo fatti noi, per qualche tempo, in qualche luogo,
di cui rimangono voci, lungo i secoli, per sempre

 

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(2013)

Replay: Da dentro

21 febbraio 2017

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Da dentro

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questa complessità non la voglio spegnere
con le parole, meglio che viva
in silenzio, tanto chiassosa
è pure da sola! la finestra, il mondo,
l’albero, il ferro ricurvo, il vetro e il riflesso,
il vaso segnato dal sole, controluce
le foglie portanti ombre altrui, e
un accenno d’interno, alla fine


non ho detto nulla, in realtà, la visione
è intoccata, l’impressione è violenta,
è salva la sensazione

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(2008)

Mettiamo che le parole

17 febbraio 2017

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Mettiamo che le parole

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mettiamo che le parole che pensiamo si ingarbuglino
e non capiamo più bene neanche quello che vogliamo

dire supponiamo che i pensieri che diciamo si
mescolino coi pensieri che solamente pensiamo
e che il prodotto sia un brodo dove galleggiano il pubblico

e l’intimo mescolati insieme come il cotto col
crudo come il digeribile e l’aspro come il civile

e il lamento della notte ammettiamo che le parole
ci rappresentino come deputati al parlamento

del giorno, quale dibattito scateneranno i nostri
disassemblati disegni?

 

 

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(2016)

Replay: Barbablu

14 febbraio 2017

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Barbablu

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“un caso di isteria classico” dichiarava il perito
parlando dell’assassina, “tutto quello che temeva
le è apparso sempre più vero, e ha agito infine per legittima
difesa, o almeno le è parso così, il marito non era
un uomo molto sensibile, ma non aveva ucciso
nessuno, ed è giunto appena a sfiorarla, voleva un bacio,
forse”

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(2013)

Di colpo

10 febbraio 2017

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Di colpo

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piove forte sopra l’acqua
piatta del lago, un diluvio
grigio, insistente, sferzante
che solca appena di bolle
lo specchio, e revoca intanto
l’apertura del discorso
tra quella natura e noi,
teneri uomini pigri
terrorizzati dall’acqua
e dall’attimo che schizza

 

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(2011)

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