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rimane nell’adesso sospeso il sospetto di una vita
non la nostra dove l’adesso sia mutato nel sempre
dove verso sera non ci sono onde e l’acqua sfuma
nel cielo e nel cielo una sfumatura rossa ci inganna
e per sempre siamo qui senza che incomba la notte

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2018)

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que hacer, que escribir, todo aquí pasa como si nada
si nada pasara, en la tarde se queman los leones
de añoranza, pájaros tibios cruzan todo el silencio

dejandome solo dentro de mis muros de sol
sol y soledad en este estío glorioso de lagartos
de memoria, cálida espera de lo que nunca pasa,

fuego y salamandras olvidadas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Del resto, albeggia

16 febbraio 2020

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Del resto, albeggia


del resto, albeggia, il filare interminabile dei pioppi
separa dall’orizzonte l’orizzonte introspettivo

che si radica nel dubbio, il sonno è un amico lontano
che non si può disturbare, è inevitabile che il giorno

definisca ora i pensieri, il sonno è un angolo staccato
della coscienza, si sparge sopra i fari ancora accesi
sull’asfalto il gesto umido di un ferroviere, un brivido

minuscolo e permanente agita i muscoli e la terra
che non riconosce limiti

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(2014)

L’avventura delle cose

14 febbraio 2020

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L’avventura delle cose

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il verde pallido dell’inverno nel campo di grano
appena spuntato appena vivo combatte col sole

pallido di quest’inverno nel campo di cielo appena
velato a stento lasciato splendere da questo freddo

lasciato vincere sfide di gloriosa tolleranza
di baldi giovani maschi alle intemperie che rendono

più salubre il corpo ancora verde come grano appena
spuntato a stento rimasto vivo, vorrei poter essere

io il sole che racconta l’avventura delle cose

 

 

 

 

 

 

 

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(2016)

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ghirlande di rovi   intrecci perché il tuo corpo conosca
cosa rende inverno   l’inverno, con le mani gelate

conoscendo il freddo   del freddo, il male del male, semini

ferite di carne,   l’anima è oscura ma salda, freme
solamente quando   la carne non la incendia più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Orfeo

9 febbraio 2020

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Orfeo


se le parole scorrono sul limpido
acciottolato dei suoni, e se la voce incanta
le ore che ci avvolgono, e se l’onda
del nostro pieno agire agita il mondo
del sentire e del sangue

siamo nel vero forse questa volta,
e dentro il solco del vivere che chiama
a sé le forze perché vince, e avverte
l’impulso dilagare dal respiro
di ogni nostra nota che si accende
della realtà che vibra

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(2009)

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ora che mi sono imbevuto di questo posto posso
scrivere, c’è molta acqua, c’è pure una moltitudine

di piccoli ragni che cerca di usarmi come appiglio
per la loro tela, c’è la luce di ottobre e fa caldo

per questa stagione, ci sono trappole per le anguille
e nasse appoggiate, il vuoto sonoro di ciò che sta
lontano, lontani apporti di fondo dal mondo che

vive, dove vivo io questo è un altrove inessenziale,
lembi di inessenza al quotidiano

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2018)

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buchi intoppi scorie   dolori abissi riflussi, traumi,

in questo sapore   di terra anneghiamo, respiriamo
l’aria che ci brucia,   tocchiamo quello che non dovrebbe

esistere, che noi   non vorremmo esistesse, che
non voglio vedere,   per gli occhi passa tutto ma poi
si spegne, le cose   che sfiorano il cuore poi alla fine

ritornano a casa,   ci lasciano indenni ma più strani
ed è così strano   incontrare chi porta con sé il rifiuto

e insieme la voglia   straziante dell’altro, non sapere
davvero chi sei   mi salva, ci certifica normali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Negli ululati

2 febbraio 2020

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Negli ululati


nei scintillanti ululati del cuore, nelle impacciate
vene del dolore, in nome della morte e dell’amore,

si alimenta la tua vita interiore, geme il terribile
dissolutore di gesti e dei tuoi sensi e del rumore,

ma nelle docili grida d’amore, nelle intricate
città del dolore, in gloria del divino incerto amore,

si rammenda la ferita del cuore, tace l’ignobile
livellatore di sensi e dei tuoi gesti e del tuo cuore

che nel nome dell’amore del dolore e del fragore
dissolve il senso, i tuoi gesti non faranno più scalpore

 

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(2014)

Io sono ben consapevole

31 gennaio 2020

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Io sono ben consapevole

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io sono ben consapevole della mia identità
scarsa ondeggiante irrisolta andante debole sconvolta

ogni volta che cercando il nocciolo rassicurante
si sonda in profondità afferrando solo altro, tante

voci fàtiche molteplici consequenzialità
automatiche e abbondante viltà quando si reprime

il sospetto che persino nell’anima non dissolta
non risieda nessun io, ma imperversino le rime

 

 

 

 

 

 

 

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(2014)

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presso il lago il cielo   incombe sui giunchi come il coperchio
della casseruola   dove si stanno cuocendo i gamberi
e noi che ne siamo i   mandanti e i potenziali fruitori

poiché pesa il cuore   come il cielo sui gamberi e noi

noi come una pietra   sulla barca sotto il cielo e il lago
come una padella   per le scelte della vita e i gamberi

passo dopo passo   all’indietro ripercorrono gli anni
che ci hanno condotto   su quest’acqua grigia dove piange

l’anima la vita   la paura con il cuore pesante
come il cielo il lago   i gamberi ormai immobili nel sugo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Orecchie e voci

26 gennaio 2020

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Orecchie e voci


volano le voci vuote
eccitate nel silenzio
tracciano linee di fuoco
sopra vite inconsapevoli
attraversano la notte
sempre cercando un ritrovo
dove intrecciarsi e ogni volta
più vive e più vere crescere
stillando di lingua in lingua
e di si dice in si dice
componendo un planisfero
di insospettate illusioni
quando tese sopra il mondo
con le sue luci segrete
dalle orecchie della luna
il sangue gocciola ancora

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(2009)

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tu, mio lungo cuore, sperperato amore, mio belante
stolido dolore, frenato fervore, delicato

spasmodico fiore, colore, sapore, superiore
suprema nullezza, stuporosa certezza, carezza

millenaria, vero splendore, fiero calore, tu,
tu, mio guasto cuore, mio avariato amore, mio gracile

frastornante fiore, mia florida bassezza, mia statica
mollezza, dolore, sopore, stupore

 

 

 

 

 

 

 

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(2018)

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dovresti lasciare | qui tutte le parole pesanti,
portarti uno zaino | di corpi leggeri come sono
le effe di solito, | le esse, corazze di vento,

devi abbandonare | la stanchezza che abita a volte
le parole, scrivere | come cantando nella doccia
motivetti a caso, | coprirti di vento, ecco come
sopravviverai | anche questa volta alla poesia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Nel bosco

19 gennaio 2020

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Nel bosco

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ho passato il pomeriggio immerso nel bosco, nel quale

non c’erano le parole che sarebbero servite
per parlare con te, gli alberi quando credono di
doverci dire qualcosa ricorrono a una specifica
lingua che a noi è inutile, le parole stanno sotto
le foglie secche, non tutte, sorgendo da filamenti

bianchi e lunghi, bianchi e umidi, sono parole tristi,

sono parole di terra mossa, non sempre efficaci,
non sempre di quel modello di parole di gran pregio

che sarebbero servite per parlare con te

 

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(2016)

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