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patatine fritte, fuori neve, ti togli le calze,

sappiamo che tutto, tutto è finito, nel lago il corpo
galleggia guardando il fondo, la musica è bella, adesso

che posso dormire finalmente, neve e neve fuori,
ti togli le calze ma non ti guardo più, patatine

e il mondo di fuori, il lago, lo specchio non ci risponde
non ci corrisponde più

 

 

 

 

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(2019)

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Replay: La luce scende

13 ottobre 2019

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La luce scende


la luce scende, la sera si dissolve come miele
colato dal cucchiaino nella tazza del te caldo

e penetra dappertutto, anche nell’autobus stracolmo
che ci riconduce a casa, le cui lampade già accese

piangeranno gloria ottusa sugli attardati del buio,
gli irriducibili cronici dell’ora troppo piccola,

del vino e dei vecchi amici, quelli che magari poi
ti accompagnassero con la loro macchina, perché

non s’ha da chiedere nulla a nessuno, ed è forte chi
riesce veramente a farlo

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(2015)

Disperanza

11 ottobre 2019

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Disperanza

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senza speranza nel cuore guardo il mare del dolore
ripensamento d’amore fibrillazione d’amore
senza calore nel cuore sento il vento del dolore
tutto il calore d’amore che non c’è più, se n’è andato

senza cuore, in disperanza, guardami dolore mare
sentimi dolore vento tutto il calore d’amore
che non mi guarda non sente, senza calore nel cuore
senza calore d’amore, che non c’è più, se ne fu

 

 

 

 

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(2018)

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trapiantammo vene nel pavimento, di quelle nostre
dove il sangue scorre buio, l’armadio restava pieno

di nidi di volpe, tutto l’inverno rimanemmo zitti
e caldi nel ventre docile della casa, quando a marzo

fecero irruzione le voci delle radici dell’erba
e la luce che ti chiama al dovere magico di

rivivere, noi sapevamo di non avere scampo,
noi non potevamo avere scampo, come la neve

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Quasi

6 ottobre 2019

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Quasi


quasi che non dormissi, quasi un altro
luogo, un altro tempo quasi, come se
fosse e poi non fosse un sogno, quasi
che fossi sveglio, a rivederti ancora
là, dietro ai fucili, dietro alle lame
di cento e cinquecento baionette
quasi a sventrarmi, quasi non fossi
io quel puntaspilli, quel povero
straccio di carne devastato, quel lembo
di memoria andato, quasi per sempre
obliata

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(2008)

Dimenticata dall’acqua

4 ottobre 2019

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Dimenticata dall’acqua

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a piangere nel reticolo del giorno, del polveroso
disperdersi del dolore, a ritrovare dissonanze
perdute, disperse, morte ai sensi dall’accumularsi

di abitudini analgesiche, a piangere dentro la luce
del dolore dentro il cielo, dentro il duodeno del sole,

nello spasimo del male, nel bruciare della terra
dimenticata dall’acqua

 

 

 

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(2015)

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se la morte muore dal ridere mentre la vita muore
dal piangere e noi, niente niente niente, però la vita

la vita la morte la pietra che piange, e niente niente,
non che mai ci importi, questa ballata non ci appartiene,

che muore la vita, che ride la morte e i sassi piangono,
però niente niente niente, niente niente, zitti!

 

 

 

 

 

 

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(2019)

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Campo verde che si stende


campo verde che si stende e corre sino a lontano
lontano lontano campo che si stende e incontra laggiù
una strada che si stende e corre sino a lontano

ancora più e più lontano e incontra il cielo che si stende
e mi incontra allontanato da me alienato da me
un altro io che io sono campo verde che mi stende

io nel campo delle cose lontano lontano che incontra
forse me

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(2015)

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di gracile vento fresco, di vento gracile questa notte
fresco da non farci andare a letto, di gracile vento

di quella freschezza ch’è illusione, della nitidezza
della notte calda, si sporgono i rami degli ulivi

proprio verso te, che se la notte dice buonanotte
ecco una bisaccia di scuse per tirar tardi, brezza

come un risvegliarsi fuori orario, beviamo un bicchiere
ancora, beviamo per tirar tardi ancora

 

 

 

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(2018)

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siamo stati tutti mandati a vivere come fossimo

dissanguati amori, come avessimo già perso quello
che reputavamo nostro, come quasi ci trovassimo

dopo la più grande delusione della storia, come
se fossimo nati troppo tardi per essere felici

 

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Quando non escono

22 settembre 2019

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Quando non escono


quando non escono le parole ci si
guarda attorno ci si nutre di pulviscoli
di pulsazioni senza cercare il disegno
grande che le dovrebbe unificare
rendere storia voce che si stende
sulla linea saltellante degli accenti
che parlano di noi che manifestano
la tensione di vivere e il destino
assillante del costringere
il sentito nel detto il patito
nei vuoti sconsolati tra le righe

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(2008)

Di un angelo

20 settembre 2019

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Di un angelo

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è l’immagine di un angelo non quello che si precipita
giù dai cieli con le ali da drago bensì l’altro

sterminatore dell’Eden luminoso con la spada
che ci sta davanti entrando nel buio della navata
duecentesca buio anch’esso e tutto di legno scuro

quasi eroso dalle acque di un diluvio improbabile
ma ugualmente spaventoso ad ambiguamente accoglierci

nella sua alterità arcana con la sua tromba di legno
scuro dentro il suo profondo essere immagine a sua volta
del numinoso di mezzo quasi che il caldo di giugno

là fuori potesse fare davvero appello alla materia
secca e vera quella calda che a toccarla ci brucia
quasi come la sua mistica lama

 

 

 

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(2015)

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le prime sei sillabe servono per prendere il volo
servono a stare alti invece tutte quelle che rimangono

la formula sembra funzionare e le parole scivolano
una dopo l’altra verso dopo verso come quando

la musica spinge nella voce del sax quasi da
sola, che la traina il ritmo e il motivo e l’eccitazione
del sentire il mondo che ti risponde tutto e insieme vibra

 

 

 

 

 

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(2019)

Replay: Fossero solo parole

15 settembre 2019

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Fossero solo parole


fossero solo parole quelle che scrivo nei versi
sugli schermi del computer, fossero solo diversi

modi per formalizzare gli ondeggiamenti perversi
del senso, fossero solo tracce di cuori dispersi

in un viluppo invincibile di intestinali universi
del dolore o del piacere, fossero nomi riemersi
dalla palude dei visceri inconsci, fossero versi

che ti parlano, che dicono proprio a te quel messaggio

che altrimenti a te nessuno direbbe, fossero versi
chiari, piani, di parole, non accenni controversi

di sentimenti indistinti, non sentimenti dissolti
nel lago del ritmo, colti vagamente di passaggio

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(2014)

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questa sera siamo banali, non escono le idee
dalle loro tane, c’è poco da mangiare di fuori,

le idee sono come i conigli, che se illumini il campo
la notte d’inverno, ecco che stanno tutti a mangiare
di nascosto, trepidi, stasera non c’è da mangiare,

le idee sono timide, del resto se hanno sempre paura
è perché così tanto si rischia ad uscire dal buco

 

 

 

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(2018)

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