imprevista

22 luglio 2016

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imprevista
la malinconia serpeggia tra le conquiste
dell’io
giorno dopo giorno
minuto dopo minuto non sappiamo
cosa fare del minuto che viene
del giorno che seguirà
inventando
strategie di dilazione
ossessioni curatrici
periferie della volontà
non siamo
non siamo più
scrigni di energia
rotta qua e là qualche barriera
liberamente
fluiamo

 

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Replay: Non ho mostrato

19 luglio 2016

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Non ho mostrato

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non ho mostrato a nessuno il rovescio della mia
vita, non ho raccontato a nessuno il lato nascosto

di come stanno le cose, a nessuno ho permesso di
scartabellare nel ventre di quello che sta nascosto

dentro il ventre più profondo dell’anima, dentro i vani
del ventricolo di mezzo, dentro il cuore della melma

del mio cuore, non ho detto a nessuno chi sono, non
dirò a nessuno che sono, che sono qui, che ci sono,

non possiedo le parole per discendere là dove
le parole non ci servono più, le parole per

saper tacere davvero

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(2012)

Innumerevoli

15 luglio 2016

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Innumerevoli

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ancora una volta ancora
quattro cinque innumerevoli
sono le occasioni perse

 

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(2011)

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Parole dietro parole

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parole dietro parole, sopra il diagramma dell’ansimo
corre un reticolo fitto di voci, dicono che

non ci può essere uscita, sono sorvegliate tutte
le porte, nelle parole corre un più denso silenzio

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(2013)

Alle promesse

8 luglio 2016

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Alle promesse

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alle promesse degli occhi disattese, alle promesse
disattese dei suoi occhi, bisogna comunque credere,

bisogna comunque illudere quanto si può sottrarre
alla ragione, che grida attenzione attenzione non

puoi permetterti di credere davvero a quello che
sai non essere possibile, comunque bisogna credere

al tuo bisogno di credere che i simboli siano segni
di un vero al di là del vero, perché i sensi percepiscono

davvero tutte le buie ragioni dei sogni

 

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(2013)

Replay: Verso per verso

5 luglio 2016

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Verso per verso

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verso per verso, improvvise schiarite nell’incoscienza
della voce, verso a verso, voce a voce, l’incertezza
sventa volto su volto, compone l’insicurezza

con la mia ragione vuota, mia vigile incandescenza
dei sensi, mia voracissima vita, mia avvelenata
speranza, mia vivacissima voglia di farmi voce

a mia volta nel mio essere, nella presenza avara
di chi mi dichiara: io, potrei veramente volere,
potrei vantarmi di vivere davvero dentro me,

e persino essere voce verso per verso di me,
voce per voce del mondo, viso a viso, mondo a mondo

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(2012)

Adesso

1 luglio 2016

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Adesso

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è adesso, al mattino delle sei, che si incrocia sul treno
il destino, nella parte di un controllore pedante

o di una bionda dall’aria affannata o di quel sedile
macchiato d’indefinibili resti di chissà cosa

di poco amabile, tragico nella sua mattiniera
instabile indegnità, questo insistere dell’intera

compagnia per ribadirmi ciò che giorno dopo giorno
non arriverò a capire, quasi percependo che

pure io vi devo avere il mio ruolo, e non rimanermene
qui in platea intorpidito dall’impossibilità

dell’ora e di questo buio ancora spalmato di fuori

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(2011)

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Una poesia filosofica

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una poesia filosofica, una percezione mistica,
uno svanire di cose, non rimane che l’essenza,

rimane soltanto l’anima appesa dentro il pensiero,
ogni sapore si è perso, siamo fatti di silenzio

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(2013)

Pirulipin

24 giugno 2016

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Pirulipin

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pirulipin! come saltano saltellano costellano
come ritornano smettono riprendono e lallero
pirolipon pirolin! discutono smettono sono
solamente suoni dentro questa nostra bolla vuota

sono note che divorziano che abbandonano solo
suoni dentro questa nostra ossessione quando saltellano

abbandonano divorziano e pirulipin sbrindin
sbrindulin soltanto suoni caramelle organizzate

multicolori nell’aria che sa di blu

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(2015)

Replay: Sopra il mare

21 giugno 2016

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Sopra il mare

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una brezza più azzurra
rende vivo lo specchio del mattino

non c’è silenzio nello zàffiro dell’aria
ma una voce globale che traspare
dal limpido dolore delle cose
nel gioco leggero delle nuvole

sopra il mare di dentro, tanto freddo
e buio di passioni

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(2008)

zampillano le notizie

17 giugno 2016

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zampillano le notizie
dall’ampolla della radio
monotono susseguirsi
di fonemi modulati
sulle tragedie del mondo
nelle commedie rituali
tra gli stacchi musicali
della pubblicità

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(2010)

Replay: Chiamarlo io

14 giugno 2016

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Chiamarlo io

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è sempre lo stesso il punto, chi mi stia esprimendo qui,

da dove vengan fuori le parole che qui stanno
marcando col nero questa pagina altrimenti campo

vuoto, terribile, algido, come se si parlasse

perché un tracciato qualsiasi è già una certezza per noi
che stiamo in faccia al deserto, ed è bello avere con noi
qualcuno che lo trasformi in qualsiasi cosa che non

sia soltanto sabbia, e quello chiamarlo io

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(2012)

Portatore di luce

10 giugno 2016

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Portatore di luce

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non calpestate i gigli di campo neanche Salomone
al colmo della sua gloria nemmeno lui è vestito
non calpestate non siete l’arcangelo del Signore

gigli di campo nemmeno l’arcangelo del Signore
è vestito come uno di loro al sommo di gloria

non calpestate non siate Salomone al colmo
della mia miseria al culmine dei gigli degli arcangeli
caduti poi calpestati nell’onta dei cerchi freddi

dell’arcangelo lucifero nella gloria oltre i gigli
di campo del re dei morti che nemmeno Salomone
al sommo della sua gloria è vestito come lo è lui

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(2015)

Replay: Professore

7 giugno 2016

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Professore

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professore, quanta musica circonda
il tuo discorso, il perimetro sinuoso
delle parole, il tuo pensiero attento,
dedicato al capire, allo spiegare
un mondo complicato come questa luce
che ti disegna intento
e le sue ombre, nell’aprire
il millesimo segreto che ci turba

è per comprendere, che ti seguiamo assorti,
che ascoltiamo anche il fruscio che fan le pagine
foglio dopo foglio, quando la mano trema,
un poco, e la voce appena si interrompe

la musica di cui ci dici ci circonda, riempie
lo sguardo come il tuo percorso, e la memoria,
mille gighe danzano nelle tue parole,
non il segreto che ci sveli è ciò che intriga,
ma quello che, più grande, lasci
quando taci

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(2008)

Volgarità

3 giugno 2016

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Volgarità


volendo essere volgari, piantarti
questo cazzo davanti agli occhi, duro
come un discorso per la vita e pieno
d’inelegante maschia tracotanza,
definendo il confine di ciò che
è sesso e nube e folle malinconica
nera ossessione, e ciò che è sesso e sole
e chiara magica unione sensibile
di anime scelte, mentre si dispongono
i corpi a impersonare l’atto primo
dell’esistenza, attraversando il margine
delle violenze vive e del volere
essere amati, avvertendo nel sangue
che lo riempie il replicare fremente
della carne, che ancora implora vita
e tutto il tempo vita, senza tregua

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(2009)

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