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quale stanco magro mare sotto la pioggia che striscia
di brividi i finestrini grondanti del treno grigio

del crepuscolo d’autunno freddo e grigio e mare e buio
che già cresce nascondendo vuoti e grigi tristi hotel

sulla spiaggia abbandonata alla malinconia infinita
da spiaggia fuori affezione foci effimere di fiumi

che si fermano già prima di infondersi al loro mare
piangendo una brezza buia di tardo ottobre sul cuore

grigio grigio grigio freddo vuoto del viaggiatore

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(2014)

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ricordi di colpo . tutto quello che hai dimenticato
di immaginare, . tutto in una volta, e solo perché

la notte è di colpo . troppo grande e benché tutto sia
del tutto normale, . l’erba è bagnata di mito, il fiume
scorre troppo grande, . il cielo è troppo vasto e troppo basso,
se tu lo toccassi . ci potresti precipitare,

se tu le potessi . davvero toccare, le cose
forse piangerebbero, . piangeresti tu, come svanendo

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(2020)

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è il rumore sordo, basso,
improvviso dello sbattere
del corpo pieno dell’onda
sulla pietra conformata
da millenni del riceverla
così che lo schiaffo è intero,
totale, amoroso, fervido
di spruzzi di schiuma candida
per un momento sospesi

e poi ricadenti a scroscio
sopra la mano del mare

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(2011)

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scrivo un diario di parole, un getto un gesto intermittente

un saltellare di incipit, una fuga di voce
sul silenzio della pagina bianca, scrivo quel diario

che non posso pronunciare, le nostre parole mentono
dicono sempre bugie dicono sempre un messaggio
che non ci può corrispondere, parlare senza dire

è la sola soluzione, scrivere un diario di gesti
registrare l’avventura dell’ingresso dentro il mondo
delle mie parole-cose, dei gesti di forme nere

infilate sul silenzio, sul bianco, senza il dovere

di nessuna verità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

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rimane soltanto il sognarti, sta impressa la tua ombra
su quella parete, è la parete del sogno, guarda

vedi, non esiste davvero, ti posso amare ancora
di un amore triste, la parete del sogno si scrosta,

anche il sogno sogna di sognarti, la tua ombra triste
mi racconta sogni di altri, di là dalla parete

antica, secca

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(2019)

Replay: È davvero

21 febbraio 2021

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È davvero

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è davvero questo il posto dei colori trasmutati,
l’isola del loro sogno, dove si accendeva il mondo
in orgasmi trasparenti, per la luce troppo chiara,
è davvero questo posto dove giocano al volano,
smuovono la sabbia, giacciono come serpenti nel sole

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(2012)

Di come viviamo

19 febbraio 2021

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Di come viviamo

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di come viviamo, come ci guardiamo attorno, come
resistiamo, procediamo nel labirinto distratto
del quotidiano, e viviamo allora, e ci guardiamo attorno

e procediamo, tenendoci ben stretti alle pareti,
al gioco vivo dell’altro, al filo del quotidiano

alla sua vivida noia, al come resistiamo dunque
al come siamo viviamo resistiamo poi restiamo

eccoci qui che restiamo persi, ahi che non ci investe
più, che non ci bacia più l’ansietà dell’assenza, e come
percorrere il labirinto ancora distratto dell’intimo

nel gioco vivo dell’altro, differiti al filo fragile
del come viviamo, come ci volgiamo attorno, come

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(2015)

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risplendi di neve e dei tuoi denti, nontiscordar di

certo era di me che ti dovevi curare, la casa
era nell’inverno il rifugio del bianco dei tuoi denti,

d’estate nell’ombra le tue braccia restavano fresche,
più che il tuo sorriso la voce era casa, la voce era

casa nostra, certo era di me che tu avresti dovuto
curarti, la neve, la tua bocca, la cucina azzurra

come nelle vene del cielo, nel bianco dei tuoi denti
la casa restava calda, fresca, nostra

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(2019)

Replay: Buchi neri

14 febbraio 2021

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Buchi neri

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bisogna che ci crediamo nella possibilità
di arrivare prima o poi da qualche parte che non sia

solo un posto di vacanza, dove il sole splenda sempre
ma senza farci morire, dove ci sia acqua e non pioggia,

dove riesca il mondo a non annoiarci troppo, bisogna
sviluppare un desiderio di impossibile utopia

per reggere questa nebbia, questa eterna identità
delle cose di ogni giorno, questa coattiva presenza

di assenze, di buchi neri

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(2017)

Ahi!

12 febbraio 2021

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Ahi!

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dove siamo dove siamo dove siamo come siamo
arrivati in questo posto non sappiamo non sappiamo

arrivati in questi anni questo tempo questo luogo
piove fuori piove dentro dove siamo come stiamo

tutto bene tutto male si raccontano così
le voci del mio presente mi sono perso ci siamo

perduti trovati dove quando non ci potevamo
credere, ahi! quando siamo ritornati in questo luogo

ahi altrove! ahi mio tempo che non ci conosce più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2016)

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saremo un tesoro . sotterrato in giardino, un corpo morto
e dimenticato, . saremo il corpicino di un uccello

canterino, a notte . canteremo una nenia di fantasma
bambino, saremo . il sospetto che ci siano cose, fuori,

che noi non sappiamo, . che non sospettiamo, ecco, saremo
la mia stessa voce . che io non sospettavo di avere,

che non sospettavo . di essere, che non ero io
pure sempre essendolo, . pur valendone la pena

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(2019)

Replay: Arrivare

7 febbraio 2021

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Arrivare

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ora, vediamo, rimangono solamente tre ore
prima che nel tempo termini il viaggio, stanno scorrendomi
attorno colline fredde di sole invernale, basso

nel cielo, freddo anche lui, vediamo, se fossero queste
davvero le ore prima del momento grande, della
partita finale, cosa staremmo facendo adesso,

cosa potremmo narrare a chi mai ci ascoltasse, dove
magari saremmo, il cielo rimane gelato e azzurro,
il cuore resta gelato e azzurro, restano soltanto

tre ore prima che siamo arrivati

 

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(2017)

Versando

5 febbraio 2021

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Versando

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stiamo versando dell’acqua, siamo dentro una versione
tralasciata delle cose, teniamo la brocca in mano,
stiamo versando dell’acqua in un catino bianco, siamo

versati pure noi dentro la versione trascurata
abbandonata scordata dispossessata del mondo,
siamo perduti nei versi, riversati come acqua

bianca in un catino, pure noi abbandonati spersi
perduti tra righe ignote, rime che suonano strano,
una versione scordata della canzone del mondo,
disarmonie inconsistenti, gorgoglio dell’acqua bianca

nel catino bianco, al culmine dei versi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2016)

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se avessimo perso la vita che conduciamo dalla
mattina alla sera e ci trovassimo chiusi in un limbo
di parole astratte, di regole impossibili, se

trovassimo sempre chiusa la porta di casa nostra
dove adesso vive un altro, da dove voci si sentono
che non sono quelle che ne dovrebbero uscire, se

la vita scorresse per tutti gli altri ma non per noi
che siamo rimasti senza luogo, senza spazio, senza

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(2019)

Replay: Dopo la menopausa

31 gennaio 2021

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Dopo la menopausa

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non dovrebbe essere meglio? o peggio? non dovrebbe forse
cambiare almeno qualcosa? come accade che il presente
rimanga sempre presente e non smettiamo di annodarci
nell’identico medesimo laccio di tutti i tempi?
sei sempre così sicura di volermi come prima?
sono sempre così certo che non ci sono flessioni
nel discorso che trascorre i nostri corpi? nel rivolgermi
al labirinto nascosto del tuo ascolto? nel sentire
che la tua voce mi imbeve della nostalgia consueta
di te? incertezza e ignoranza sono parte del sapere,
la gente resta seduta, l’arrivo non è lontano

 

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(2012)

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