Sopra il rovescio

27 marzo 2015

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Sopra il rovescio

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sopra il rovescio annegare del rovescio del mondo
essere gioco nel gioco sull’inverso del gioco
cosa fatta di altre cose nel vuoto della cosa
ritorno lento di note sulla nota che termina

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(2013)

Replay: Il cartellone

24 marzo 2015

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Il cartellone



i ragazzi che si baciano nel cartellone esposto
fuori dal negozio sanno che quella è pubblicità
e non è una cosa vera, ma non sanno fare a meno
nell’appoggiare le labbra a quelle dello sconosciuto
di sognare che lo sia, ugualmente perduti nell’attimo
che rende autentico il falso, costringendoci a guardarli
attraverso la finzione, come se quella passione
ugualmente fosse nostra, una superficie profonda
dove sono eterne e pure tutte le cose che appaiono

Los Cristianos, 3 settembre 2011

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(2011)

Spirito

20 marzo 2015

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Spirito

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dove resta vita dove resta passione dove ancora
resta un pulsare che si senta
al di là della spessa
indifferenza del mondo dove sensazione resta
che permetta di cercare di volere di restare
attaccati alle cose al piacere di
desiderarle di essere con loro o senza di loro
ma in contatto
e vivi

non costretti
a cercare nell’alcol un barlume
di memoria di che cosa
fosse stato un piacere uno scopo un
dolore che non sia quello
così inutile
ottuso
del non sentire del non provare
più nulla

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(2005)

Replay: L’onda

17 marzo 2015

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L’onda



l’onda risale la rampa
si spinge fino alla strada
si stende sopra l’asfalto
come cera, come olio,
scorre attraverso le crepe
in una minima effimera
orografia, ridiscende
per vie diverse, frusciando

El Puertito, 29 agosto 2011

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(2011)

Sono felici le nuvole

13 marzo 2015

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Sono felici le nuvole

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sono felici le nuvole di avvolgere la terra
da lontano, da vicino, cantano un silenzio fragile,
un’aurora del soffuso, la cancellazione flebile
dei profili, dei colori, così felici le nuvole
di accarezzare la terra, di mangiarla

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(2013)

Replay: Incidenti

10 marzo 2015

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Incidenti



era quando non ricordi o non capisci
dove la felicità si è nascosta
(la facilità di vivere, quando tutto
ciò che importa è lì a portata di mano)
era quando non incontri o non ritrovi
il senso dell’incedere del giorno
(giorno dopo giorno, nel fluire
della noia e della gioia)
era quando non sei o non vuoi
proprio essere quello che sei
e tutto incespica si rompe si dimentica
di essere stato fatto per durare

piccoli incidenti, o drammi,
basta poco o basta molto
per nascondere la chiave
del ritmo fortunato della vita
quello con cui si corre
a testa alta
persino incontro al nulla

 

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(2004)

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Senza senso
(Canzonetta acida)

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non posso più recitare
gli odori di questa estate
da che ti ho scoperta aliena
al mio medesimo odore

non sai, non vuoi vedere
quale sapore possono ancora
le mie labbra passarti

non riesci più a toccare
l’aroma caldo, aspro
del mio desiderarti

e ripetutamente non vuoi, non puoi più essere un vaso
che contenga il mio sguardo
le mie mani
il mio pensarti

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(2004)

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Ballata del desiderio contorto



ti piace perché ti fa male,
singolare accostamento, che
richiede comunque che a me
faccia male perché mi piace,
e così è davvero, in verità,
poiché ancora rimango qui
a soffrire con te, e proprio così
ti piace, mi piace
e non dormiamo poi, la notte,
per la pena che abbiamo prodotto
e che abbiamo patito, e scusandocene, allora,
ci scusiamo subito dopo delle scuse,
più inadeguate di questo dolore
che procura piacere, di quel godimento
che pare un castigo,
…………………………………ma almeno
sono vivi questi strazi, intensi, capaci
di farci sentire l’una di fronte all’altro,
motivati con rabbia e con passione,
nella furia di qualcosa che
sta oltre il tormento, al di là
dell’attrazione, nel puro
annodarsi del sentire, sempre più forte
intenso, vero, bruciante, atroce
come il risvegliarsi una mattina consapevoli
che non è più possibile spingersi
nemmeno un attimo più in là

 

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(2004)

Quando dal sé

27 febbraio 2015

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Quando dal sé

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quando dal sé si dimentica il sé, quando l’io è là,
quando dall’io si tralascia anche l’io, quando il sé è altrove,

quando siamo tutto il resto e tutto scorre, tutto resta,
quando siamo quella pianta laggiù, la formica, il corvo,
l’estasi incauta dell’eros, il tuo stesso percepire,

quando si torna dal fuori al sé, e il sé non basta più

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(2013)

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preparandomi a distinguere
il troppo dolce
gemito del gelsomino

il mio olfatto esita, confonde
il troppo dolce con la dolce
putrefazione delle foglie d’autunno

e corre avanti, all’aria pura e secca
della neve la notte, dove ogni odore
è una voce

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Scorre

20 febbraio 2015

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Scorre

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cola il tempo nei tubi del termosifone
lo si sente la notte, goccia dopo goccia
quietamente trascorrere, circolare
(potrei fermarlo, e sarebbe il gelo)

mi fa compagnia, invece, coi suoi docili
minimi passi di morte, mi bisbiglia
che è proprio lei, contattata così,
la compagna sfuggente del mio viaggio
nelle acque sotterranee del sentire

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(2005)

Replay: io

17 febbraio 2015

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io
per chi mi cerca nel giorno sbagliato
non sono a casa
………………..non ci sono per nessuno
………………..nemmeno per me

capita poi che un’idea
prima nascosta e poi di colpo nuda
dal lago mio perplesso del non esserci
mi tragga a sé

il seguito è ovvio, perché
la meraviglia sta nel cambiare

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Quello che colpisce

13 febbraio 2015

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Quello che colpisce

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quello che colpisce è che la roccia, salendo, diventi

muro, poi scanalature, archi, finestre, ceselli,
guglie, come una materia che si raffina nell’alto,

come un trasmutare dal terrestre al celeste, e il celeste
siamo noi, démoni o dei, creature di forma

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(2013)

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mi salvava un tormento indistinto
come un desiderio di desiderare
una voglia di vita
di mancanza

e poi così, di colpo
mescolando il risveglio e lo stupore
(temporale ad oriente
tra la notte e il mattino)

ora il mio occhio ispeziona le onde
senza direzione nella baia
(in un attimo piove)

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Saulo

6 febbraio 2015

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Saulo

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nell’ombra dell’emozione

nella luce pneumatica dell’improvviso sapere

sotto il corpo del cavallo
enorme, carnale, pieno
ritrovandoci di colpo
così pieni a nostra volta d’altro
consumati dalla febbre del vedere
quello che non avevamo mai veduto
…………ma solamente astrattamente poco consapevolmente
…………incertamente agognato

non mi lascerete allora, voi,
smarrito, qui

un palpito appena al di fuori
dei confini quotidiani del dolore

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(2004)

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