Replay: Come

13 novembre 2018

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Come



come gazzelle in prigione, alte euforbie nel recinto
del vaso, come un oceano cui sia interdetto trascorrere
tra una cresta troppo grande e la seguente, come figli
del sole duro dispersi nella cruda bruma della
speranza, come creature il cui nome sia andato perso,
come nomi persi, come nomi dissanguati attorno,
ora che dilaga il suo disordine, il suo cupo ordine
di vaso, d’acquario, di prigione, di nebbie, di celtiche
costellazioni di ghiaccio, senza pulsanti gazzelle,
senza sotto il sole alte euforbie, senza vita e senza
antica e autentica morte

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(2011)

Questa poesia, come quella postata l’11 maggio, è stata scritta a suo tempo a caldo in risposta a un appello di Gianmario Lucini, in seguito al gratuito omicidio, a Firenze, nel dicembre scorso, di un immigrato africano. In risposta a Lucini avevo poi preferito l’altra.

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Per descriverci

9 novembre 2018

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Per descriverci

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se mai dovessi descrivere il dialogo che ci lega
non mi sarebbe davvero così facile trovare
le parole per fissare quelle cose che di solito
vengono vissute insieme senza parole oltre a quelle
essenziali per lo scambio quotidiano, e finirei
fatalmente per mentire, inventare, fantasticare
definitive metafore di gioia e di dolore
che ci assomiglino, certo, ma solo come un’antica
fotografia in bianco e nero che conserviamo per dirci
quanto diversi siamo oggi

 

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(2011)

Replay: Puerto Real

6 novembre 2018

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Puerto Real



che paura ritrovare
quei versi di Juan Ramón
che leggesti quando non
sapevi, quando credevi
che il passato stesse dietro
di te (marismas secas, sales
rojas) ed era davanti,
fitto di enormi scoperte
pronto a colpirti una sera
di fronte a versi inattesi
(altas lagunas que
creímos mares!)

 

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(2011)

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siamo noi banali non le cose, siamo noi che non
siamo mai capaci, un lunedì mattina qualsiasi

di prendere il mondo per il collo e così ricondurlo
a noi, siamo noi, siamo mai, le parole medesime

sono cose e portano sapori inconsueti, ritornano
quando le spingiamo alle altre cose di carne e di pietra,

sono sabbia e mare le parole, siamo noi, non siamo
mai così lontani dallo strusciarsi secco dei sassi
sotto i nostri piedi, noi siamo sassi, siamo parole
che strusciano secche sotto le nostre dita, banali

saranno le nostre parole se non saranno più
cose, siamo noi che non siamo mai capaci di prendere

dentro di noi tutte le parole di carne e di pietra

 

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(2018)

Replay: Tempesta

30 ottobre 2018

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Tempesta



sul silenzio nette
campeggiano le voci

e tutto è fermo
un mondo intercettato
dai pastelli dell’attesa
giusto prima che irrompa
nel cielo la prima tromba
squillante e nitida
di un’Apocalisse

ecco, un’ombra veloce di vento
fresca e verde
agita appena le foglie, ora,
un brivido in bozza
percorre la pelle
intorpidita, ora

brontola un cupo pesante
enorme blocco di grigio

quando improvviso e ripido
il mare fugge, ecco,
verso il cielo che ti chiude
per sempre a me

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(2006)

Saranno mille e una notte

26 ottobre 2018

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Saranno mille e una notte

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saranno mille e una notte, sarà tutto stato un sogno,
saranno mille incrociate definizioni di sogno,
saranno mille sogni, mille stati, mille notti, una
sola incistata nell’anima, larva che non diventa
mai farfalla

 

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(2013)

Replay: Nell’alto

23 ottobre 2018

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Nell’alto



incredibilmente il cielo
meno bianco non è dei muri della casa
e non meno verdi le tende
delle foglie del fico, e la terrazza è deserta
nell’aria ferma, la catastrofe
deve ancora arrivare, non si sentono
i passi concitati, le grida represse, tutto il frenetico
ambaradan del sùbito dolore

la vita sta sospesa come un nibbio
nel cielo illividito, alto e immobile,
ma con gli occhi già presi dal suo topo

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(2008)

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dalla mia finestra le sere infestano innumerevoli
il mondo, le case non proteggono soltanto i nostri

corpi, il sentimento è ugualmente minacciato dal mondo
che la mia finestra tenta di incasellare e tenere

al suo posto, temo le sere che il core inteneriscono
quanto le parole d’amore, ritagliate da un libro

di luoghi comuni, dalla finestra le sere infestano
la mia vita, anche l’amore lo fa, senza scampo

 

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(2018)

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Del ricordare e del gesto



del ricordare e del gesto, questo così freddo luogo,
questo così estraneo andare tra muri che sono troppo
muri, queste mie parole stesse che non sono mie,
questo mio spesso tremore, da annegarsi nel tremore
che riconosco negli altri, queste mie mani ricordano
ricoprono i gesti del presente col ritmo di quelli
veri, riaprono il presente a ciò che è rimasto lontano
rimasto dentro rimasto chiuso, vivo, vivo, vivo
come sono stato io, sino al momento in cui qualcuno
ha deciso che il mio battito non fosse compatibile
con quello di tutti gli altri

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(2011)

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regole regolarità regolamenti
reticoli di remi renitenti
recepire regate resistenti
refoli di refe, fulminanti
filosofie del filo, del finito,
del futile e del fiacco, del fenomeno,
filologie del verbo, del veleno,
del vero, del veridico, veramente
del vento, ventaglio, venti volte

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(2011)

Replay: Quando si parla

9 ottobre 2018

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Quando si parla



quando si parla una lingua che non è quella del cuore
le parole si nascondono al nostro sguardo e all’udito
le cose sono ristrette a vivida approssimazione
persino il mare è più semplice e l’amore è diventato
un mare di stereotipi denso di sicurezze
dove tutto è come deve essere, del proprio colore
più lessicalmente vero

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(2011)

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vita nel frinire interminabile delle cicale
vita nelle onde sotto la luce determinata
del tuo pomeriggio, vita dentro gli insetti che corrono

verso le tue briciole, vita nelle briciole, nel loro
pigro stare sulla sabbia, vita nella spiaggia, vita
nelle tue cicale che perseverano, vera vita

del sole e del mare e del vento e della terra e di te,
ora tace l’anima, i sassi scottano, vero volto
di un prossimo dio, ma nessuno è rimasto che ti guardi

 

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(2018)

Replay: Tanto tempo fa

2 ottobre 2018

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Tanto tempo fa
(Madrigale del ricordo e dello spavento)



che paura quando il cuore ripercorre
le strade tracciate
tanto
tempo
fa

che spavento accorgersi di quanto mondo c’era
attorno, che il nostro correre avanti
non vedeva
quante bellezze, quanti bivi
che ci apparvero allora
come inutili stradelli polverosi
ed erano invece la via, forse
per evitare, appena più avanti,
il dolore frastornante della fine

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(2004)

Prendi il silenzio

28 settembre 2018

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Prendi il silenzio

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prendi il silenzio, rovescialo nella campana timida
del vespro, metti nel buio di questo incontro la voce
tra ombre, tra voci calde e quiete, tra trepide braci

di amorevole follia, biscotti, tazzine, le labbra
che mescolano sapori e parole, freddo all’esterno
delle finestre serrate, che i rintocchi ti rivelano

con questo avvento notturno, nel riverbero dei volti
tintinnii di porcellane albine, mani che raccontano,
occhi che ora sorridono, guarda il silenzio, lascialo

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(2012)

Replay: Di cosa

25 settembre 2018

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Di cosa


di cosa devo pentirmi quale ammenda devo fare
di cosa devo tacere quale silenzio ho da scegliere
a cosa devo negarmi quale destino mi lascia
di cosa posso parlare quale urlo mi condanna

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(2012)

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