Figura fredda

19 gennaio 2018

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Figura fredda

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stavano così le rose, dentro al freddo della luce

di un luogo che non è loro, trattenevano il respiro
di un’aria che morde il fiato, scabrosa alla gola molle

tra i petali rossi, fredda come un sole che non è

loro, sorprendente stupro minerale, luce vecchia
senza redenzione, senza illusione, stavano come

potremmo stare noi quando ci piange il mondo di dentro

dentro la faglia del cuore secco per sempre, oggi

 

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(2017)

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Replay: Ci sono gli alberi

16 gennaio 2018

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Ci sono gli alberi

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ci sono gli alberi, scendono dall’alto fino a terra,

molte nuvole nascondono i monti grandi sul fondo,
la strada è percorsa lenta da un camion, si sente il clacson,

le nuvole fanno macchie sui monti vicini piccoli,
è tutto verde, sonno, il giorno aperto mi guarda

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(2013)

La prossima volta

12 gennaio 2018

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La prossima volta

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la prossima volta che ci troveremo qui, sarà
veramente un posto, questo posto, sapremo che dietro
il cancello della torre del mercato c’è una piazza

da cui si stacca una via, e poi c’è un angolo, e un’altra
via dove c’è casa, solo per oggi, ma indubbiamente
la nostra,

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(2013)

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Recitativo dell’improvvisa ansia

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da tanto e tanto tempo eri solo un’icona
una figura un simbolo congelato
del desiderio
mentre ora di colpo
spaventevolmente
respiri
parli
mi
osservi
ti lasci toccare, guardare
ti ondeggiano i capelli
gli occhi sorridono

e sei
legata
a un altro

mentre da troppo tempo il mio amore
quello vero, quaggiù
inesorabilmente
sva
ni
s
c

e

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(2004)

Insetto

5 gennaio 2018

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Insetto

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la rivista cui noi siamo abbonati richiede il gesto
di lacerare l’involucro e in questa surrettizia origine
si rivela insetto al nascere dall’aprirsi di un velo

che era stato pelle, carne, e adesso è soltanto superflua
protezione eliminabile giunzione tra ciò che è

solamente adesso vita e prima sogno larva tendere

nostra avventura in potenza battito del tempo che
deve ancora avvenire

 

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(2017)

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Non devo scrivere il luogo



non devo scrivere il luogo, la poesia è un mondo astratto,
un mondo dentro il riflesso, dove le forme del mondo

si diffondono, sfarfallano, raccontano racconti
ribaltati, sono storie di non storie, inconsistenti,

edifici che pretendono un senso al loro specifico
esistere, suggerendo di averlo perso, di non
averlo mai avuto

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(2013)

La coincidenza

29 dicembre 2017

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La coincidenza


avevo già in parte scritto
queste righe quando forse
per coincidenza o magari
per coincidenti illusioni
qualcun altro si è trovato
a svilupparne di identiche
e mi devo domandare
approfittando così
dell’occasione se forse
non sia stata già annullata
la differenza tra noi
e se io non stia vivendo
almeno in forma accennata
la sua vita adesso che
lui sta vivendo la mia

 

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(2011)

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Recitativo dell’amore che finisce

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sulle linee del discorso della morte
incespicate ambedue, abbacinati,
nel rifiuto stupefatto
d’incontrarvi

starete insieme, certo, ma nel morire
l’uno dell’altra, nello strazio e
nell’agonia di un amore
ancora vivo, e già incapace
di nutrirsi

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(2005)

Dopo il Diluvio

22 dicembre 2017

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Dopo il Diluvio


se non fosse tanto intenso il freddo se non fosse tanto
triste la luce se non ci fossero mai e poi mai
queste angosce che consumano tutta la nostra aria

e se poi fossimo a casa se fossimo nella nostra
stanza tutti presi dall’abbraccio delle consuetudini

se tanto intenso non fosse il male che consuma tutto
il nostro esistere insieme se non fosse tanto triste
la solitudine fredda la luce triste l’assenza
di tutta la nostra casa l’ansia delle consuetudini

l’ansia dell’essere insieme senza che si sciolga il freddo
o che sia casa la casa proprio come non ci fossero
mai e poi mai le risposte

 

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(2017)

Replay: Banaras

19 dicembre 2017

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Banaras

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come fosse una Venezia spalmata di scivolose
merde di vacca, in cui l’acqua le ingloba salendo, metro

dopo metro per le strade strette, in cui anche l’acqua è sacra
e non la si può fermare nemmeno mettendo in mezzo

le tanto più sacre vacche, che producono la merda
che l’acqua lava, che l’acqua rende sacra parte di

sé, una Venezia bagnata con un grande fiume sacro
che l’abbondanza di merde sciolte non renderebbe più sacro

tantomeno se ti entra in casa adornandoti i muri
della tenue tinta gialla della merda differita,

mentre poco più in là bruciano i fuochi di tutti i morti
che hanno scelto di morire nella Venezia di vacche

incontinenti e tranquille, che eternamente ti guardano
quasi come tu non fossi tu, quasi come tu fossi

Shiva

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(2013)

L’insetto

15 dicembre 2017

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L’insetto

 

 


l’insetto dentro lavora, morde il quadrato dell’anima

 

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(2013)

Replay: Lo sguardo lungo

12 dicembre 2017

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Lo sguardo lungo


non un giardino lezioso
ma la geometria variabile
e astratta del coltivato
detta regole all’immagine
di queste palme su rocce
grigie contro il fondo grigio
del fiume e del cielo ansioso

il tempo si è fatto scudo
dell’invenzione ieratica
di un mitico giardiniere
di paesaggi un inventore
di silenziose preghiere
allo spirito che aleggia
primevamente sull’acqua

noi ci nascondiamo dietro
allo sguardo del fotografo
che inutilmente si sforza
di non capire o sentire
il fervore trattenuto
dall’atmosfera che canta
tra le colonne di palma


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(2009)

Permanenza dell’attimo

8 dicembre 2017

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Permanenza dell’attimo


il sole scalda la nuca l’ombra disegna lontano
il profilo del rimpianto attorno sarebbe silenzio

se nelle mie orecchie i fili non portassero un quartetto
Razumovsky e in questo limbo tra natura ed artificio

crescono le mie parole come pulsioni selvatiche
ma presto addomesticate come profili di un vivere

trattenuto e forse debole ma reso duraturo
almeno quanto lo può tutto quello che sta scritto

 

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(2017)

Replay: Solo i miei occhi

5 dicembre 2017

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Solo i miei occhi


sotto il verde chiaro il verde scuro, i bruni, sotto il monte
l’acqua, tutto scorre, brilla, aspetta, intride, canta, luccica

come un sogno tutto oliato sotto il sole, ed è un’attesa
non mia, non mia, io non sono più qui, non sono sull’acqua

senza termine del mare, la città vuota d’agosto
mi ha preso, solo i miei occhi rimangono

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(2015)

Io

1 dicembre 2017

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Io


quando io ti dico io, tu lo sai bene che io
mi confondo su che cosa sia io, che cosa ti stia
dalla mia parte dicendo, mi è assai più chiaro che cosa

sei tu, progetto del mio desiderio, soggetto che
irrompe, dialoga, segna la persistenza dell’essere

veri, teneri, concreti, amari, capaci, di dire
a loro volta tu, specchio che mi da forma, la più

desiderata di tutte le parole, a dissipare
tutti i sospetti, mattone prodigioso dell’esistere
davvero

 

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(2012)

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