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Senza senso
(Canzonetta acida)

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non posso più recitare
gli odori di questa estate
da che ti ho scoperta aliena
al mio medesimo odore

non sai, non vuoi vedere
quale sapore possono ancora
le mie labbra passarti

non riesci più a toccare
l’aroma caldo, aspro
del mio desiderarti

e ripetutamente non vuoi, non puoi più essere un vaso
che contenga il mio sguardo
le mie mani
il mio pensarti

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(2004)

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Ballata del desiderio contorto



ti piace perché ti fa male,
singolare accostamento, che
richiede comunque che a me
faccia male perché mi piace,
e così è davvero, in verità,
poiché ancora rimango qui
a soffrire con te, e proprio così
ti piace, mi piace
e non dormiamo poi, la notte,
per la pena che abbiamo prodotto
e che abbiamo patito, e scusandocene, allora,
ci scusiamo subito dopo delle scuse,
più inadeguate di questo dolore
che procura piacere, di quel godimento
che pare un castigo,
…………………………………ma almeno
sono vivi questi strazi, intensi, capaci
di farci sentire l’una di fronte all’altro,
motivati con rabbia e con passione,
nella furia di qualcosa che
sta oltre il tormento, al di là
dell’attrazione, nel puro
annodarsi del sentire, sempre più forte
intenso, vero, bruciante, atroce
come il risvegliarsi una mattina consapevoli
che non è più possibile spingersi
nemmeno un attimo più in là

 

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(2004)

Quando dal sé

27 febbraio 2015

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Quando dal sé

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quando dal sé si dimentica il sé, quando l’io è là,
quando dall’io si tralascia anche l’io, quando il sé è altrove,

quando siamo tutto il resto e tutto scorre, tutto resta,
quando siamo quella pianta laggiù, la formica, il corvo,
l’estasi incauta dell’eros, il tuo stesso percepire,

quando si torna dal fuori al sé, e il sé non basta più

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(2013)

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preparandomi a distinguere
il troppo dolce
gemito del gelsomino

il mio olfatto esita, confonde
il troppo dolce con la dolce
putrefazione delle foglie d’autunno

e corre avanti, all’aria pura e secca
della neve la notte, dove ogni odore
è una voce

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Scorre

20 febbraio 2015

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Scorre

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cola il tempo nei tubi del termosifone
lo si sente la notte, goccia dopo goccia
quietamente trascorrere, circolare
(potrei fermarlo, e sarebbe il gelo)

mi fa compagnia, invece, coi suoi docili
minimi passi di morte, mi bisbiglia
che è proprio lei, contattata così,
la compagna sfuggente del mio viaggio
nelle acque sotterranee del sentire

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(2005)

Replay: io

17 febbraio 2015

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io
per chi mi cerca nel giorno sbagliato
non sono a casa
………………..non ci sono per nessuno
………………..nemmeno per me

capita poi che un’idea
prima nascosta e poi di colpo nuda
dal lago mio perplesso del non esserci
mi tragga a sé

il seguito è ovvio, perché
la meraviglia sta nel cambiare

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Quello che colpisce

13 febbraio 2015

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Quello che colpisce

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quello che colpisce è che la roccia, salendo, diventi

muro, poi scanalature, archi, finestre, ceselli,
guglie, come una materia che si raffina nell’alto,

come un trasmutare dal terrestre al celeste, e il celeste
siamo noi, démoni o dei, creature di forma

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(2013)

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mi salvava un tormento indistinto
come un desiderio di desiderare
una voglia di vita
di mancanza

e poi così, di colpo
mescolando il risveglio e lo stupore
(temporale ad oriente
tra la notte e il mattino)

ora il mio occhio ispeziona le onde
senza direzione nella baia
(in un attimo piove)

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Saulo

6 febbraio 2015

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Saulo

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nell’ombra dell’emozione

nella luce pneumatica dell’improvviso sapere

sotto il corpo del cavallo
enorme, carnale, pieno
ritrovandoci di colpo
così pieni a nostra volta d’altro
consumati dalla febbre del vedere
quello che non avevamo mai veduto
…………ma solamente astrattamente poco consapevolmente
…………incertamente agognato

non mi lascerete allora, voi,
smarrito, qui

un palpito appena al di fuori
dei confini quotidiani del dolore

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(2004)

Replay: senza direzione

3 febbraio 2015

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senza direzione
senza moto
un’agonia tranquilla
di grate consuetudini
un’abitudine all’esserci
senza perché
senza come
uno stare circondato dal mondo
nel mezzo delle cose
come una cosa
un desolato nirvana
d’insensatezza

……………..non essere non
……………..partecipare non
……………..congiungersi con
……………..nulla
………………………..non
……………..iniziare per non
……………..dover terminare non
……………..temere non godere
……………..di privilegi non
……………..patire soprusi non
……………..essere non
……………..partecipare non
……………..vivere quasi
……………..mai

senza direzione
senza mondo
senza io

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Ci sono gli alberi

30 gennaio 2015

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Ci sono gli alberi

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ci sono gli alberi, scendono dall’alto fino a terra,

molte nuvole nascondono i monti grandi sul fondo,
la strada è percorsa lenta da un camion, si sente il clacson,

le nuvole fanno macchie sui monti vicini piccoli,
è tutto verde, sonno, il giorno aperto mi guarda

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(2013)

Replay: Nel mezzo

27 gennaio 2015

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Nel mezzo
l’isola sopra il lago
l’albero incorniciato dal campo
la statua nella piazza
così stavo io
…………………..come
un vaso di fiori al centro del merletto
in una casa festiva

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

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Recitativo dell’improvvisa ansia

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da tanto e tanto tempo eri solo un’icona
una figura un simbolo congelato
del desiderio
mentre ora di colpo
spaventevolmente
respiri
parli
mi
osservi
ti lasci toccare, guardare
ti ondeggiano i capelli
gli occhi sorridono

e sei
legata
a un altro

mentre da troppo tempo il mio amore
quello vero, quaggiù
inesorabilmente
sva
ni
s
c

e

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(2004)

Replay: Specchio di lago

20 gennaio 2015

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Specchio di lago



se io ti dovessi amare
come ti ho amato una volta
come quest’acqua di lago
così tranquilla e profonda
se ti dovessi pensare
come ti ho pensato allora
come una vita impossibile
da avere eppure avuta
come uno specchio insondabile
e grande e liquido e vivo
e grande e vivo e incredibile
da percorrere coi sensi
e col pensiero, se fossi
pieno di te come allora
forse non comprenderei
che tu esisti anche al di fuori
del mio pensiero e del mio
imperversante volerti

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(2011)

Non devo scrivere il luogo

16 gennaio 2015

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Non devo scrivere il luogo



non devo scrivere il luogo, la poesia è un mondo astratto,
un mondo dentro il riflesso, dove le forme del mondo

si diffondono, sfarfallano, raccontano racconti
ribaltati, sono storie di non storie, inconsistenti,

edifici che pretendono un senso al loro specifico
esistere, suggerendo di averlo perso, di non
averlo mai avuto

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(2013)

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