Replay: (girasoli, grano)

12 luglio 2020

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(girasoli, grano)
odori
corpi
hanno agitato la notte
vanamente lunga
mentre qui
il sesso numinoso del sole
– non il mio –
infiamma l’onda del grano
……dei girasoli
……che di qua e di là dalla strada
……screziano gli occhi
di questo giallo
sul verde
così ancora gonfio
del buio fresco
dei corpi
……odori
……di cui la notte
……trasuda

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Parlare d’amore

10 luglio 2020

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Parlare d’amore

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dovrei magari parlare d’amore, dovrei magari
scrivere d’amore, devo forse scrivere di sesso,
ritmi di corpi, viluppi d’anime, versi che urlano

di sentimenti pressanti, potenti, stringenti, devo
magari pensare a come fare incontrare gli amanti
tra le righe di altre storie, tra parole di altri temi,

dire d’amore, pensare di ritmi di corpi, sessi
come parole che si amano, come versi che scontano
sarcastiche ambiguità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

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e come si chiudono   due corpi nell’amarsi, come
si chiude sul sasso   lanciato l’acqua, come seguendo
l’ala l’aria, come   si chiude la notte sul cercare
di nuovo l’antica   ricerca, così si torna a chiudere
il tuo quotidiano   quando l’incontro è trascorso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

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ci guardiamo in silenzio
al di là del silenzio
consapevoli di colpo
dei pensieri dell’altro

come quando, poco prima della fine
tutto si ferma e l’ombra
delle nuvole corre veloce
sulle montagne di fronte

 

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Ora che

3 luglio 2020

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Ora che

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ora che è serio il dissidio, ora che il conflitto acquisisce
respiro, ora che il divario tra le posizioni emerge

così chiaro, così netto, ora che ciascuno considera
da quale parte è opportuno mettere la faccia, fare

specifici assestamenti, ora che siamo qui, di fronte
alla cruda effervescenza delle cose, ora che tante

tante tante volte siamo ci percepiamo sul punto
cruciale, più decisivo che mai, ora più che mai,

ora più che mai, adesso, ora mai più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2016)

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dipingevi angeli,   quegli angeli che mi punivano,
di vapore nuvole   da tutte le pentole salivano,

la spada fiammeggia,   sobbolle il brodo della vita mia,
calore, fulgore,   umidità, gli angeli non sanno mai

che la loro spada   scalda, che il mistico e il quotidiano
qui vanno a braccetto,   la nuvola ti raggiunge, tracciavi

le linee di ali   spiegate, le fiamme della fede
bianche, azzurre,   indicano la strada d’uscita, l’Eden

dimenticherà in   un mattino la mia presenza, restano
solamente a lungo   quelle nuvole, cipolla, sedano,

quella nostra vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2019)

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di comune accordo
ci saremmo lasciati
…….se fosse accaduto

ci ha invece risparmiato
questa tristezza, la vita
riannodando consonanze
che parevano perdute, ormai

restaurando complicità
comuni pudori
………………..desiderio
di trovare nei sensi dell’altro
la soluzione di almeno qualcuna
delle nostre autonome angosce

 

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Notte cuore

26 giugno 2020

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Notte cuore

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notte cuore oscuro della notte della cuore buio

della nero della notte buio oscuro nero notte
nel silenzio piove nero piove notte cuore della
della fonda oscurità tremante vicina notturna
della notturna tensione della notte piove notte

nevica nevica il cuore piange nero grida bianco
debole debole il nero trema vicino notturna
tensione dove tormentano le torsioni del giorno
giorno che nevica nevica il cuore piange la notte

non rimane non capisce non persiste non c’è più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2016)

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di che cosa sono   chiave le parole che la notte

pronuncia al tuo fianco,   quando il desiderio del sonno
è questua di morte,   quando la parola del tuo corpo
contiene la chiave   del rebus, quando il desiderio

del tuo corpo parla   da solo, mi rivela tutto, tutto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2020)

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argomenti per una passione
mentre il tuo respiro alle mie spalle
regolare va e viene
argomenti per una passione che
inciampa ogni mattina nel lavaggio
delle tazze del caffelatte nel badare
ai bambini che facciano pipì che abbiano
mangiato a sufficienza che possano
dormire quando crollano dal sonno
che si incaglia verso sera nella tua
nella mia fatica a riannodare
persistenti diatribe sulla
pulizia della cucina sul posto
dei vestiti ancora da indossare e non
ancora sporchi
argomenti che vanno ogni volta trovati e che non
si seguono come i
ciottoli disseminati una volta nei boschi
della nostra favola

 

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Nella voce della voce

19 giugno 2020

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Nella voce della voce

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nella voce della voce che ti parla con insistenza
riconoscere il dettaglio insinuante intraprendente
rintracciare sfumature di un’identità controversa

nella voce del peccato nel peccato del peccato
nel dettaglio di una voce di un’identità sfumata
nel disagio del dettaglio nell’angoscia della voce

che non è mai veramente stata voce ma memoria
memoria atroce memoria del peccato e del peccato
della mia voce insinuante e delatoria sorprendente

controversa identità nel parlare e nel morire
sfumatura identità nel peccato e nel morire
delatoria intraprendente che ti parla sino alla fine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

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di cacao rotondo,   grasso, alternato a un alcool molto forte,
sapore di altrove,   poi un fuoco algido di vodka,

le labbra si sporcano,   macchiano il bordo del bicchiere
color cioccolata,   scura, amara, inizialmente dura
come quella storia   di cui hai colto il nocciolo ma che

si deve poi sciogliere in   dettagli saporosi, e intanto
lascia il segno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2020)

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e a volte non capendo
perché siamo
cosa siamo
non percependo nemmeno
la variazione richiesta
sul tema di noi stessi
non riuscendo
a capire
perché non si possa capire
questa relazione che ci stringe
pur così semplice
inutile
efficace

 

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Pubblicata in La nostra vita, e altro, Udine, Campanotto editore, 2004

Nel lume della notte

12 giugno 2020

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Nel lume della notte

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quale paradiso quale paradosso costruirsi
quale parabola quale parola sovrapporre
alle parole che sono eroicamente parole

che annunciano un paradiso d’illusioni valorose
di paradossi drammatici e interamente irreali
di parabole argutissime ma alla lunga evanescenti

parole che sanno piangere però non sanno capire
che cos’è che rende il vero: cose storicità
inferno o tautologia

tutto scorre tutto tace, nel lume della notte
risaltano allo stesso modo i nomi delle cose che
fuggono da noi lontano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2015)

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dai acqua all’amore,   vedi la sua terra come è secca,
acqua fresca e dolce   che smettano di piangere i petali,
dai vino all’amore,   vedi le sue labbra come piangono,
vino attento e rosso   che riprendano colore i petali,

non smettere di essere   attenta, la radice è di angoscia
e il gambo egoismo,   puoi ubriacarti e nessuno guida
il ritorno a casa,   ma vedi com’è secca la terra,

le sue labbra come  piangono, consegnagli i tuoi occhi
affinché gli diano   sempre qualche goccia, qualche volta
è il suo stesso odore   a uccidere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(2020)

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