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Ragazza che dorme in treno

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accavallando le gambe, la parte bassa, distesa
della coscia si regala agli sguardi del mondo, come
un’introduzione all’eros, il quale peraltro in questo

corpo che dorme non c’è, si presenta e subito si
ritrae, graffia e non attacca, ci lascia nel non capire
se immaginiamo o se siamo noi immaginati

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(2015)

Replay: Perché mi dice

19 maggio 2015

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Perché mi dice


perché mi dice sai, siamo sospesi sopra l’abisso
di quello che accade, appesi solo al filo incerto delle

parole che produciamo, e poi mi dice vedi, siamo
qui, nella corazza delle parole che produciamo

per difenderci dal mondo, e poi mi dice ascolta, senti
come quando si dissolve la mia voce mi dissolvo

io, rimane solo carne vuota, uno spettro di assenza,
un posto lasciato vuoto in mezzo agli altri che persistono,

e poi mi dice toccami, se riesci ad arrivare
a qualcosa che non sia solo suono asciutto e sottile,

e poi mi dice parliamo, che tu non mi lasci in mezzo
al mondo dove le cose sono state deprivate

del rimorso, del perdono, dell’incontro quotidiano
con il loro avere un posto

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(2012)

Conchiglia di maniera

15 maggio 2015

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Conchiglia di maniera

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l’acqua bassa del fosso
trascorre e scompone l’orizzonte
con una traccia di cielo
incistata nel fango

un fremito è solo
che lo sguardo ha strappato dal treno
all’inerzia del giorno

l’acqua bassa del cielo
traccia una vena di vita
nel fango piatto dell’anima
dentro il suo fondo infinito

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(2008)

Replay: Dal basso

12 maggio 2015

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Dal basso


corrono parole di granito contro al cielo
frasi come colonne che portano un discorso
di verità allineate a sostenere il mondo
perché fu qui proprio qui da dove adesso guardo
che restò immerso il saggio una volta e poi per sempre
catturato nell’intimo abisso del silenzio
dove in persona il dio ripeteva il suo mantra
di eterna identità con quel sasso che è parola
che cinge dirompente la mandorla dell’io
sino a farla sasso a sua volta distintamente
unito a quella voce che è fatta di figure
scolpite in un’arcaica prospettiva d’amore

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(2009)

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Starai cuocendo le crêpes

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starai cuocendo le crêpes, starai facendo festa al nuovo
anno, sarai ubriaco, felice, lontano, sempre,

sarai come tutti pronto a cadere nell’anno nuovo,
in tutti i suoi buchi, in tante trappole, starai correndo
dietro a quei sogni che ti hanno concesso, starai contando
i battiti della mezzanotte, sarai prigioniero
qui, là, altrove, dovunque, starai facendo le feste
al nuovo, facendo festa al nuovo, cuocendo le crêpes,

poi sarà bello assaggiarle, mentre si immagina il nuovo,
mentre si crede davvero, mentre si è

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(2013)

Replay: Nel bosco

5 maggio 2015

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Nel bosco


la roccia è bagnata, il sole è alto sopra di me, gli alberi
sono profili di inchiostro contro il cielo, sul terreno
chiazze verdi di tarassaco, quasi splendenti, gli altri
che si arrampicano sul sentiero, tenendosi ai rami,
scherzando su chi sta indietro, come me, colui che guarda,
che registra, che racconta, che è condannato a vedere,
ma per raggiungerli, poi, non meno immerso in questa vita
da albero, da radicchio, da sole, roccia, animale,
vecchio animale di fondo, nell’ansimo, nello scatto
muscolare, nel fiutare vivace l’aria che scivola
tra noi e dentro noi, voce del nostro affanno felice,
del bosco d’aprile, muschio morbido del nostro fremito

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(2012)

Ancora io

1 maggio 2015

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Ancora io

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mi riconosco ogni volta che mi vedo
passare per le strade di ogni giorno
nella folla rapida dei portici
e non ho dubbi nel dirmi che stavolta
sono proprio io, davvero io quello
che tira dritto immerso nei pensieri
lanciando appena sguardi alla ricerca
di un’altra ancora immagine di sé
che riempia un poco il vuoto, la miseria
di essere un volto solo, un solo cuore
una vicenda unica, narrabile anche senza
che tutti la rispecchino, che la sentano
danzare nel profondo delle ossa

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(2008)

Replay: Il loto d’oro

28 aprile 2015

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Il loto d’oro


seduti
sui gradini della vasca
del loto d’oro
lasciare
che il tempo corra
altrove, seduti
sdraiati tra le colonne intorno
alla vasca
del loto d’oro
dimenticare il tempo
come un affare
d’altri, seduti
a riposare sulle rive
del loto d’oro
essere il tempo
essere futuro e memoria
essere l’essere
che finalmente siede
senza tempo intorno
al loto d’oro
ed è

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(2009)

Spese

24 aprile 2015

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Spese

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mi piacerebbe rispondermi
quando mi chiedo perché
siano abbastanza due soldi
spesi di troppo per mettere
fuori fase la giornata
come se il rischio più vero
fosse davvero di essere
relegati dentro il limbo
di chi non si può permettere
di spendere, di chi vive
al di fuori, chi non vive,
prosciugato il suo destino
salvo che d’ansia

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(2011)

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se fossi una cosa semplice
un sasso una scheggia fragile
di legno un’impronta invasa
dall’acqua che sta scendendo
dal cielo dispossessato
o forse l’acqua medesima
o un soffio d’aria o quell’ombra
che risale le colline
se fossi una verità
o la certezza serena
di chi è nel giusto o il respiro
di chi è perduto nel sonno
se fossi semplicemente
vita, non mi accorgerei
di quanto mi mancherebbe
questa parola che scorre
e nel fluire corrode
ogni mia semplicità

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(2010)

Vi dirò tutto

17 aprile 2015

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Vi dirò tutto

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dirò di tutti gli echi che stanno tra te e me
che mi percorrono e mi attraversano ancora
quasi fossi una corda
che tutta risuona
che impara di non essere sola
e che siamo in tanti
quando siamo felici

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(2004)

Replay: La scimmia

14 aprile 2015

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La scimmia


parodia del divino, la scimmia
recita il sommo acroterio al timpano
di un tempio abbozzato di lamiera,
non è statua e non è pietra, in alto
i suoi occhi osservano quel fondo
che ci contiene, vedono démoni
forse, o forse solamente sintomi
di un plausibile pasto profano

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(2009)

Sotto questa riva

10 aprile 2015

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Sotto questa riva

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sotto questa riva verde c’è una china d’insondabili
gesti, di sorrisi lenti, vaghi, un abisso che scende
sotto l’ansia dello sguardo, sotto la lente del giorno,

dove le parole dormono, scontente della loro
inessenza, dove noi passiamo attraverso le forche
feroci della memoria e del rimpianto, dove il senso

si è perso, dove non parlano i gesti, e i sorrisi sono
troppo stancamente ambigui, e la luce sembra un riflusso
d’acqua tra i sassi, stordita

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(2013)

Replay: Afasia

7 aprile 2015

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Afasia


poiché non ci sono più parole a raccontare come
si dispongono le pulsazioni sopra il palcoscenico
coatto del cuore, voce cui non viene data forma,
visione non nominabile, un destino di emozione
intimamente taciuta, poiché non è esprimibile
l’articolazione fine del tuo discorso del cuore,
del dibattersi del cuore, il senso determinato
dell’azzuffarsi del muscolo nella stretta finale
quando le cose aggrediscono e non si sa come fare
e neanche più le parole ci riescono a districare
dall’improvviso groviglio che d’improvviso fa male

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(2012)

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Trame
(Madrigale dell’amarezza)

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riannodiamo dei fili sdruciti, brandelli
di vita comune, da ogni vincolo sciolti,
che sbattono contro di noi, contro
la delicata nostra
periferia del cuore, ora affannato, incostante,
reso irrequieto dall’insistere dei colpi,
delle voci che lo affollano la notte
quando il silenzio rende vivido il dolore
e i fili si ricompongono
in un cilicio di separazione,
in questo allontanarsi, estremo,
di tutti i sensi dal mondo
e da te

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(2005)

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