Nel caldo nell’acqua

20 aprile 2018

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Nel caldo nell’acqua

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nel caldo nell’acqua calda gocciolando quando esci
nell’aria calda nel caldo nel caldo nel buio vieni
fuori lasciando una traccia di calore di silenzi

quasi come abbandonati di umidità di sommessi
trofei di sussurri sparsi gorgogli diffusi reti
di parole che attraversano l’aria sentieri incerti

di sguardi caldo bagnato buio gocciolando esci
ma non è giorno non freddo non rinascono i pensieri
nel giardino della pelle nel controcanto dei gesti

 

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(2013)

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Replay: Insalata (1)

17 aprile 2018

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Insalata (1)



lascio perle di uva passa dolce
ad imbibersi d’aceto, peperoncino acceso,
e lune esili di cipolla, varie ore
in un bicchiere, che ben si gonfi
lo zucchero di calore

pesto nel mortaio qualche noce

taglio una scarola croccante e amara,
esaltandone l’asprezza con le scure
fogliette di rucola, cui aggiungo
rosse, pallide e traslucide
pellicole di rapanelli, a stuzzicare
il naso

il tutto, mescolato al momento di condire,
sarà un percorso nel labirinto
fresco e agro del vegetale crudo
cosparso di minute
emozioni di fuoco

 

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(2006)

Un processo meccanico

13 aprile 2018

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Un processo meccanico

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quasi un processo meccanico la scrittura di versi
che si vogliono espressivi quasi un meccanismo astratto
una catena di battiti che scandiscono battiti

quasi un astratto interporsi di fonemi dentro il flusso
di figure di flessioni del senso della sostanza

della sospensione astratta del silenzio quasi un senso
che ribatte che ritorna quasi un processo meccanico
la progressione dei sintomi e dei gesti

 

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(2016)

Replay: Bava di ragno

10 aprile 2018

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Bava di ragno



estraggo le parole dal nulla
simulacri vuoti, bava di ragno
prodotta da me

eppure filata con tanta arte
produce un disegno
un ponte argentato nel nulla
che fa parte del mondo, ora
è una cosa, un arabesco
che scintilla nel sole

ed è una trappola, certo,
un gioco feroce che invischia
altri corpi, e le loro parole
per me

che io le possa spendere
poi
per davvero

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(2005)

Mi fa male

6 aprile 2018

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Mi fa male

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mi fa male, stai dicendo, che in verità non lo dici,
è soltanto un frastagliato mugolio quello che sale

e pericolosamente dalla tua figura, debole
nel letto bianco, nel letto dove ti fa male il tuo

corpo il tuo ventre lo stomaco la milza le budella
coronella le frattaglie della vita, come un pollo

che stia venendo raschiato dentro, e quel pollo sei tu
sorella mia, nella tua voce che mi incontra così bene

 

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(2012)

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Leggono il giornale



leggono il giornale, qui, si raccontano le storie del mattino, qui
si lamentano del freddo, si siedono davanti a me, mi
guardano una frazione di secondo, qui, e hanno
le unghie laccate, le dita inanellate, il doppio mento, i bottoni
che definiscono i confini dell’intimo, quelli di questo io
che è proprio nostro e guai, guai a dimenticarselo
aperto, col cappotto sbottonato, la pelle che lusinga
l’impudenza dell’aria, degli sguardi stupiti, compiaciuti,
delle mani che la incontrano, cercano, coinvolgono
in un ritmo che non è del mattino, non è da fruscio
discreto di fogli di giornale
divaricati da dita asciutte di lettori, alla ricerca del giorno,
all’alba fredda, al lavoro

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(2011)

Increspata

30 marzo 2018

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Increspata

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l’anima appena increspata di ieri si rivolgeva
alla burrasca del mondo suggerendo a voce bassa

che anche ci sono altri giorni, il cuore tumultuante di oggi
grida al flusso regolare delle cose che ci sono

momenti in cui il dentro e il fuori si corrispondono si
contrappongono rimangono vincolati tra loro

da un fitto dialogo senza uscita

 

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(2016)

Replay: A Milano

27 marzo 2018

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A Milano



quante le linee che salgono e che scendono,
i profili del cielo, le sagome sulla terra,
le andature del canone d’asfalto, i blocchi
sovrani di materia, nel grigio sopra il grigio,
nel ritmo martellato delle case, di finestre
con finestre su finestre, nel mare squallido
delle periferie, dove non una vela tormenta
l’apatica ossessione del ricordo, dove
non c’è più mai nessuna ora
che irrequieti ci volga al disio

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(2008)

Mentre il ritmo

23 marzo 2018

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Mentre il ritmo

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mentre il ritmo di parole si sparge ecco che si sparge
si sperpera si diffonde ecco che il ritmo di parole
si stende si apre scorre nel ritmo teso dei battiti
ecco che il ritmo dei battiti sale poi sale ancora
poi si stende ecco che

e poi si stende attraverso lo spazio le cose come
fossero tutte un destino

 

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(2013)

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A fianco, a vuoto
(Recitativo dell’assenza)



dove siamo noi, che cosa
siamo noi quelle mattine quelle notti
in cui giacciamo fianco a fianco
inerti, senza uno spasimo
di vita comune, così incapaci
di risvegliare nell’altro l’impazienza
di un nuovo agire insieme

 

solo uno spettro
di un sesso che non c’è
agita le coscienze
a vuoto

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(2005)

Distonia è uscito, edizioni Kurumuny, collana Rosada. Sono contento ed emozionato.

A Bologna potete trovarlo alla libreria Trame, via Goito 3/c; altrove nelle librerie del circuito rosada, elencate qui, e sulla pagina dedicata del sito dell’editore Kurumuny. Tra qualche giorno sarà anche su Amazon.

La vita sorda

16 marzo 2018

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La vita sorda

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non dedicherai un eccesso di maniacale attenzione
al nome sordo del mondo al volto sacro delle cose
portare a termine il gesto portare al gesto l’attesa

portare a casa la vita portare la vita al bar
togliere al gesto l’altare il dramma cosale simbolico
il gran sacro mostro vivido essere al bar la vita

vita delle cose al mondo nome sordo delle cose
mondo cieco della vita cieca e cantare è un eccesso
da ubriachi perché è sorda in fin dei conti la vita

 

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(2017)

Replay: Là fuori

13 marzo 2018

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Là fuori



là fuori
la notte
lamenta
l’abbandono
del tempo
lunghe linee
d’inerzia
senza vita
un lentissimo
liquefarsi
del dolore

 

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(2006)

Me ne sto

9 marzo 2018

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Me ne sto

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me ne sto tutto dentro, perché il sole
satura tutto di fuori, perché la luce
della luce intride tutti i percorsi
di questa spugna ottica che è il mondo

me ne sto tutto dentro, mentre il sole
prova a scavare il mio sasso del senso
la mia caverna oscura dove solo ombre
fresche sono le cose

 

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(2012)

Replay: Sincronicità

6 marzo 2018

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Sincronicità



un dettaglio di canale,
di fosso, di breve darsena
fluviale, uno sguardo lungo
che attraversa la pianura
pullulante d’incertezze
liquide, di faglie del
tessuto ininterrotto vegetale
che è rete viva e drammatica
di questo sentirmi vivo,
acqua tra l’erba, acquitrino
pulsante, palude dei
sogni sognati in profonda
sincronica densità

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(2011)

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